Comiibleo, un comitato di residenti di Ibla, è fra i più attivi sul fronte delle critiche all’amministrazione comunale, con la strategia del bastone e della carota, con il fine, malcelato, di qualcuno dei componenti, di collaborare con l’amministrazione per possibili futuri sviluppi afferenti alle prossime comunali.
Un comitato che, in soli due mesi e mezzo, ha inviato circa 18 comunicati stampa, più di uno a settimana, tutti con i toni di chi è tenutario della verità, competente e maestro in ogni problematica, dalla villa e dalle palme alla segnaletica, dai dehors ai servizi igienici pubblici, dall’ufficio potale alle erbacce alla guardia medica, dalla manutenzione degli alberi alla disinfestazione.
E dire che il primo degli eletti al Consiglio Comunale è un residente di Ibla, apprezzato professionista, se teniamo conto anche delle esigenze e delle istanze di operatori commerciali, del settore della ristorazione e della ricettività, non è che questo comitato possa rappresentare la maggioranza dei cittadini di Ibla.
Sarebbe auspicabile che, ogni tanto, si procedesse ad una raccolta di firme, ad un referendum popolare per vedere chi ha veramente voce in capitolo, anche perché, talvolta, le richieste non sono di poca importanza, come nel caso dell’odierno comunicato con il quale si vuole mettere naso, addirittura, nell’assegnazione delle deleghe assessoriali.
Già una volta, con fare estremamente disdicevole, uno dei soggetti mittenti dell’odierno comunicato, dai microfoni di una emittente televisiva, dichiarò, senza mezzi termini, che l’assessore Barone si doveva dimettere per manifesta incapacità ad amministrare.
Oggi si ritorna, non tanto velatamente, sulla stessa istanza, a proposito dei nuovi collegamenti con Ibla mediante autobus urbani, quello che, pomposamente, l’assessorato ai trasporti urbani ha chiamato ‘nuovo piano per la mobilità per Ibla’.
Le scelte, senza dubbio complicate, per Ibla, dovrebbero essere prese da una amministrazione decisa che, come abbiamo detto, peraltro, da Ibla ha avuto il primo degli eletti al Consiglio comunale.
Ben vengano proposte, istanze e suggerimenti, ben vengano i tavoli di confronto, ma, quando ci sono tutti attorno ad un tavolo, si sa che riuscire a mettere d’accordo residenti, commercianti, ristoratori, titolari di strutture ricettive, e tutti i cittadini ragusani che hanno pari dignità per dire la loro su un quartiere che, pur sempre, non è regno incontrastato di chi ci vive o di chi ci lavora, è cosa assai difficile.
Questo comitato dice la propria sui nuovi collegamenti bus e apprezza l’intendimento di limitare al massimo l’accesso nella parte antica della città.
In un incontro con l’assessore al trasporto pubblico, Licitra, quelli del comitato avrebbero convenuto con il rappresentante dell’amministrazione che non ci sarebbero più alibi per dire NO all’utilizzo dell’auto per andare a Ibla.
Verissimo che occorre scoraggiare l’uso dell’automobile, ma il servizio nuovo non può certo soddisfare tutte le esigenze, limitato com’è alle ore serali e al periodo estivo, in buona parte solo nei weekend e nei festivi, con il servizio normale diurno che ti impone di girare per mezza Ragusa prima di arrivare a Ibla.
Soddisfatti, comunque quelli del Comitato che attendono ora la predisposizione di una ordinanza compatibile con questo ‘programma di mobilità’, ma temono che l’assessore al ramo, a loro inviso, “possa rendere vana questa interessante iniziativa dell’assessora alla Mobilità urbana alternativa.”
Non solo si stanno bagnando prima che arrivi la pioggia, ma arrivano anche a esternare la necessità che i due settori siano gestiti da un unico assessore, al fine di evitare visioni diverse dello sviluppo della città antica e di tutta Ragusa.
Questo è veramente troppo: la città ha votato Cassì e una squadra assessoriale, non può essere un comitato che rappresenta un numero indefinito di cittadini a condizionare le sorti di una amministrazione, è chiaro che ogni ordinanza dovrà tener conto delle esigenze dei ristoratori, pronti a fare la rivoluzione se ci fosse l’interdizione totale all’ingresso delle automobili a Ibla.
Legittima l’aspirazione a non avere traffico esterno ma si dovrebbe poter vietare, ai residenti di Ibla, di affittare locali per esercizi pubblici, cosa impossibile nell’attuale stato democratico.
Spesso, si sono sperimentate cervellotiche ipotesi di blocco delle auto per Ibla e il quartiere, nelle ore della movida si è svuotato a vantaggio di più comode destinazioni provinciali.
Si spera solo che l’assessore Licitra smentisca ogni ipotesi di condivisione del comitato, anche solo di semplice conoscenza anticipata dello stesso, perché intromissioni di questo tipo non sono per nulla ammissibili, come pure il sindaco dovrebbe prendere le distanze da simili pretestuose posizioni.
