Azzurri di Berlusconi galvanizzati alla kermesse di Mazara del Vallo

Un appuntamento di Forza Italia siciliana, organizzato a Mazara del Vallo, coordinato dall’assessore regionale Toni Scilla, voluto per discutere e confrontarsi, ma soprattutto per stilare una linea politica comune.
“Il centro destra è nato con Silvio Berlusconi, per questo in Sicilia come in Italia non ci può essere centro destra senza Forza Italia”. Queste le parole nel discorso di apertura di Scilla.
Azzurri galvanizzati, nonostante la forzata assenza di Gianfranco Miccichè che ha impedito il confronto con gli altri leader del centro destra.
Partito che si è mostrato compatto, non ci può essere Forza Italia senza Berlusconi nel nostro paese, non ci può essere in Sicilia Forza Italia senza Micciché. Ci sono sensibilità e opinioni diverse, ma alla fine c’è sempre una linea comune.
A rappresentare il partito a livello nazionale Antonio Tajani, coordinatore nazionale, e Maurizio Gasparri, responsabile enti locali del partito.
Fiducia incondizionata a Miccichè anche da parte del coordinatore nazionale Forza Italia Giovani, Marco Bestetti, primo eletto fra i consiglieri comunali azzurri alle amministrative di Milano.

La giornata inaugurale della convention “La nostra Forza” ha visto protagonisti Toni Scilla e gli altri assessori regionali di Forza Italia.
“Il contributo di Forza Italia a questo governo è stato fondamentale” ad affermarlo è l’assessore regionale dell’economia Gaetano Armao, che snocciola i numeri del bilancio regionale: “Abbiamo ridotto l’indebitamento di 1,1 miliardi di euro, ridotto di 1,4 miliardi l’onere quadriennale per il concorso alla finanza pubblica nazionale, azzerate le addizionali d’imposta, rinegoziato l’indebitamento sanitario con un risparmio di 100 mila euro al giorno sino al 2045, chiusa la vicenda dei derivati con 50 milioni di euro di risparmio e 170 milioni di euro di risorse liberate, vinti e transatti contenziosi con un risultato favorevole per 370 milioni di euro, imposto nell’agenda politica nazionale la questione dei costi dell’insularità ottenendo per la prima volta risorse dal governo centrale, rilanciata l’Irfis.
Forza Italia ha dato una spinta straordinaria al governo Musumeci, consentendo di raggiungere obiettivi che hanno qualificato l’intera azione della Giunta e della coalizione di centrodestra.”

Punta sui numeri anche l’assessore alle infrastrutture Marco Falcone: “Il governo Musumeci ha aperto oltre 300 cantieri, ha fatto oltre 1700 interventi infrastrutturali. Al momento dell’insediamento ci siamo trovati con il nuovo passante di Palermo bloccato, con la ferita della Rosolini-Ispica, con la frana del ponte Himera, con la frana di Letojanni, con il lavoro abbandonato della Nord-sud. Tutte opere che abbiamo ripreso, rimesso in moto e restituito alla fruizione dei siciliani.
Forza Italia è perno centrale del governo regionale e perno centrale della coalizione – continua Falcone. – Lo stiamo facendo con Gianfranco Micciché, con i 13 deputati e con la delegazione regionale al governo che cerca di dimostrare che la politica si fa con i fatti e non con le parole”.

