Distrutto dal fuoco uno dei due polmoni verdi della provincia di Ragusa

Smarrimento, consapevolezza di essere inermi davanti alla furia distruttiva del fuoco, rabbia anche per quanti sono meno sensibili alle tematiche ambientali e della valenza del verde boschivo.
Negli anni passati era toccato a Chiaramonte Gulfi vedere le sue colline attaccate dalle fiamme, l’attuale ondata di calore che ha investito buona parte del meridione ha colpito il Parco di Calaforno, una vasta area fra i comuni di Giarratana e Monterosso Almo.
Poco si è salvato dello splendido paesaggio caro a tutti i ragusani della provincia, non potrà essere come prima una porzione di territorio che pure, in tanti decenni, era stata preservata da eventi dannosi di questa natura.
Incendi hanno devastato ampie zone della Calabria, del palermitano e della provincia di Catania, ma le notizie che arrivano da fuori non leniscono minimamente lo sconvolgimento per quello che è accaduto sul nostro territorio.

“Giorno tragico per Giarratana e il suo territorio” lo ha definito il sindaco Bartolo Giaquinta: “Un patrimonio naturalistico perduto. Attività economiche distrutte. Una giornata di ansia per tante abitazioni e insediamenti produttivi
Ancora in questo momento vengono spenti gli ultimi fuochi nel territorio di Giarratana grazie anche al prezioso intervento della Protezione Civile Comunale.
Ma il fronte del fuoco continua ancora in varie direzioni. La attivazione del Centro Coordinamento Soccorsi presso la Prefettura di Ragusa ha consentito di organizzare al meglio le forze in campo e il lavoro di tutti, decisivo l’intervento di Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa per l’arrivo dei mezzi aerei.
Nella giornata di ieri l’intervento di tutti le componenti del sistema di protezione civile e l’encomiabile lavoro dei Vigili del Fuoco ha consentito di attenuare i danni ed evitare vittime umane.
Validi motivi consentono di dire che non si sia trattato di un incendio spontaneo, c’è il fondato sospetto della mano umana.
Voglio allora lanciare un appello: chi sa, chi ha visto qualcosa, segnali alle forze dell’ordine, in qualsiasi modo, fatti e circostanze che potrebbero essere utili ad individuare i responsabili di questo orrendo crimine.”

Come trapela dalle parole del sindaco di Giarratana, si propende per l’incendio doloso, pare che il fuoco sia partito da tre punti diversi, potrebbe trattarsi di imprudenza o disattenzione ma l’ipotesi viene tenuta scarsamente in conto.
Due squadre dei Vigili del Fuoco sono state impegnate, assieme a uomini della Protezione Civile e della Forestale. Nel pomeriggio sono intervenuti anche due Canadair.

Anche l’assessore al verde pubblico e alla protezione civile del Comune di Ragusa, particolarmente sensibile ai temo ambientali, ha seguito l’evolversi della tragedia, per quanto non di stretta competenza del nostro comune.
Come hanno fatto anche i sindaci dei comuni interessati, Iacono ha sottolineato l’esigenza di trovare i colpevoli, auspicando che chi abbia notato movimenti sospetti lo segnali alle forze dell’ordine.
L’assessore di Ragusa, realisticamente, ha fatto notare come per incendi di queste dimensioni determinanti sono gli aerei e gli elicotteri, l’impegno da terra, per quanto importante, può fare poco. Piuttosto, si deve fare tesoro della tragica esperienza per pensare in maniera concreta alla prevenzione e ai controlli sul campo, per non vanificare anni di incessante lavoro su queste aree.
Ma, primariamente, vanno cambiate le leggi, i criminali che operano questi eventi nefasti debbono avere paura, debbono sentirsi braccati, occorrerebbe una taglia per togliere dalla circolazione elementi che agiscono per interessi personali o per pura follia.
Occorre anche che la politica riveda il ridimensionamento del Corpo Forestale, ormai ridotto all’osso, e che vengano predisposti idonei servizi per il monitoraggio e il controllo delle aree a rischio.

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