Seduta del Consiglio Comunale, quella del 6 settembre, che presentava un OdG corposo ma senza riscontro da parte dei consiglieri comunali: presenza risicata dei consiglieri di maggioranza, seduta che si apre grazie alla presenza di qualcuno delle minoranze che, da parte loro, non fanno meglio dei colleghi.
Assenti cronici, presenti vegetali che non parlano e non intervengono, le opposizioni ruotano, ormai, solo attorno ai 5 Stelle Firrincieli e Antoci, qualche intervento di Gurrieri, il capogruppo PD Chiavola, qualche isolata presenza, peraltro limitata a parte della seduta, di D’Asta.
In questo clima che si potrebbe definire di smobilitazione, anche non è mai vista la mobilitazione, si dovevano esaminare dei debiti fuori bilancio, regolarmente approvati, la presa d’atto del silenzio assenso della Regione sullo Studio di dettaglio per il centro storico, il DUP 2022.2024.
Le attese erano tutte per il quinto punto all’Ordine del Giorno, la Variante al Piano urbanistico attuativo del PRG di c.da Selvaggio relativo all’aumento del numero di alloggi, di edilizia residenziale pubblica, da n.16 a n.28 nei limiti massimi degli indici urbanistici, della coop. Pagoda.
Un atto del tutto normale, come peraltro ammesso dagli amministratori che in passato hanno sottoposto analoghe richieste al civico consesso, regolarmente approvate, senza particolari riserve o eccezioni.
Una richiesta legittima, del tutto aderente alle normative vigenti, che i consiglieri comunali potrebbero non approvare solo in caso di precise e circostanziate motivazioni a supporto della non approvazione.
Quasi una presa d’atto, che si sarebbe potuta esitare in maniera sbrigativa.
Invece, c’è stata una serie di richieste circa l’elenco soci della cooperativa al fine di scovare eventuali ipotesi di incompatibilità di qualche consigliere, l’elenco, le date di nascita, tutta una serie di cavilli mai tirati fuori, che hanno visto identificati personaggi della maggioranza intenti a boicottare l’atto, ad allungarne, quantomeno i tempi per ostruzionismo.
Si capiva che c’era una frangia della maggioranza che non voleva approvare l’aumento del numero degli alloggi, venivano confermate ipotesi di posizioni contrarie personalistiche, si aveva notizie di riunioni di maggioranza, della costituzione di correnti sulla vicenda da dipanare, senza però che fosse venuta fuori una netta posizione per la bocciatura dell’atto, forse impossibile.
Del tutto legittima ogni posizione contraria di uno o più consiglieri comunali, del tutto legittima la pretesa che tutto si fosse svolto alla luce del sole, esternando apertamente le posizioni contrarie, possibilmente nel corso di un dibattito in aula.
Questa storia è andata avanti per settimane e fino quando ogni richiesta, ogni tentativo di ostruzionismo, ogni cavillo, era nei diritti, nelle prerogative dei consiglieri comunali, nulla da eccepire.
Nella seduta ultima del consiglio comunale, in netto collegamento con questa storia, si è toccato il fondo.
In primo appello, la maggioranza ha fatto mancare il numero legale nel momento della votazione del DUP.
Seduta rimandata ad un’ora, ma, come era ampiamente prevedibile, il Presidente ha dovuto rinviare al giorno successivo la seduta.
Nel pomeriggio di martedì, 7 settembre, la maggioranza raccoglie il numero necessario per rendere valida la seduta, si vota per il DUP che viene approvato, si passa all’esame del punto sulla variante per l’aumento del numero degli alloggi che non passa essendoci solo 9 presenti in aula: tre elementi, ben identificati, della maggioranza lasciano l’aula, non hanno il coraggio di rendere la loro posizione contraria e se ne vanno.
In pratica, una seduta prolungata inutilmente per il secondo appello e una seconda convocazione per il terzo appello nel giorno successivo, praticamente la cosa pubblica nelle mani di soggetti che orchestrano sedute per i loro capriccetti.
Elementi di maggioranza incapaci di mostrarsi, di dichiarare apertamente il proprio legittimo dissenso per un atto.
Hanno pesato, in ogni caso, anche le molte assenze nella maggioranza, colpevoli anche le minoranze assenti, per una strategia che non regge, quella di obbligare la maggioranza a svelare le proprie criticità, le proprie debolezze, le fibrillazioni interne.
L’unico presente della minoranza non ha voluto fare il gioco dei tre dissidenti della maggioranza, non gli ha voluto fornire un alibi (ce ne siamo andati, tanto l’atto è stato approvatolo stesso), ma, di fatto, ha favorito l’ennesimo rinvio per una approvazione che, alla fine, forse, arriverà inevitabilmente, al netto delle diffide della cooperativa già inoltrate tramite avvocato.
Una giornata nerissima per il civico consesso, una sorta di de profundis della maggioranza per mano di tre soggetti già messi in discussione per motivi diversi.
Una seduta che non è stata esaltante per l’amministrazione, con circostanziati e precisi rilevi del consigliere Antoci sulla stagione Marina di Ragusa, che il sindaco ha dovuto ammettere come indiscutibili, mentre ha sciorinato la tesi che si deve guardare, comunque, a chi sta peggio di noi.
Posizione non condivisa dalla stampa, nella stessa serata, e oggetto di critiche d parte del capogruppo 5 Stelle che ha aggiunto estrema delusione per il DUP ritenuto sostanzialmente un copia e incolla del precedente triennio per la declamazione ripetuta degli stessi progetti presentati da tempi, quasi tutti ancora non concretizzati.
