Ilardo, Presidente del Consiglio Comunale: “L’economia della città guarda con grande interesse alle potenzialità dei fondi del Recovery Fund”

Una riflessione del presidente del Consiglio Comunale Fabrizio Ilardo, non profonda ma che serve da spunto per approfondire una tematica, quale quella del Recovery Fund, finora troppo sfruttata per propaganda ma senza che la gente, come del resto gli stessi politici che ne parlano, abbiano contezza della materia.

Scrive il Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, dopo avere raccolto le impressioni di un gruppo di piccoli e medi imprenditori operanti nell’ambito urbano:
“Uscire dalla pandemia per il substrato produttivo della nostra città significa investire in nuove prospettive, creare occasioni di sviluppo e trasformare le stesse in ulteriori possibilità occupazionali.
L’economia di Ragusa guarda con grande interesse ai percorsi che potrebbero nascere con gli investimenti del Pnrr che può davvero rappresentare il valore aggiunto per restituire una definitiva fiducia alle imprese del territorio”.
“Molte piccole imprese – aggiunge Ilardo – stanno diversificando le proprie aree di intervento perché, quando la pandemia sarà finita, speriamo il prima possibile, i mercati saranno sostanzialmente cambiati e, quindi, ci sarà da confrontarsi con sfide completamente differenti da quelle solite.
Pur a fronte delle difficoltà che gli stessi imprenditori, nell’ultimo anno e mezzo, sono stati costretti a fronteggiare, ho potuto percepire una determinazione non comune, devo dire molto simile a quella che, negli ultimi sessant’anni, ha caratterizzato l’imprenditoria ragusana che ha sempre saputo rinnovarsi e proporsi in differenti contesti di crescita e con modalità diverse.
Certo, nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare che ci saremmo trovati alle prese con un simile disastro. E, però, a parte qualche caso e nonostante la perdita inevitabile di alcuni posti di lavoro, il tessuto produttivo della nostra città, per quello che è possibile apprendere, ha saputo reggere nel suo complesso. In più, adesso, è pronto a ripartire al meglio delle proprie potenzialità”.

Belle parole ma che restano nell’alveo dell’auspicio di tempi migliori, frattanto c’è confusione sulla reale consistenza dei fondi assegnati alla Sicilia e al nostro territorio, in particolare.
Sarebbe opportuno che un autorevole esponente delle istituzioni, oltre alle belle parole, aggiungesse una azione determinata e ufficiale per capire quali e quanti fondi arriveranno in Sicilia e sul nostro territorio, attraverso quali canali e per quali finalità di utilizzo.
Si era partiti dai progetti proposti a livello comunale e dei partiti, inoltrati alle rispettive emanazioni regionali che ne hanno fatto sintesi e hanno passato il tutto in sede nazionale.
Da tempo, ancor prima dell’erogazione dei primi fondi, già avvenuta, si sapere che il governo nazionale aveva approntato un progetto complessivo e definitivo presentato in Europa e da questa approvato.
Non si comprende, però, cosa è stato presentato e approvato, si sa che sono arrivati i primi fondi ma non si comprende dove sono destinati.
Personaggi come Cancelleri, sottosegretario alle infrastrutture esprime soddisfazione per l’ampia percentuale di fondi destinata al sud ma poco si capisce di quello che sarà fatto, peraltro con la condizione che i progetti, che dovevano essere cantierabili, devono essere realizzati entro il 2026.
Si comprende che a livello nazionale, forse, non si occuperanno se i fondi che arriveranno a Ragusa, per esempio per l’area culturale, saranno quelli destinati al completamento del Marino o del Palazzo della Cancelleria.
Si è percepito pure che la stranezza di destinare ancora fondi ad una scatola vuota come la ex Cancelleria è dovuta al fatto che ci dovevano essere progetti già pronti, ma sarebbe interessante capire chi erogherà i fondi, attraverso quale strada arriveranno, per che cosa e chi deciderà le destinazioni.
Al momento c’è molta confusione, arrivano fondi statali e si dice, genericamente, che ci sono grazie al recovery fund, ma manca questa specifica dei fondi già a livello nazionale, che sarebbe interessante conoscere.
Niente di meglio che un Presidente del Consiglio comunale, relativamente con pochi impegni, che possa avviare una indagine in tal senso sulla materia e rendere edotta la città dell’esito delle sue ricerche.

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