Ma cosa vuole fare la TEKNE’ dove si voleva il Parco Agricolo Urbano ?

Ragusa e i ragusani sono fatti così, allarme per i rifiuti, allarme per il parco agricolo urbano, proteste per la crisi idrica, protesta per l’allagamento in via Archimede quando piove, proteste per il verde pubblico, ma tutto si spegne in poche ore, spesso senza soluzione, problemi solo rimandati.
Oggi, per esempio, leggiamo sul quotidiano regionale che il governo Musumeci autorizzerà la riapertura della discarica di Lentini, se ne riparlerà a metà agosto quando sarà veramente e definitivamente satura (ma sarà vero? NdR), c’è da giurare che, fino ad allora, non si provvederà alla nuova emergenza che è facile prevedere.
Ora cala il silenzio sulla questione, sindaci, SRR e, soprattutto, le opposizioni, si occuperanno di altro.
Nessuno, per esempio, parla della questione destinata a imporsi, quella dei termovalorizzatori che, si sa, risolverebbero tutti i problemi. L’unica idea positiva del governo Musumeci sembra materiale scottante, nessuno ne parla, né i Sindaci, né le SRR, né le opposizioni.

Per la questione del Parco Agricolo Urbano non se ne parla più, ci sarà il ricorso al TAR, l’Ordine del Giorno che chiede le dimissioni dell’assessore dorme nei cassetti dell’Ufficio Atti Consiglio, su tutto il resto domina il silenzio.
Di approfondire quale è la situazione attuale, quali i contenuti di questa richiesta di risarcimento da parte di una impresa titolare di parte delle aree interessate dal parco Agricolo Urbano, quali i possibili sviluppi della situazione, sembra non essere cosa all’ordine del giorno.
Si deve al Direttore dell’emittente televisiva TELEIBLEA uno squarcio di luce su tutta la complessa vicenda: Mario Papa è andato a scovare l’amministratore della TEKNE’, la ditta che avrebbe inoltrato richiesta di risarcimento, per sentire la voce di un protagonista della questione.
Per gentile concessione del Direttore Mario Papa, riportiamo i contenuti dell’intervista all’AD di TECKNE’, Roberto Mazzullo.

