Opposizioni al borotalco

Polvere miracolosa quella del borotalco, inventata nel 1878, e ancora oggi in uso per assorbire l’umidità dopo il bagno o la doccia, contribuendo al contempo ad addolcire e profumare la pelle e a ridurre le irritazioni cutanee.
Ne fanno largo uso le opposizioni al Consiglio comunale di Ragusa, che ne sono letteralmente cosparse per mostrarsi addolcite, profumate sempre di interesse al bene comune e di spirito propositivo, con l’irritazione, tipica delle opposizioni, ridotta al minimo.
Con il loro comportamento sembrano voler dire: “lunga vita al re”, che sarebbe il primo cittadino, inconsapevoli, forse, che l’efficacia del loro ruolo è talmente sbiadita da renderli ineleggibili per altre esperienze simili.
Negli ultimi tempi, forse consapevoli dell’inefficacia del loro ruolo, avendo compreso la consistenza del muro di gomma della maggioranza e dell’amministrazione a qualsivoglia loro proposta o sollecitazione, le opposizioni al Consiglio comunale di Ragusa hanno perso totalmente lo smalto, anche quello che li teneva in vita presentando problematiche che erano state loro segnalate dai cittadini.
Tutto è ovattato, tutto è ormai cosparso del borotalco che lasciano andare, sembra che non ci siano problematiche da sollevare.
Qualche anno prima qualche consigliere chiedeva quali erano le destinazioni della tassa di soggiorno, non quelle del piano ufficiale ma quelle analitiche per ciascuna voce, mai nessuno ha saputo nulla.
Anche l’osservatorio per la tassa di soggiorno non viene più convocato e nessuno ne chiede conto, anche gli stessi componenti.
Sulle opere pubbliche, vanto e punta di diamante di questa amministrazione, non c’è nessuna domanda delle opposizioni, nemmeno sui ritardi per la consegna delle opere.
Si è tanto favoleggiato su palazzo Tumino, ma non è dato conoscere i particolari che nessuno si permette di chiedere.
C’è un mistero attorno all’impianto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, anche su questo silenzio assoluto.
Sul Piano Regolatore ci si muove a piccoli passi, anche lo studio di dettaglio per il centro storico non sembra decollato, anche per la contorta vicenda del parcheggio di Ibla, improvvisamente tornato alla ribalta, c’è il contraddittorio fra l’amministrazione che ritiene di aver subito attivato, nel 2018, l’iter per la reiterazione dei vincoli e chi, invece, evidenzia una mancanza di autorevolezza e di capacità amministrativa nel non essere riusciti a sbloccare le pratiche ferme a Palermo per tre lunghi anni.
Ma nessuno delle opposizioni è mai intervenuto, né interviene ora, convocato un’ora prima della seduta del consiglio comunale per dare il parere in commissione, tutto in fretta e furia, dopo anni di letargo, nessuno vuole capire di chi siano, effettivamente, le responsabilità dei ritardi.
Ma c’è silenzio anche per il centro storico, per Ibla, per la vallata Santa Domenica, per le tante questioni sul tappeto, dei due musei archeologici che non esistono, degli orti urbani che attendono i coltivatori, per gli sviluppi dell’ecomuseo, sui programmi per rilanciare il Castello di Donnafugata, imbrigliato fra mancati programmi di restauro delle tante stanze ancora da recuperare e un Parco che attende, da sempre, una adeguata riqualificazione.
Lo sviluppo economico e il rilancio del centro storico sono al palo, si teme che le operazioni in corso possano risultare, nel tempo, ormai inadatte a recuperare la parte antica dell’abitato superiore.
Anche l’ultima classifica nazionale sull’ecosistema urbano ci relega in fondo, al 97esimo posto, ma nessuno ha eccepito nulla, non c’è stato un solo comunicato delle opposizioni mirato a rimarcare le note dolenti della città.
Sono esauriti anche gli interventi e le sollecitazioni per i programmi di riqualificazione di contrade e di periferie, il traporto pubblico in città quasi non esiste, le agevolazioni per mezzi ad energia alternativa sono sconosciute, le idee per limitare il traffico veicolare in città, inesistenti, assistiamo a invasioni di auto a Ibla, a Marina di Ragusa, ma non c’è la benché minima intenzione di rendere la città più vivibile. Solo propaganda.
Manca ancora la discarica provinciale per l’indifferenziato trattato, ma nessuno si permette di disturbare, con toni adeguati, il governo regionale, gli assessori, i vertici della SRR, per evitare che, come sempre accaduto, si arrivi ad un momento di crisi.
I grossi limiti del piano di raccolta differenziata dei rifiuti sembrano non preoccupare l’amministrazione ma nemmeno le opposizioni, si ammasseranno tutti al momento di rinnovare il bando, fino ad allora teniamoci la città dei contenitori, era meglio quella dei cassonetti, e teniamoci l’immondizia sulle strade extraurbane, tanto è una cancrena di tutta la Sicilia.
Chi scrive, sabato pomeriggio era in centro a Catania, squadre della nettezza urbana e del verde pubblico, in forze erano al lavoro in centro, (anche se poi si è capito perché, lunedì mattino il Presidente della regione con l’assessore alla cultura presenta il programma di riqualificazione dell’anfiteatro romano, quindi pulizia di primavera), ma da noi nessuno ha visto mai squadre del verde operare in sinergia con quelle della raccolta dei rifiuti, togliamo l’erba dai marciapiedi di via Achille Grandi e resta quella dello spartitraffico, al viale delle Americhe siamo in piena giungla, il sindaco dice che si è trovata la quadra delle competenze, ma niente è come in una città complicata come quella di Catania, dove pure le problematiche sono molteplici.
Le rotatorie sono curate all’eccesso, di una eleganza che fa impressione, per l’emergenza ci sono sì quartieri periferici con montagne di rifiuti, ma non fanno impressione come i contenitori dei rifiuti a Ibla.
Di tutto questo le opposizioni non si interessano, una intera squadra di giunta si è recata all’assemblea nazionale dell’ANCI, ma nessuno si sogna di chiedere conto di questa gita a carico dei contribuenti, quali i risultati ottenuti, quali le novità delle quali si possa fare tesoro.
La via Archimede si allaga puntualmente ma nessuno si preoccupa di chiedere quando saranno avviati i lavori annunciati, la casa protetta non si sa da chi è protetta, la statua dell’atleta è ferma, i privati comunicano che i loro eventi sono inseriti nel programma del Natale Ibleo, nessuno si preoccupa di capire perché l’amministrazione non fa annunci.
Da ultimo qualcuno potrebbe chiedere se, in seno alla giunta si ha contezza di quello che potrebbe arrivare da noi del recovery fund, ma anche questo è argomento ignorato.
Cosparsi di borotalco anche quegli elementi della maggioranza che, dietro le quinte, sfornano peste e corna del sindaco o di questo o quell’assessore, ma, all’atto pratico, si cospargono della polvere miracolosa e sembrano vaccinati contro forma di minima opposizione ai manovratori.
Appunto miracolosa la scoperta dell’ing. Roberts!

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