Peppe Calabrese contesta le scelte dell’amministrazione per i possibili fondi del PNRR

Si è fatto un gran parlare dei fondi del PNRR, il piano europeo cosiddetto ‘recovery plan’, ad un certo punto sembrava che ogni progetto, ogni idea, potesse avere spazio e si è scivolato su piccole iniziative di paese.
Tutti, partiti, sindacati, associazioni, hanno avanzato proposte e richieste, poi si è capito, ma non era difficile che tutte le proposte sono state scremate a livello regionale per passare poi al livello nazionale dove, in effetti, il programma presentato è di ampio respiro e segue le direttive europee di indirizzo dei fondi.
Si trattava di ambiente, di sanità, di riforme della giustizia, di energie rinnovabili, non si comprendeva come potevano essere comprese le piccole iniziative locali e come i singoli avessero potuto vedere esaudite le proprie aspirazioni.
Non si comprende e ancora non ci sono idee chiare in merito, nonostante il piano italiano è stato approvato, non c’è nessuna notizia di come i fondi possano arrivare in periferia, né per quali iniziative.

Il segretario cittadino di Ragusa del Partito Democratico, Peppe Calabrese, parla dei progetti presentati dall’amministrazione comunale di Ragusa, progetti che considera fuori dallo spirito normativo.

“Dei tre progetti presentati dall’Amministrazione comunale di Ragusa per chiedere finanziamenti per 2milioni di euro a valere sui fondi del PNRR finalizzati alla “rigenerazione urbana”, a nostro avviso solo uno, forse, rientra tra le finalità previste dalla norma e, nella progettazione, mancano del tutto le periferie che, invece, avrebbero bisogno di numerosi interventi”.
Lo denuncia la segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa con una nota del segretario Giuseppe Calabrese che spiega: “La norma è stata pensata per ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, migliorando la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale dei Comuni.
Dei tre progetti presentati dal Comune di Ragusa: uno prevede interventi al Foro Boario per tramutarlo in Polo Fieristico Polifunzionale; un altro punta al ripristino dei percorsi della Vallata Santa Domenica con il recupero dei tradizionali muri a secco; l’ultimo progetto sarebbe finalizzato all’acquisizione di Villa Moltisanti per fini culturali.
Secondo il Partito Democratico di Ragusa solo uno di questi progetti (il recupero di Villa Moltisanti), forse, aderisce alle indicazioni normative del PNRR, le cui finalità riguardano maggiormente gli interventi strutturali che riducono il degrado abbattendo le distanze sociali tra i quartieri”.
“Per il Comune di Ragusa sarebbe stata l’occasione ideale per puntare al recupero delle aree periferiche della città – continua Calabrese – che così vengono completamente dimenticate a vantaggio di progetti di importanza marginale rispetto alla possibilità di programmare un unico grande intervento di rigenerazione urbana lì dove si necessita di impianti, strade e urbanizzazione.
Tutti argomenti da campagna elettorale dei quali l’amministrazione sembra oggi infischiarsene solo per far brillare il narcisismo di qualche fortunato assessore”.
“Ancora una volta, siamo negativamente colpiti dalla pochezza di idee di questa Amministrazione cieca e classista – conclude Calabrese – mentre le periferie attendono silenziose che qualcuno si occupi anche di loro”.

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