La comunicazione di palazzo langue e le opposizioni di tutti i tipi, consiliari e non, se la scialano, del resto vedendo il sindaco impegnato fra post su facebook, riunioni riservate con associazioni di residenti e grandi annunci per grandi opere, a qualcuno viene da chiedere cosa c’è di concreto.
Di concreto c’è che tutti si stanno preparando per le prossime elezioni, il problema non è il bene comune, il bene della collettività, ma il raggiungimento di illusorie posizioni del potere che sarà sempre gestito da pochi intimi.
Il sindaco, è ormai chiaro, con distacco aristocratico, nemmeno ascolta i piagnistei per l’erba sulle strade, per il cesso chiuso, per la mancanza di acqua nelle case, è tutto proiettato verso una Ragusa del futuro che sembra una città del dayafter, vuota, senza anima e senza entusiasmo, con percorsi naturalistici, museali, piste ciclabili e trazzere rifatte, ponti coperti. Ci penseranno poi, forse, i dirigenti, a bandire gli avvisi per le manifestazioni di interesse ad affollare tutte queste realizzazioni.
Come accennavamo, manca la comunicazione, si aprono le latomie di Cava Gonfalone, tutte le preoccupazioni per affidare l’appalto per le visite e la custodia, poi non si sa più nulla, si straparla per il piano strategico del turismo e poi non si sa più nulla, arriva il masterplan per lo scalo merci e non si può sapere nulla sulla grande progettazione di un archistar.
Non puoi fare vivere il cavallo solo facendogli intravedere la zolletta di zucchero o il cane tenendo fra le dita una bella fetta di carne con osso.
Il progetto dei canalotti, finanziato sempre dall’esterno, è stato tenuto nel cassetto, tirato fuori solo per gratificare quattro residenti di un’associazione del posto, come se i canalotti fossero solo patrimonio dei villeggianti di 40 giorni all’anno, non c’è criterio nella comunicazione né nella strategia di coinvolgimento della città nella programmazione.
Così accade che un comitato di residenti di Ragusa ibla, in quattro parole, liquida come deleteria l’amministrazione, di oltre tre anni, di Ragusa Ibla.
Difetto di comunicazione, perché fra parcheggio di San Paolo, circonvallazione, museo archeologico, parcheggio di discesa peschiera, collegamento con il Carmine e Ragusa superiore, metroferrovia, con adeguato supporto di politiche culturali e turistiche, Ibla dovrebbe essere al centro dell’attenzione.
Invece c’è la solita politica dell’effimero a tutti i costi per gratificare i soliti noti, ritenendosi appagati dal sold out in barba al distanziamento per qualche spettacolino di opinabile qualità, culturale e ricreativa.
Il parcheggio di largo San Paolo non apre perché si deve mettere in sicurezza il costone sovrastante ? “Ve ne siete accorti solo ora ?” esordiscono da Ibla e aggiungono: “Invece di annunciare con squilli di tromba l’apertura del parcheggio in questione, dopo tre anni di deleteria amministrazione della città antica, si accorgono, per caso e con estremo ritardo, della suddetta problematica. Una farsa continua e senza alcuna giustificazione.
Altro che Taormina e Matera. Ibla è sprofondata nel caos più profondo!”
E Comibleo rincara la dose con una serie di interrogativi: “Dove è la programmazione turistica? E il parcheggio di Discesa Peschiera che fine ha fatto?”
Come al solito, non si parla degli scandalosi ritardi della Soprintendenza per il Convento di Jesu da adibire a Museo, ma là il sindaco non c’entra e si passa oltre.
Come tanti altri comunicati, anche questo resterà inascoltato, valutato con sufficienza e lasciato senza risposta, opposizioni in aula silenti, maggioranza alla ricerca di un posto al sole per la prossima stagione, Ragusa ancora non si sveglia dal letargo.