“Stiamo lavorando affinché il governo della Regione siciliana e la Sicilia riesca a partecipare, con le carte in regola, a questa nuova fase che si apre con il Pnrr – afferma l’assessore regionale alle autonomie locali Marco Zambuto -. Il nostro lavoro, in queste settimane, è dedito a far entrare soprattutto i giovani siciliani nella pubblica amministrazione. Oggi la Regione siciliana ha tantissimo bisogno di nuove energie e nuove intelligenze al servizio della complessa macchina burocratica.
Come governo regionale stiamo partecipando al cosiddetto Mille esperti del Dpcm nazionale, di cui circa 83 saranno destinati alla Regione e ai comuni siciliani affinché gli enti locali possano partecipare alla progettazione del Pnrr”.
Soddisfatto Tajani che ha dichiarato: “Vogliamo avere ancora più consensi e questo ci spinge a fare ancora di più. Mi pare che l’iniziativa di questa tre giorni a Mazara dia un messaggio forte di un partito che in Sicilia vuole rafforzarsi, discutere e confrontarsi sulle grandi questioni, per avere un numero sempre maggiore di consensi alle prossime amministrative, regionali e alle prossime politiche”.
“Forza Italia è la nostra famiglia – dice Tajani sul palco del Mahara Hotel – ogni tanto si litiga, come accade in tutte le famiglie, ma siamo e rimarremo come sempre tutti dentro la stessa casa. E’ bello vedere che siamo tornati all’entusiasmo del 1994. Qui in Sicilia il nostro partito gode di ottima salute, lo vediamo con il lavoro che fate e con i risultati che ottenete. E chi coordina questa squadra è Gianfranco Miccichè.”
E sulla Sicilia Tajani continua: “Immaginate cosa potrebbe essere la Sicilia se avesse l’alta velocità, se potesse esportare i suoi prodotti con tempi competitivi che offrono le infrastrutture più moderne.
Per questo ci continueremo a battere per il Ponte sullo Stretto senza dimenticare però la battaglia per le infrastrutture digitali.
La chiusura di Tajani ancora su Berlusconi: “Oggi il nostro presidente è tornato al centro del dibattito politico. Non c’è giornale che non parli della sua possibile candidatura a presidente della Repubblica. Deciderà lui cosa fare. Per noi che gli siamo sempre stati al fianco, considerato quello che ha dovuto subire, il solo fatto che se ne parli con tanta frequenza è la più grande vittoria politica!”

Naturalmente, protagonista assoluto il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè che, in prima battuta ha detto: “Non penso, come dice qualcuno, che se Berlusconi vuole fare il presidente della Repubblica sia un pazzo. E’ la cosa più giusta che abbia mai pensato”.
Gianfranco Miccichè e Antonio Tajani scatenano l’entusiasmo della platea parlando di Berlusconi: “Quando nel ‘94 disse che avrebbe fatto un partito che sarebbe diventato il primo in Italia lo hanno preso tutti per pazzo. E intanto c’è riuscito – ricorda Miccichè – Poi ha detto che comprava il Milan e in due anni vinceva la Coppa dei Campioni. Lo hanno preso per pazzo e l’ha fatto. Quando disse che avrebbe costruito una città a misura d’uomo accanto a Milano lo hanno preso per pazzo e ne ha fatte tre. Allora – prosegue fra gli applausi Miccichè – se qualcuno mi dice: “che è pazzo che vuole fare il Presidente della Repubblica? Io rispondo di no. Devo essere sincero: fra tutte le pazzie questa mi pare la cosa più giusta che Berlusconi abbia mai pensato”.

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, ha detto: “Sono d’accordo con Micciché. Lui non sta facendo il centro, ma vuole allargare l’ala del centrodestra. Perché ad allargare poi alla fine si vince”.
Per Gasparri bisogna saper dire di “no” agli alleati, “perché se impongono soluzioni che appaiono sbagliate ci costringerebbero a fare un passo indietro, altrimenti diventiamo co-responsabili. Un po’ quello che è successo alle amministrative di Roma, dove è stato scelto un candidato sbagliato. E guardate un po’ Calenda, che da solo, apparendo come uomo moderato, ha preso il 20 per cento dei voti”.
Per Gasparri “bisogna aprirsi al dialogo con altre forze non per fare un centro che non ci sarà mai, o peggio ancora essere il predellino della sinistra, ma per allargare orizzonte e confine del centrodestra.”