La TEKNE’ – esordisce Mazzullo – nell’anno 2006, acquisisce un’area di circa 300.000 mq nella zona dove poi si voleva dare vita al Parco Agricolo Urbano.
L’intenzione era quella di costruire un centro commerciale, l’area aveva questa destinazione.
Il Comune acquisì circa 200.000 mq di aree, in perequazione, secondo le norme del PRG vigente. La crisi economica e edilizia del 2008 portò dei rallentamenti nell’iter del progetto che, intanto, nello stesso anno aveva avuto l’approvazione di una variante.
Nel 2014 – sempre secondo quanto dichiarato dall’amministratore di TEKNE’, Mazzullo, il Comune denegò una ulteriore proroga per il progetto.
A seguito di questa inaspettata presa di posizione del Comune, la società, per perseguire i propri legittimi interessi, presenta, per le stesse aree, che secondo le norme vigenti prevedevano l’edificabilità, un piano di lottizzazione.
Nell’anno 2016, a seguito di intervenute modifiche al PRG, TECKNE’ ha modificato il piano di lottizzazione e nel 2017 adeguava il piano alle sopravvenute nuove prescrizioni.
Mentre, nel corso dell’anno 2018, sono arrivate le autorizzazioni della Regione, per esempio la VIA-VAS, il Comune non ha dato più risposte e riscontri.
Dopo le notizie della bocciatura delle variante del Parco, Mazzullo ha avuto contatti con l’attuale Sindaco, con l’assessore e con il dirigente di settore, al fine di concordare quanto di meglio si potesse realizzare, nell’interesse della città, per fare qualcosa di bello, nelle aree interessate, alla luce della piena e assoluta legittimità del piano di lottizzazione, presentato nel 2017, per il quale sarebbero arrivate, da parte dei vertici del Comune, assicurazioni per le autorizzazioni relative, nel corso di almeno una decina di incontri confermati dalle parti interessate.
Dal mese di marzo scorso, però, non sono avuti riscontri positivi ulteriori, anzi, indiscrezioni provenienti dall’Ufficio Tecnico del Comune di Ragusa, avrebbero fatto trapelare, alla TEKNE’, l’intenzione del Comune di non concedere le autorizzazioni del piano di lottizzazione perché l’intenzione sarebbe quella di non permettere la cementificazione dell’area che si voleva destinare a Parco Agricolo Urbano.
Quindi, l’amministrazione non sarebbe interessata al progetto, silenzio nei confronti della TEKNE che si è vista costretta a inoltrare apposita diffida per tutelare i legittimi interessi e a preannunciare azione legale.
Il presupposto sul quale si muove la TEKNE’ è che il Parco Agricolo Urbano non potrà essere un’area del tutto priva di edificazione, come è stato specificato anche nella conferenza del Comune, ci saranno aree destinate a parco ma anche aree edificate, per strutture residenziali e commerciali.
L’area della TEKNE prevede l’edificazione di strutture commerciali, già da prima del 2006, se l’amministrazione ha cambiato idea, dovrebbe, innanzitutto provvedere a restituire alla TEKNE’ le aree trasferite in perequazione, (problema non da poco, in quanto il Comune ha giù utilizzato alcune delle aree, per esempio quella per la costruzione del Centro Feliciano Rossitto, trovandosi, quindi nell’impossibilità della restituzione NdR).
L’amministratore delegato della TEKNE’, al punto in cui si è arrivati, in segno della fondamentale disponibilità della società ad aggiustare le cose al meglio per le parti, attende solo di essere ufficialmente convocato dagli amministratori comunali, per trovare un punto d’incontro.
Lo spirito, ha assicurato Mazzullo nell’intervista, è assolutamente collaborativo, nelle intenzioni si vuole dare vita ad un ampio progetto, per il quale è stato coinvolto anche un grosso gruppo spagnolo specializzato nello studio di strutture commerciali di alto livello, un progetto che comprende anche pista ciclabile di tre km e aree verdi attrezzate che non sarebbero previsti dagli obblighi delle concessioni edilizie.
Il mondo della distribuzione commerciale ha subito notevoli cambiamenti, il progetto è quello di un villaggio aperto, dove si trovano coniugati svago, divertimento, gioco, shopping e servizi vari, dove ricrearsi fra laghetti, fitness e percorsi ciclabili.
Sulle aree cedute in perequazione, con le nuove norme circa il 60% il Comune potrebbe realizzare quelle aree assimilabili al Parco Urbano.
La TEKNE’ vuole attendere, fino alla metà del prossimo mese di giugno, un segnale concreto del Comune per dirimere la delicata questione, in assenza di una chiamata la TEKNE’ si troverà costretta a tutelare i propri interessi, adrà le vie legali, chiedendo il soddisfo dei danni subiti e, soprattutto la restituzione delle aree detenute dal Comune, indebitamente, in questi anni.

Per la città si spera che si attenuino le pulsioni ambientaliste di questa amministrazione che, poi, tanto dichiaratamente ambientalista non sembra, il progetto accennato potrebbe rivelarsi un elemento di rilancio per la città, in termini commerciali e di occupazione, come lo sono stati i due centri commerciali che assicurano shopping, occupazione con contratti di lavoro per lo più seri, possibilità di fare comodamente acquisti con parcheggi anche coperti.
Non è vero che i centri commerciali hanno svuotato il centro storico, sono i cambiamenti del settore commerciale che ne hanno determinato il declino, soprattutto per quelle aziende che non si sono aggiornate in termini di prodotto e di tendenze.
Ma, soprattutto, occorre rispettare la legge e gli accordi e riconoscere i diritti delle controparti senza contenziosi inutili, addossandosi le scelte sbagliate del passato, quali quelle di aver utilizzato le aree in perequazione non volendo riconoscere, ora, i diritti acquisiti con la cessione, del resto si era capito, ai tempi dei 5 Stelle, che la variante del Parco era una sorta di mostro urbanistico a metà fra l’esigenza di farsi vedere ambientalisti e quella di ‘acccontentare’ la corte dei costruttori che, con ogni amministrazione, di qualsiasi colore politico, sono sempre ben accolti dai sindaci e dagli amministratori e cosa paradossale, anche da quelli che dai costruttori non hanno ricevuto sostegno in termini di voti.

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