Dopo la denuncia del Direttore Generale dell’ASP che ha acclarato le gravi deficienze di personale nei pronto soccorso della provincia iblea, il capogruppo consiliare al Comune di Ragusa, del Movimento 5 Stelle, rinnova la polemica con il sindaco di Ragusa, colpevole di aver snobbato la richiesta di un Consiglio Comunale aperto sulla spinosa vicenda.
Ma considerata la gravità della situazione e l’indifferenza dei responsabili regionali della sanità, va messa da parte la polemica e occorre rivolgere la protesta più in alto.
Del resto, i poteri del sindaco in materia sanitaria sono limitati a questioni di igiene e sanità, alle ordinanze contingibili e urgenti in materia di sicurezza sanitaria, oltre a competenze sulla costruzione di strutture medico assistenziali e sulle aree dove allocare nuove farmacie.
Il messaggio che vorrebbe il sindaco come massima autorità sanitaria è fuorviante perché autorità legata solo agli aspetti citati, il sindaco non ha competenza sugli ospedali e sulla loro organizzazione interna, potrebbe solo fare la voce forte, con i vertici regionali della sanità per esigere strutture, ampliamenti, attrezzature, aumenti di personale medico infermieristico, ma la sua richiesta, per quanto veemente, sarebbe archiviata assieme a quella di altri 300 sindaci dell’isola, dove regna, accanto ad indiscutibili eccellenze della sanità, il caos più assoluto con strutture inadeguate, servizi carenti e personale numericamente inadeguato alle esigenze del territorio.
Sono noti i rapporti che intercorrono fra il nostro sindaco e il Presidente della Regione, per cui è impensabile che Cassì si faccia paladino di una protesta veemente contro l’assessore regionale alla sanità, peraltro pupillo di Musumeci.
Ma la colpa dell’indifferenza verso i problemi gravi della sanità non è solo di Cassì: è vero che c’è una amministrazione tutta dedita alle piste ciclabili, ai monopattini, ai bistrot per Donnafugata e alla mobilità alternativa in genere, ma non ci sono neppure voci di protesta contro evidenti discrasie in tutti i settori.
Le opposizioni non hanno mai sollevato le questioni per l’ampliamento dell’ospedale, per i nuovi reparti sanciti anche da sentenze del TAR, non hanno nemmeno alzato la voce quando ci fu lo scandalo del trasferimento farlocco del Civile al Giovanni Paolo II, non hanno mai alzato la voce contro questioni emergenti.
Oggi abbiamo il paradosso che il Direttore Generale dell’ASP e alcuni primari dell’emergenza ammettono le gravi carenze di personale, ancorché denunciate in passato.
Ma apprendere che, per esempio per il pronto soccorso di Modica, che su una pianta organica di 13 medici ce ne sono solo 3 induce a chiedere dove sono stati, finora, i dirigenti, i direttori sanitari, gli stessi primari che non hanno gridato allo scandalo.
Criticità che non saranno sorte in un giorno, che affondano le radici nel passato, quando presidente della Regione e assessore regionale hanno fatto visita in loco per inaugurare ospedali e reparti nuovi.
Erano quelle le occasioni nelle quali si dovevano consegnare documenti di fuoco e si dovevano pretendere risposte e impegni precisi.
La deputazione regionale di maggioranza sembra ignorare i problemi o si limita a tutelare le esigenze spicciole del proprio bacino elettorale, senza poter andare contro il governo che sostiene.
Ci trastulliamo con la digitalizzazione delle scuole, con i soldi per la cultura, per il dissesto idrogeologico, per il recupero di palazzi e chiese, nessuno pone un argine a spese pazze per privilegiare un settore di fondamentale importanza quale è quello della salute pubblica.
Il responso delle urne nei confronti di chi tollera questa situazione dovrebbe essere chiaro, ma siamo certi che dalle urne non uscirà l’indignazione di un popolo da sempre vessato e umiliato.
Fino all’ultima campagna elettorale, sono venuti big, o presunti tali, di destra e di sinistra, ma nessuno di loro ha parlato di queste fondamentali problematiche né nessuno dei politici locali, soprattutto dei loro stessi partiti, ha consegnato documenti per ottenere giustizia.
A Modica ci sono solo tre medici per il pronto soccorso ma la città è impegnata a riottenere il Tribunale, segno evidente che non si sente l’esigenza della sanità come primaria.
A Ragusa non si dorme per l’area dell’ex scalo merci o per la vallata Santa Domenica ma non ci si batte nemmeno per i reparti che ci toccano di diritto
Tornado alla richiesta di un consiglio comunale aperto, nessuno vieterebbe, alle opposizioni unite, di organizzare una grande manifestazione di protesta, invitando sindacati, partiti politici, onorevoli e autorità varie, sarebbe lo strumento per verificare il numero delle persone realmente interessate alla questione.
Serve un’azione comune, serve inoltrare precisi documenti di protesta e di richiesta, civili, moderati, ma sottoscritti dalle autorità civili e sanitarie del luogo, dai sindacati, dalle organizzazioni datoriali, da quanti in ogni caso hanno a cuore la problematica. E occorre coinvolgere la popolazione, indurla, per un giorno, ad abbandonare le tastiere e a scendere in piazza per manifestare il proprio dissenso, altrimenti teniamoci questa situazione e attendiamo un’altra emergenza pandemica, forse ci sarà in circolazione qualche soldo in più e qualche unità di personale nuova.
