Apprezziamo, da tempo, l’avv. Piero Gurrieri di Vittoria, per la sua attività politica, siamo rimasti delusi dalla sua inutile alleanza con i 5 Stelle e, ancora di più siamo delusi per le sue simpatie per l’ex premier Conte.
Del resto, restando ancora un esterno, rispetto al Movimento, non ha nemmeno voce in capitolo per la leadership regionale e per il teatrino a proposito della candidatura 5 Stelle per la Presidenza della Regione.
Se non fosse per l’apprezzamento per la persona, sarebbe da non considerare un suo intervento sulla scuola, tenuto conto che proprio Conte, in due diversi mandati di governo, anche per la scelta ‘eccellente’ del Ministro per la Pubblica Istruzione, ha saputo sfornare solo i banchi a rotelle, senza una vera prevenzione in ambito scolastico-educativo, forse considerando che, in tempi brevi la pandemia sarebbe scomparsa.
Al di là di queste considerazioni, sono interessanti quelle dell’avv. Gurrieri, perché mettono a nudo le contraddizioni di una classe politica, soprattutto regionale, inadeguata già di suo, che si è fatta trovare impreparata per la nuova emergenza.
Questa la nota ricevuta dall’avv. Gurrieri (che, per coerenza con quanto detto prima, pubblichiamo senza la foto a corredo del comunicato, che lo riprende mentre stringe la mano di Conte, nel corso della recente campagna elettorale a Vittoria)
Sulle polemiche riguardo il rientro a Scuola, interviene l’avv. Piero Gurrieri (M5S):
“Disgustoso constatare come, dopo due anni di pandemia, i veleni della politica locale si stiano consumando sulla Scuola, strumentalizzando la comprensibile paura delle famiglie in vista della riapertura.
Ieri, abbiamo visto di tutto.
Un partito, Fratelli d’Italia, ha chiesto al sindaco di Vittoria di fare un’ordinanza per non consentire, al momento, il ritorno tra i banchi.
Il sindaco ha esibito una nota dell’Asp, sostenendo che quell’ordinanza non poteva farla.
Musumeci un’ordinanza l’ha fatta, impedendo ai sindaci di chiudere le Scuole se non in città rosse o arancioni, e comunque dietro consenso dell’Asp.
Il sindaco, in evidente polemica, ha ordinato l’igienizzazione delle Scuole (tranne le Superiori) fino al 12, esibendo poi questa ordinanza come un trofeo.
Sì, è la fiera delle ipocrisie. Una esibizione, e uno sfidarsi, e un rincorrersi, che francamente poteva essere risparmiato ai Vittoriesi.
Sarà anche giusto chiedere due settimane di sospensione delle lezioni in presenza, ma è coerente farlo dopo che, per settimane, non si è saputo rinunciare a nulla?
Ha senso, dopo che i buoi sono scappati dalla stalla e Vittoria, anche a causa di un’Amministrazione disattenta e di esempi davvero poco edificanti in piazza e nell’aula consiliare, è passata dal quinto al secondo posto in provincia per numero di contagi?
Per non parlare poi del presidente della Regione. Piuttosto che negare ai sindaci la possibilità di intervenire sulle Scuole, non sarebbe stato molto più credibile prevedere ristori, sostegni e aiuti per le famiglie, considerato che 42 Comuni sono da ieri arancione, e che tra due settimane sarà arancione tutta la Sicilia, le Scuole in Dad, e molte attività allo sbando?
E dell’assurda polemica del presidente, che ha detto no al Green Pass per gli sbarchi ai porti siciliani, e del disastro Sanità in Sicilia, delle ambulanze a sirene spiegate per protesta, degli ospedali allo stremo, dei drive-in sospesi nel momento del bisogno, dei tamponi che mancano, se ne può parlare?
Ed infine, amici di Fratelli d’Italia, ma che cac***o fate? Chiedete al sindaco di chiudere le scuole proprio mentre Musumeci lo vieta a tutti i sindaci della Sicilia?
Per questo, parlo di fiera dell’ipocrisia, e di una classe politica, cittadina e regionale, inconcludente, per nulla lungimirante e per di più moralmente spregiudicata nell’agire amministrativo, la cui deriva è sotto gli occhi di tutti, malgrado i tentativi di serrare i ranghi elargendo a piene mani risorse pubbliche agli amici, le continue polemiche, i proclami a buon mercato alla De Luca.
Un fallimento che, localmente, ha portato anche il Consiglio Comunale a una paralisi senza precedenti storici e che, continuando su questa scia, potrebbe determinare un nuovo scioglimento e il definitivo disastro, cui non possiamo rassegnarci.
Tanto più in un momento delicatissimo, che dovrebbe spingere partiti e movimenti politici a ritrovare la strada dell’unità”.
