È una posizione netta quella del PD siciliano di mettere in copertina dell’agenda politica la questione accoglienza dei profughi afghani.
Lo ha ribadito, a chiare lettere, il segretario regionale del Partito Democratico, Antony Barbagallo, nel corso del suo intervento finale alla Festa regionale dell’Unità che si è chiusa, ieri sera, venerdì 27 agosto, a Marina di Ragusa.
Dei sentimenti del Partito se ne era fatto interprete, fra i primi, il segretario cittadino di Ragusa, Peppe Calabrese, che aveva anche rivolto un appello al Sindaco del capoluogo per per proporre Ragusa come punto di accoglienza per i profughi afghani.
Preoccupato per gli eventi, in apprensione per le immagini che arrivano dall’Asia meridionale, Calabrese mostrava timori per la tenuta democratica dell’Afghanistan e per il rispetto dei diritti umani, soprattutto delle donne e dei bambini.
“In queste circostanze, offrire un luogo sicuro dove potersi rifugiare è un atto di generosità e di rispetto nei confronti di un popolo, quello afghano, costretto da troppi anni a vivere in un costante clima di incertezza e terrore.” aveva detto il segretario del Partito Democratico di Ragusa.
Inevitabilmente, grandi perplessità, unite a stupore e smarrimento, suscita la nota del Partito Democratico di Comiso, a firma del segretario cittadino, Gigi Bellassai, e dei compagni Gaetano Scollo, Fabio Fianchino e Filippo Spataro.
La nota, e non potrebbe essere diversamente, precisa, in apertura, della condivisione per la disponibilità ad accogliere profughi afghani all’aeroporto di Comiso.
La gravità della situazione impone, alla luce anche dei precedenti della città di Comiso in fatto di accoglienza, di mettersi a disposizione, come ha fatto il sindaco di Comiso, anche in controtendenza alle posizioni dei leader dei partiti della maggioranza di centro destra.
Ma, archiviata una premessa scontata, viene fuori un contenuto della nota che strumentalizza la tragica situazione per porre delle domande che sanno più di paletti che si vorrebbero frapporre ad un intervento immediato che reali preoccupazioni che, si solito, la sinistra pospone alle emergenze.
Quando si tratta di far sbarcare clandestini o migranti economici non si frappongono tutti questi distinguo, le preoccupazioni, legittime della popolazione non vengono tenute assolutamente in conto.
Sono tutte obiezioni risibili, è chiaro che qualcuno, non il Comune di Comiso, deve trovare i fondi necessari per l’accoglienza, come avviene, del resto, altrove, e in questo il Partito Democratico di Comiso si potrebbe fare già portavoce presso il governo nazionale per opportune e immediate misure.
Le preoccupazioni di ordine pubblico e sanitario non sono state mai così all’attenzione della sinistra quando si è trattato di accoglienza, nessuno della sinistra ha chiesto mai per quanto tempo è prevista la permanenza in loco delle persone accolte.
Quanto alle esigenze di personale, per l’ordine pubblico e la sanità, nessuno meglio del governo nazionale potrebbe rispondere, ancor meglio se si tratta di dialogo fra compagni dello stesso partito e della stessa coalizione di governo.
In conclusione, ci pare che il passaggio citato nel comunicato, “io ci sono, noi ci siamo!” possa riferirsi al Partito Democratico di Comiso, forse preso in contropiede dalla mossa del Sindaco di Comiso che, poi, alla fine, è pronta ad accogliere, ci pare, 50 famiglie, che non sono nulla di fronte ai migranti che sbarcano a centinaia e molti dei quali restano sul territorio.
Questo il testo integrale della nota del Partito Democratico di Comiso:
PARTITO DEMOCRATICO COMISO
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Diciamo subito che siamo d’accordo. Per motivi che ci pare perfino superfluo precisare.
La tragedia umanitaria che si sta consumando in questi giorni, il ritorno all’arretratezza culturale e liberticida e misogina dopo vent’anni in cui si è cercato non senza difficoltà di normalizzare l’Afghanistan, ci colgono di sorpresa e ci lasciano sbigottiti.
È normale, quasi istintivo, visti i precedenti nella nostra città, che il sindaco tenda una mano e si metta a disposizione, anche in netto contrasto con le sensibilità e le forze politiche che lo sostengono, che appoggiano questa amministrazione e che, stando almeno alle dichiarazioni dei loro leader nazionali, sembrano, anzi sono, di avviso completamente diverso, opposto.
Tuttavia, alcune domande sorgono semplici e spontanee, e avremmo piacere che il sindaco, contrariamente a quanto ultimamente si è abituato a fare, rispondesse.
Non tanto o non soltanto a noi, ma alle centinaia di cittadini che in queste ore ci chiedono, domandano vogliono capire, e della cui comprensibile preoccupazione ci facciamo portavoce.
1) Dice il sindaco che “le strutture (che potrebbero accogliere i profughi afghani), fatti salvi minimi ritocchi, sono abitabili, vivibili e accoglienti”. A parte il fatto che non siamo affatto sicuri che ci vogliano “minimi ritocchi” per rendere vivibili e accoglienti queste abitazioni, si potrebbero, per favore, quantificare le risorse economiche necessarie (euro più, euro meno) per questi interventi? Si tratta di risorse comunali? Regionali? Nazionali? Europee?
2) Si ha un’idea di quanti siano, in definitiva, i profughi che siamo in grado di accogliere in piena sicurezza (in termini di ordine pubblico e sanitario) e senza gravi stravolgimenti sociali per la nostra comunità?
Per quanto tempo pensa che queste persone debbano restare a Comiso?
Ci può dare un orizzonte temporale (settimana più, settimana meno)?
3 )La Regione si è detta d’accordo (è questa sembra già una bella novità, considerate le precedenti dichiarazioni del governo Musumeci in merito all’accoglienza nell’Isola). Notizie dal governo nazionale?
4) Prefettura, questura e Asp ragusane hanno assicurato quel personale supplementare necessario, intanto, allo svolgimento delle operazioni, come dicevamo prima, in piena sicurezza, e poi al controllo una volta completato l’insediamento?
5) Si è pensato a creare un network, una rete che coinvolga anche realtà private, per soddisfare gli svariati bisogni, primari e secondari, di queste persone una volta in loco? Anche per questo, sono state previste delle risorse economiche? Se sì, quante, quali?
I tempi per pianificare tutto questo, ammesso che sia davvero possibile (le notizie internazionali che ci pervengono sono sconfortanti), sembrano stretti, insufficienti. E forse è per questo che il sindaco senza consultarsi con nessuno, con il Consiglio comunale, per esempio, sulla tenuta della cui maggioranza, per questa vicenda, nutriamo seri dubbi, ha deciso di partire in quarta.
Poiché non crediamo affatto che queste dichiarazioni siano state rese con superficialità, per colmare in qualche modo il vuoto amministrativo che contraddistingue questo sindaco e questa amministrazione, giusto per avere un trafiletto sui giornali, quasi a dire “io ci sono, noi ci siamo!”, non abbiamo dubbi che nelle prossime ore arriveranno, precise e circostanziate, le risposte ai quesiti che, interpretando un diffuso sentimento popolare, abbiamo posto.
Gigi Bellassai
