Ascensori e fondi della Legge su Ibla

di Vilnius Nastavnic
Encomiabili attenzioni che si auspicano anche per altri “disallineamenti”

Il consigliere comunale Gianluca Morando è fra i più attivi del civico consesso, sempre estremamente moderato, ma attento, come pochi, a questioni importanti, che, spesso, riscuotono considerazione e riscontro presso l’amministrazione, citiamo per tutte il trasferimento dell’archivio storico comunale.
Questa volta Morando mette nel mirino quello che potrebbe risultare uno spreco per le casse erariali, in pratica un danno per la comunità: si tratta della riparazione del tanto agognato ascensore della biblioteca civica. Dopo aver sollecitato, più volte, un intervento rapido, per venire incontro alle esigenze degli utenti della importante struttura, la pachidermica macchina comunale si è messa in moto e si era arrivati alla richiesta di 5 preventivi, per operare secondo le normative vigenti, come sono usi i nostri uffici comunali.
Il consigliere estende la sua attività di controllo alla pratica di riparazione e riscontra qualcosa di anomalo: pur in presenza dei preventivi richiesti, dei quali il più conveniente riportava un costo di euro 536 iva compresa, non si interviene e tutto rimane fermo.
A settembre, come specifica Morando in un comunicato alla stampa e come lo stesso, sull’argomento, ha presentato una interrogazione, il responsabile dei servizi tecnologici ( nessuno si preoccupi per la complessità della carica, si tratta di un normale impiegato comunale ) si attiva per rendere operativo l’elevatore e chiede, non si sa bene perché, un sesto preventivo ad una ennesima ditta specializzata.
Come riferisce Morando, “quest’ultimo preventivo viene ritenuto  congruo e i lavori, con determina del 18 settembre scorso, sono stati affidati proprio a questa ultima ditta”.
Impossibile, però, non rilevare, per l’attento consigliere, come, in questo caso, saranno spesi euro 452 in più rispetto ai primi preventivi.
Morando si chiede: “ma è questo il modo di gestire la cosa pubblica? Perché non è stato preferito il preventivo dall’ammontare di spesa più basso? Non stiamo parlando di chissà quali cifre, ma se è questo il modo di gestire le casse del Comune da parte dell’Amministrazione comunale, allora siamo messi davvero male”
Siamo entrati in argomento esclusivamente per evidenziare l’attenta opera di controllo del consigliere comunale, per quanto possa sembrare scontato, come del resto sarebbe evidenziato nella risposta già inoltrata al consigliere, che ci saranno stati buoni motivi alla base della scelta degli uffici.
La scrupolosità del consigliere Morando ci è di conforto per sperare che possa rivolgere, allo stesso modo, la sua attenzione, verso altre problematiche, assai più importanti, quale, per esempio quella dei fondi della Legge su Ibla, per cui c’è da sperare in una azione congiunta di diversi consiglieri a sostegno dei colleghi Tumino e Lo Destro che hanno sollevato il caso.
Ci sovviene della irrisolta questione, più volte sollecitata di fronte allo strano silenzio generale che avvolge una così importante e delicata faccenda, per alcuni aspetti sorprendenti e del tutto inattesi, venuti fuori durante il dibattito in aula relativo al permanere degli equilibri di bilancio.
Nel corso del suo intervento, il consigliere Maurizio Tumino, come detto già firmatario di un OdG sul delicato argomento e di una interrogazione, assieme al collega Giuseppe Lo Destro, ha ribadito l’esigenza di risposte chiare in merito a quello che l’Assessore al Bilancio Stefano Martorana definì, in una apposita conferenza stampa, un ‘disallineamento’ dei conti.
Per Tumino che non è riuscito a comprendere la terminologia dell’Assessore, nemmeno con il supporto di persone competenti in materia di bilanci, c’è stata una distrazione di fondi, da intendere come lui stesso ha specificato, alla stregua di un utilizzo per spese diverse dei fondi della 61/81, vincolati per legge.
Tumino non addossa responsabilità all’attuale amministrazione, se non colpa ‘in vigilando’, per quanto rimane indisposto dall’atteggiamento di chi fa finta di non sapere, restando in attesa, da diversi mesi, di una risposta in merito alle responsabilità e alla destinazione dei fondi diversamente utilizzati.
