E’ indubbio che con la mente ai grandi progetti, impegnati a contare la pioggia di euro che arriva dallo stato e dalla regione, con gli assessori indaffarati fra grandi nomi dell’arte e dello spettacolo, ZTL e parcheggi scambio, passerelle a sbalzo, sul mare come sulle vallate, e vecchi percorsi storici da riscoprire, la questione di un parcheggio a Punta Braccetto è solo un fastidio, peraltro l’amministrazione ha dimostrato di non saperci fare con i parcheggi, il solo nome li stravolge, impantanati con quello di Ibla, con i parcheggi pluripiano per cui ci sono sempre contenziosi e con quello di via Escrivà, l’ultima perla dell’incapacità di qualche amministratore sempre più fissato sulle proprie idee.
Ma se gli altri parcheggi sono solo note dolenti di una grande amministrazione proiettata ai grandi progetti, quello di Punta Braccetto si sta rivelando, quantomeno, una mazzata per l’immagine dell’amministrazione Cassì che, anche in presenza di opposizioni che non esistono deve rispondere ai rilievi e alle illazioni di ambientalisti che, ava rio titolo, ne stanno tirando fuori di tutti i colori.
Tutto parte dai rilievi di Legambiente sulla passerella che dai Canalotti porta alla spiaggia di Randello, pericolante e interdetta all’accesso dal Comune ma non rimessa in sesto, a cui segue un sopralluogo del capogruppo 5 Stelle, Sergio Firrincieli per il mancato rispetto di una ordinanza del Sindaco, successiva a prescrizioni della Capitaneria che, già dalle passate stagioni, aveva interdetto l’accesso di auto e moto all’area demaniale dei Canalotti, riservandola solo ai privati che avevano accessi in zona.
L’amministrazione minimizza, glissa, dice che tutto è a posto, l’assessore Spata vanta inconri e sopralluoghi a Punta Braccetto e zone limitrofe, con i residenti, anche se con enorme ritardo si interviene sulle necessità emergenti.
IL Sindaco, in una nota mostra i lavori in via Salso, la strada che porta all’area dei Canalotti, gli stalli di sosta per i disabili, la chiusura dell’accesso con apposita sbarra, su tutto aleggia l’attivazione di un parcheggio che non si capisce bene se sia privato, pubblico su area privata, locato dal Comune, a pagamento o libero.
Problemi considerati, forse, di poca importanza alla luce di una stagione ampiamente iniziata che si può considerare incanalata verso la chiusura, con buona pace di tutti.
Come avviene anche per Marina di Ragusa, residenti e amministratori si preoccuperanno delle zone a mare a giugno del prossimo anno, se va bene.
Ma sulla vicenda si inseriscono una nota del Circolo Il Carrubo di Legambiente e l’ultimo post del Comitato Randello Libera, che sollevano non poche perplessità su tutta la vicenda e per le quali il Comune dovrà fornire chiarimenti, per non alimentare le polemiche delle opposizioni.
Questo il comunicato del Circolo di Legambiente Ragusa:
ENNESIMO ABUSO EDILIZIO A PUNTA BRACCETTO SUL PARCO DEI CANALOTTI
Realizzato un parcheggio privato a pagamento abusivo. Legambiente ottiene dal comune di Ragusa la sospensione dei lavori e la sospensione del permesso di costruire.
Come se non bastassero le decine e decine di case abusive nell’area di inedificabilità assoluta non sanabili, come deciso dal CGA con la sentenza 622 del 28 giugno 2021, ora ai Canalotti spuntano anche i parcheggi abusivi.
Perché abusivo è il parcheggio in via di costruzione di via Salso, per il quale qualcuno sta già chiedendo 5 € per parcheggiare, anche se i lavori non sono conclusi e dopo che il comune di Ragusa ha sospeso in autotutela, il permesso di costruire perché mancante della valutazione di incidenza ambientale relativa all’Area SIC di Randello, con procedimento a firma del dirigente del terzo settore in data 5 Agosto 2021.
