C’è di sicuro un giro enorme attorno ai campi da golf, dalla costruzione alla gestione anche in funzione turistica, ma, come abbiamo avuto più volte modo di toccare con mano e vivere sulla nostra pelle, ideatori, progettisti, realizzatori e gestori dovrebbero appartenere alla gente competente del settore e non si deve fare lo sbaglio di affidare a mestieranti della politica progetti faraonici destinati a lasciare cattedrali nel deserto.
Al giorno d’oggi, non si possono fare valutazioni certe sugli effetti di strutture simili sul territorio, per la presenza di molte variabili, di certo se ne va spazio, terra e acqua, la valutazione di impatto ambientale non è sempre positiva.
Alla base, come nel caso del tentativo di insediare non uno ma sei campi da golf sul territorio ibleo, ci sono, operazioni immobiliari, che potrebbero essere speculative, c’è poi l’eterno problema delle risorse idriche e il possibile inquinamento da pesticidi, irrinunciabili per impianti al top.
Spesso, come potrebbe accadere nel nostro caso, ci potrebbe essere la tentazione di non perdere ingenti finanziamenti, ma il problema fondamentale è l’utilizzo abnorme di quantità di acqua, giornaliere, che sono pari al fabbisogno di un centro abitato di 8/9.000 abitanti.
Uno spreco simile, in un territorio dove molti centri abitati soffrono la carenza di acqua anche solo per fare una doccia, pone serie riflessioni.
Ci sono poi problemi legati all’eventuale eccessivo sfruttamento delle falde acquifere e l’uso indiscriminato di pesticidi e antiparassitari per la manutenzione del campo.
In generale l’impatto ambientale è, da più parti, considerato assai negativo, grandi movimenti terra, sottrazione di terreno agricolo e forestale, distruzione del paesaggio naturale.
Al fine di prevenire una perdita di biodiversità sarebbe pertanto opportuno evitare la progettazione di campi da golf all’interno di SIC e ZPS o di qualunque area ad elevato pregio naturalistico e vagliare bene la possibilità di costruirne nelle vicinanze.
Pensare poi di utilizzare fondi pubblici per finanziare un campo da golf è oggi da considerare azzardato, figurarsi finanziarne sei in un colpo e nello stesso territorio.
Oggi si tenta di far passare un impianto per il golf per finalità atte a migliorare la qualità dell’offerta turistica mediante l’incentivazione, soprattutto, delle strutture ricettive esistenti per la elevazione degli standards qualitativi e dotazione di servizi complementari favorendo le condizioni per prolungare la stagione turistica.
Ancora si vuole suscitare un turismo innovativo mediante l’incentivazione di strutture per il golf, congressuali, termali, per la terza età e promuovere l’escursionismo per la fruizione delle bellezze naturali ed ambientali.
Ogni progetto di percorso da golf è quasi sempre accompagnato, prima o dopo, dalla realizzazione di residence e villini. Questa realizzazione si rende necessaria quando l’impianto viene realizzato, quando viene proposto in percorsi golfistici distanti dai grossi centri (ovvero quasi sempre)e la motivazione economica è quella di garantire un ritorno economico dei notevoli investimenti necessari alla realizzazione delle stesse strutture.
Queste sono naturalmente le motivazioni di chi non vede conveniente, sia dal punto di vista economico, che dei ritorni, che dal punto di vista ambientale, realizzare un campo da golf.
Sappiamo, da fonti bene informate, che chi porta avanti i progetti, meglio sarebbe dire, al momento, le proposte, sta predisponendo una opportuna campagna di informazione, verisimilmente a pagamento, per esaltare i vantaggi dell’iniziativa, molti sono in attesa di questi scritti per capire quali potrebbero essere i ritorni per il territorio.
In ogni caso, sembra legittimo pretendere che delle questioni inerenti si occupino persone di provata esperienza, capacità e competenze specifiche, svincolate da interessi di parte e dedicata solo ad una sana e qualificata gestione della cosa pubblica.
Quanto alle questioni inerenti il turismo, è d’uopo che se occupi chi è delegato al turismo, considerato anche che precedenti iniziative nel settore sono risultate del tutto fallimentari.