L’aspetto nuovo della faccenda è stata la reazione dell’Assessore Martorana: nel contesto di una critica generale all’atteggiamento ostile di alcuni consiglieri nei confronti dell’Amministrazione, da lui giudicato precostituito e caratterizzato dalla mancanza di un serio ragionamento sulle scelte e sui criteri dettati dalle disastrose politiche nazionali e regionali, a proposito delle esternazioni di Tumino ha giudicato le stesse come affermazioni pesanti, importanti e gravi, con un inasprimento dei toni che crea anche una situazione di allarme. Per Martorana è eccessivo parlare di distrazione, ha ribadito che sarebbe meglio parlare di disallineamento, di cui non ha dato spiegazioni, ma per cui ha assicurato che, molto presto, l’amministrazione darà delle indicazioni, per una situazione con aspetti strani e curiosi che nessuno ha voluto esplicitare prima.
Maurizio Tumino ha risposto vivacemente, stimolato dall’atteggiamento di Martorana, e ha scomodato Sciascia, affermando di avere contezza delle cose dette, in quanto “le parole non sono come i cani che fischi e tornano indietro”, esortando a fare presto con l’operazione “verità”.
L’aspetto nuovo è l’inaspettata reazione di Martorana che, già nell’aprile 2014, nel corso di una conferenza stampa, appositamente convocata,  ammise come fossero state riscontrate delle discordanze fra quelli che sono gli impegni assunti per la realizzazione delle opere in centro storico e il dato effettivo della cassa a disposizione del Comune.
Per la cronaca, in occasione dell’esame del bilancio consuntivo 2013, nella seduta del 18 giugno 2014, Maurizio Tumino trovò sostegno autorevole nell’intervento del Presidente del Consiglio Giovanni Iacono che, anche in qualità di Consigliere Comunale del Movimento Partecipiamo, volle significare la condivisione delle preoccupazioni in merito alla vicenda.
Iacono, come del resto è ormai opinione comune, si disse certo che nessuno si appropriato di nulla, ci sarebbe stata solo una distrazione di fondi, un uso improprio delle somme vincolate per Ibla, un ricorso ad una anticipazione di cassa interna, ma si dichiarò, anche, in attesa di un chiarimento definitivo sulla vicenda che, appunto per i suoi rivolti delicati, va permeata dalla massima trasparenza.
Ai tempi della conferenza stampa, Martorana non mostrò eccessivo imbarazzo, illustrando subito i rimedi del caso, identificati nel vincolo dell’avanzo di amministrazione 2013 per sanare la situazione, ricorrendo al convincimento che qualcuno avesse preso i soldi dal salvadanaio, ma, responsabilmente, ora, venivano rimessi dentro, comportamento che, secondo l’Assessore era segnale non solo di rimedio, ma anche di grande responsabilità.
Del vincolo ad hoc dell’avanzo di amministrazione non si è più parlato, anche per il concomitante comunicato del Movimento Partecipiamo, diffuso a metà del mese di aprile, che recitava testualmente:
‘’Al momento… non si sa nulla del Piano di spesa della Legge 61/81, tranne i tanti numeri ‘sparati’ a destra e manca, da consiglieri di opposizione e da qualche incauto e impenitente Assessore, senza certezza di corrispondenza tra il ‘dichiarato’ e le scritture contabili.
Partecipiamo giudica solo ‘finanza pazza’, più che ‘creativa’, la presunta possibile copertura di ‘ammanchi’ di fondi, tra l’altro, a destinazione vincolata, con gli ‘avanzi’ del bilancio annuale e l’ Associazione ritiene che, se ‘avanzi’ ci sono, essi devono essere ridati ai Cittadini per l’aumento delle imposte che l’Amministrazione Comunale ha introdotto nel 2013″.
A questo punto non ci resta he attendere “” l’operazione verità”” promessa dall’Assessore Martorana, oppure sperare nell’operato attento e qualificato di consiglieri come Gianluca Morando, competente per ritrovare la destinazione di 16 milioni di euro come è stato attento a scovare lo spreco di 452 euro.
A proposito dei quali, dopo la risposta in Consiglio Comunale all’interrogazione, da parte di Assessore e Dirigente di settore, segnaliamo l’esigenza che, più che lo spreco di pochi spiccioli, andrebbero verificati gli enormi ritardi per rendere agibile l’elevatore.
Ma i consiglieri ritengono più opportuno battere sullo spreco dei soldi più che sull’efficienza degli uffici. 

 

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