Che in termini di competizione elettorale i giochi siano aperti da qualche tempo è cosa ormai palese, molti hanno cercato di glissare, nascondendosi dietro la facile affermazione : “E’ ancora troppo presto”, ma, in effetti, tutti si sono mossi, e si muovono ancora di più alla luce degli ultimi eventi.
Partiamo da quelli nazionali: le questioni interne al Movimento 5 Stelle, al di là delle guerre fra Conte e Grillo, pongono seri interrogativi su dove possano andare a finire i voti dei 5 Stelle con un Movimento in totale sfacelo.
A noi siciliani la cosa tocca da vicino perché, ancora oggi, i sondaggi danno un consistente consenso per il Movimento. La contesa non è sulle idee, sui programmi, è solo questione di comando e di poltrone, ed è proprio questo che riconduce il Movimento 5 Stelle alla stregua di un qualsiasi partito politico.
Per restare a casa nostra, sarebbe ormai tempo che i 5 Stelle di Ragusa, almeno quelli al Consiglio Comunale e i parlamentari, dichiarassero la loro appartenenza: stanno con Grillo o vanno con Conte ?
Occorre uscire dall’equivoco, per non dare l’impressione di essere solo alla ricerca della sistemazione migliore, a Ragusa, a Palermo o a Roma.
Sempre in tema di politica nazionale, ma guardando a casa nostra, dove è e cosa vuole fare il centro destra ?
Dove sono Fratelli d’Italia e Forza Italia, quale seguito hanno, cosa vuole fare la Lega a Ragusa ? Nei sondaggi nazionali il centro destra vola, dalle nostre parti gli appartenenti sembrano rondoni falcidiati dal caldo, impediti nel volo, non diciamo alto ma nemmeno radente.
Alla resa dei conti, i più tranquilli sembrano quelli del PD, sicuri dei fatti loro, consolidati comunque a livello nazionale, consapevoli del loro peso a livello regionale, solo alla ricerca dei nomi nuovi e giusti per tentare la scalata a Palazzo dell’Aquila.
A livello regionale, anche Musumeci ha aperto le danze, dopo falsi tentennamenti pone la sua ricandidatura, se non altro per accogliere il frutto del lavoro che avrebbe svolto per l’isola, anche se nel centro destra non stanno facendo salti di gioia per il suo secondo mandato. Ma sono tutti giochi, perché, alla fine, prevarranno gli interessi di poltrona e i compromessi la faranno da padrone, trovando in Musumeci non il rigido e severo uomo di destra di un tempo ma la migliore espressione di quel consociativismo di vecchio stampo ideale per stare a galla senza eccellere.
Restando in gema di contadini è l’humus ideale per pensare che PD e 5 Stelle, senza tentazioni estremiste, possano ambire a scardinare questo sistema politico che affligge la Sicilia sena risolvere granché.
E arriviamo a Ragusa, dove anche il Sindaco Cassì non ha fatto mistero di pensare al futuro, scontata, ormai, la sua ricandidatura, con la precisazione di pensare, anche in forma del tutto trasversale, solo ad alleanze con movimenti civici.
Un ben servito, anticipato, a Fratelli d’Italia, con la precisazione chiara: “Per quanto apprezzi le persone che ho coinvolto nel mio progetto iniziale, e nonostante i sondaggi premino l’attività della Meloni, ritengo che, se ci sarà continuità a questa attività amministrativa non ci dovranno essere i partiti. Voglio mantenere un profilo civico, una trasversalità senza preclusioni ma coerente al progetto per la città”
In pratica, chiude le porte alla destra dalla quale non si aspetta molto in termini di consensi, per aprire le finestre ai venti cattocomunisti che da tempo corteggiano l’attuale sindaco con il fine di trovare sistemazione a Palazzo, altrimenti difficile.
Chiaro il veto che queste forze pongono nei confronti di Fratelli d’Italia, e di ogni forza di destra, il politicamente normalizzato Musumeci non fa più paura come uomo di destra, Cassì pensa di avere trovato la quadra per un suo secondo mandato.
Resta da capire che ci sta fare ancora in giunta Fratelli d’Italia, dopo un chiaro benservito.
A questo punto, serve solo comprendere dove vogliono andare Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e moderati vari, da una parte, per capire chi sarà della prossima partita elettorale, mentre, dall’altra senza inevitabile l’approdo dei 5 Stelle verso lidi più riparati dalle intemperie del Movimento.