Ma c’è di più : il parcheggio risulta all’interno della fascia di 150 metri dalla costa nella quale si possono realizzare solo le opere e gli impianti destinati alla diretta fruizione del mare ( art. 15 lett. A, legge regionale 12 giugno 1976 n. 78 ) in un rapporto di stretta e obiettiva strumentalità con la diretta fruibilità dello stesso come gli stabilimenti balneari, i pontili, i porti, le darsene e i ricoveri per natanti ( TAR Sicilia , Palermo , sez II, 4 ottobre 2001, n. 1375 ), non certo i parcheggi.
E’ questo un primo motivo valido per l’annullamento del permesso di costruire.
A questo se ne aggiunge un secondo : i permessi di costruire rilasciati in siti ‘natura 2000’ in assenza di VINCA non possono essere sanati ex post ( Consiglio di Stato sez. II, 28 maggio 2021 n. 4135 ) per cui il comune di Ragusa in nessun caso potrà esaminare la Valutazione di Incidenza e giungere ad un esito positivo tale da emettere un nuovo PdC confermativo del precedente .
Invitiamo l’A.C. di Ragusa a seguire quanto affermato dalla giustizia amministrativa e a cominciare a riportare la legalità in un’area di straordinaria bellezza.
Ragusa, 08/08/2021
firmato la Presidente del Circolo ‘Uil Carrubo’
Meno istituzionale e più concreto il post del Comitato Randello Libea:
La sospensione dei lavori del costruendo parcheggio emessa in autotutela dal Comune di Ragusa, ha prodotto semplicemente e paradossalmente l’incremento delle attività per cercare di finire l’opera quanto prima.
Si avete capito bene, ma ricapitoliamo:
Giovedì 5 agosto il dirigente del settore edilizia privata del Comune emette l’ordine di sospensione dei lavori in autotutela per evidenti carenze documentali. Da normali cittadini pensiamo che le attività in quell’area debbano fermarsi. Ed invece no, da quel momento è un moltiplicarsi di sforzi: lavori elettrici , movimento terra, camion con pietrisco e rulli compattatori, tutto alla luce del sole, sfrontatamente.
E poi incredibile a credersi, sabato 7 agosto, il parcheggio viene aperto al pubblico e si paga; tariffa secca 5 euri.
Tra proteste e segnalazioni anche la domenica 8 agosto il parcheggio (ancora cantiere per giunta con i lavori sospesi) continua ad esercitare e fare incassi.
Segnalazioni e lamentele producono effetti solo il lunedì quando il parcheggio viene chiuso al pubblico; ma anche così non si fermano i lavori, ancora pietrisco ed ancora rulli ed ancora quadri elettrici.
Nessun controllo da parte del Comune che ha emanato la sospensione? Niente che fotografi lo stato di fatto prima del fermo dei lavori?
Il fermento sembra interessare anche gli uffici tecnici comunali, dove, nonostante il periodo ferragostano, pare che si cerchi affannosamente una soluzione amministrativa all’empasse e che, probabilmente, in queste ore qualcosa uscirà dal cilindro di nuovi e vecchi genetisti dell’urbanistica ragusana.
Un quadro avvilente di illegalità, superficialità, sfrontatezza, che fa semplicemente cadere le braccia.
La situazione è in evoluzione , stiamo raccogliendo ulteriori testimonianze che supportino con ancor più forza la documentazione già in nostro possesso.
Tantissimi sono i segnali di vicinanza e di disponibilità che ci arrivano dai tanti canali aperti e grazie alle testimonianze , alla simpatia ed al calore di tante persone per bene, siamo determinati ad andare fino al fondo di questa brutta vicenda.
A questo punto ci si chiede perché l’ufficio tecnico sia solerte a fornire comunicati stampa anche per la gara della stasatura delle condotte fognarie e su questa telenovela, fatta di sospensioni dei lavori in autotutela, di costruzioni per un parcheggio, che ci sembrava esonerato dai canonici permessi per costruire, trattandosi anche di opera non permanente e di pubblica utilità, di valutazioni di incidenza ambientale non pervenute, di permessi di costruire senza VINCA, in area ‘natura 2000.
Ci sono elementi per desiderare chiarezza e per capire, a tutti i costi, se qualcuno racconta baggianate, siano essi assessori, ambientalisti o altro.
