Anche la deputata regionale Stefania Campo, del Movimento 5 Stelle, è in campagna elettorale, da sola e al seguito dei presunti leader e anche con i vertici del Partito Democratico, come alle ultime amministrative in provincia di Catania.
In effetti, la Campo è un politico che è sempre in campagna elettorale, ora il gioco si fa più duro perché si avvicinano le elezioni regionali e non c’è solo da lottare contro gli avversari politici ma più ancora all’interno del Movimento, ormai sbrindellato in mille correnti, Grillo, Conte, Di Maio, Di Battista e tutti quelli che hanno abbandonato ogni ideologia grillina pur di conservare la poltrona.
Come per molti del Movimento 5 Stelle, non si è potuto capire da che parte tizio e da che parte sta Caio, nessuno si vuole sbilanciare, nessuno vuol prendere posizione, nessuno vuol scoprire le carte perché non ci sono situazioni chiare e il futuro è una incognita.
La Campo, dopo il rinnovato feeling con Cancelleri, che la elevò a candidata alla regione dopo che non rispondeva al telefono, ai tempi delle forzate dimissioni da assessore comunale, ha assunto posizioni indecifrabili, all’interno del Movimento.
In particolare, non ha mai trovato una intesa evidente con i 5 Stelle di Ragusa, ha flirtato con i 5 Stelle di Modica e di Scicli per quanto la Morana, a Scicli, sembri vicina all’europarlamentare Giarrusso.
Nelle ultime amministrative, ha scelto di appoggiare un candidato civico, a Vittoria, riportando un risultato non esaltante come Movimento, fra le illazioni di presunta vicinanza a candidati che appoggiavano altro sindaco, ponendosi in netta contrapposizione con le scelte del Partito Democratico, di fatto, in Sicilia, alleato dei 5 Stelle più di quanto non lo sia in sede nazionale.
Una posizione avvalorata dalla discesa in campo, alle ultime amministrative, addirittura facendo campagna elettorale con il segretario regionale del Partito Democratico, Barbagallo, a spasso per i comuni della provincia etnea.
Una posizione contraddittoria con quella assunta a Vittoria, dove pretendeva che ci fosse un accordo unitario sulla candidatura, pur di fronte ad un evidente e trascinante consenso per Aiello, fattore che portò, da subito, il PD di Vittoria a sostenere l’ex sindaco della cittadina ipparina.
Inevitabile che il leader del Partito Democratico sostenesse il candidato scelto dal suo partito, inconcepibili le pretese della Campo, inconcepibile la sua netta presa di distanza dopo l’elezione di Aiello, con un malcelato livore nei confronti dell’on.le Dipasquale con il quale, negli ultimi tempi si erano stabiliti rapporti di non belligeranza, ancor prima degli sviluppi dell’alleanza giallorossa in Sicilia che pare essere destinata a prevalere anche su eventuali riserve in sede nazionale, da parte di entrambe le componenti.
In certi passaggi, la Campo sembra voler assumere una leadership nel contesto di una possibile alleanza, ipotesi che fa solo sorridere, se non altro perché per il PD, in ambito locale e regionale, sarebbe un suicidio politico abdicare alla leadership dell’alleanza, considerato anche i numeri non certo esaltanti dei 5 Stelle, nei sondaggi, e tenuto conto che ci potrebbe anche essere, per la Campo, qualche concorrente interno al suo movimento.
Ma non è questo che ci interessa, perché siamo dell’idea che quando ci sarà la guerra, sarà guerra per tutti, usciranno anche i ‘morti’, politicamente parlando, dalle tombe e ogni mossa, ogni strategia, ogni atteggiamento nei confronti di concorrenti più o meno alleati sarà comprensibile ancorché non giustificato.
Quello che ci stupisce è il perché di un atteggiamento palesemente ostile nei confronti di “qualche concorrente politico del passato che prova a denigrare”, qualcuno che, sempre secondo quanto scrive la Campo in un post, “usa l’unico modo che ha per restare a galla e convincere la propria parte che “quando si stava peggio sicuramente si stava meglio”.
Non volgiamo soffermarci su chi sia l’obiettivo della Campo, risibile la contesa, ci sembra, invece, appunto perché ormai siamo in campagna elettorale, inopportuno arrivare a tanto per difendere Cancelleri e i 5 Stelle.
Se la Campo vuole portare avanti una sua eventuale candidatura facendo leva sulla sua attività politica e il suo impegno in vari settori, ci sta, ma vantare meriti per i 5 Stelle sembra una offesa all’intelligenza altrui, dopo i disastri provocati.
La fine della sindacatura Piccitto fu trasformata in una Waterloo per il Movimento a Ragusa, si fece in modo, con l’avallo dei leader regionali e nazionali, di far fuori il candidato a sindaco, nonostante il suo enorme consenso personale, dopo l’umiliazione nei confronti del capoluogo per le candidature nazionali.
Dietro a tutto questo c’era Cancelleri, come minimo assisteva ai deliri di qualche esaltato senza muovere un dito, dalla città che diede uno dei primissimi sindaci del movimento sono arrivati tanti voti per il Movimento, in cambio nulla. Addirittura, danneggiati.
I fondi per le periferie, fra cui i 18 milioni per la metroferrovia, bloccati dai 5 Stelle a Roma, il project finance che rendeva imminente la Ragusa-Catania annullato per le cervellotiche strategie del Ministro 5 Stelle, poco o nulla da due governi a guida 5 Stelle, non si è mosso nemmeno il Ministro dell’Ambiente per i Macconi di Acate.
E Stefania Campo ci viene a parlare dell’“impegno profuso sul territorio ibleo”.
A parte il fatto che le critiche di qualche politico erano rivolte a Musumeci, al suo governo e all’assessore Falcone, a parte il fatto che per motivi di opportunità politica relativa a possibili alleanze, Cancelleri non era stato nemmeno considerato, l’endorsement per il sottosegretario porta a mettere in evidenza la pioggia di critiche per l’ennesima presa in giro a danno dei ragusani e dei siciliani.
Interi territori ignorati dall’ammodernamento di linee ferroviarie e treni, ora il grande bluff di questo Frecciabianca che gli intenditori danno come una locomotiva di trent’anni fa, spacciata per treno ad alta velocità. Una alta velocità che collega Messina e Palermo in 4 ore e mezza.
Chi pensa che almeno il mezzo sia moderno sappia che si tratta di un treno scarto, locamotore e carrozze vecchi di trent’anni, solamente ammodernati.
Tempi per la Palermo Messina che sono maggiori di quelli di un normale regionale veloce che corre la linea tirrenica, invece di addentrarsi per toccare Enna e Caltanissetta…chissà poi perché !
Se questa è la campagna elettorale di Stefania Campo, si parte malissimo, se poi pensa di imporre uomini e strategie studiate nel chiuso delle stanze, secondo gli schemi della vecchia politica, infischiandosene della base, del territorio, degli elettori, dei simpatizzanti, si sbaglia di grosso, la gente ha avuto fiducia una volta, non ci casca un’altra volta.