Le più attese le parole di Silvio Berlusconi, “Complimenti per la kermesse: avete rivendicato l’identità e i valori del partito, Forza Italia centrale nel governo del Paese”
Berlusconi ha fatto i complimenti ai vertici regionali del partito per la bella manifestazione: “Tre giorni nei quali avete rivendicato identità, orgoglio, valori, coerenza e storia”.
Berlusconi ha poi ricordato i successi del suo partito nel Meridione: “A partire dal più recente con la vittoria di Roberto Occhiuto nella vicina Calabria – dice – Il centrodestra lo abbiamo inventato noi nel 1994. Perché la nostra discesa in campo ha cambiato per sempre i connotati della politica del nostro Paese. Abbiamo portato qualcosa che prima non esisteva e che oggi non ha eguali”.

“Vorremmo un bipolarismo civile – prosegue – nel quale non si demonizzi e non si insulti l’avversario politico, ma si compete lealmente pronti a mettere in primo piano gli interessi del Paese. La crisi sanitaria ed economica italiana ci ha imposto delle soluzioni straordinarie, con la creazione di un governo di unità nazionale, mettendo da parte i temi identitari di ogni forza politica: i risultati sono eccellenti”.

“Noi siamo i primi sostenitori di questo governo che accoglie moltissime delle nostre proposte, a partire dalla campagna vaccinale e dal green pass – che amo chiamare con il suo vero nome, passaporto sanitario – che hanno consentito fino ad oggi di limitare la quarta ondata della pandemia – sottolinea -. A differenza degli altri Paesi europei, consentono all’Italia di rimanere aperta e di crescere economicamente”.

Berlusconi poi si proietta al 2023, “perché questo governo andrà avanti fino alle prossime elezioni, quando poi saranno gli italiani a decidere – dice il Cavaliere -. Continueremo a sostenerlo con proposte responsabili e costruttive. Ma il centrodestra che verrà dovrà avere un forte profilo liberale. La collaborazione con i nostri alleati prosegue, anche se hanno ruolo e funzione diversi. Noi dobbiamo anche occupare il centro della politica, perché l’Italia ha bisogno di essere governata da un centro forte, alleato ad una destra democratica. E quello che dobbiamo fare è accogliere persone, idee, progetti da offrire ad un’opinione pubblica giustamente scettica verso questa politica. E questa destra liberale non può che essere Forza Italia”, ha concluso.

Le conclusioni di Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia:

“Questi tre giorni di lavori a Mazara del Vallo hanno dimostrato che Forza Italia è un partito forte e radicato nel territorio. Il partito è in salute in tutta Italia, particolarmente in Calabria e anche in Sicilia, dove abbiamo molti sindaci giovani e una nuova classe dirigente. Sicuramente, alle Amministrative e alle Regionali del prossimo anno otterremo un grande risultato”.
“Il candidato alla Presidenza della Regione sarà chi più lo merita, quello più amato dalla gente. Il centrodestra è una coalizione con alcune contraddizioni ma con tanti punti di convergenza ed è su questo che si basa la nostra forza”, ha concluso.
“La linea è semplice – afferma Gianfranco Miccichè, tracciando la linea politica del futuro – sarà candidato presidente alla presidenza di chi più lo merita, certamente la persona più voluta dalla gente. Ognuno ha le sue idee. Alcuni nostri alleati ritengono che le persone più siano sovraniste e più piacciono.
Ce ne sono altre, come me, che ritengono esattamente il contrario. Siamo una coalizione con alcune contraddizioni ma anche con tanti punti in comune e di vicinanza e su questi baseremo la nostra forza.
Sono molto fiducioso perché comunque dobbiamo vincere. Comunque dobbiamo andare tutti insieme ed in tal senso le ultime dichiarazioni di Musumeci mi hanno molto soddisfatto. Ha finalmente abbandonato l’idea di autocandidarsi e si è rimesso nelle mani dei partiti della coalizione”

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