Ma dov’era questo tavolo provinciale?

Un comunicato del coordinatore comunale della Lega di Salvini di Santa Croce Camerina, titola che il partito abbandona il tavolo provinciale. Si aggiunge che si considera “conclusa qualsiasi concertazione per la condivisione del prossimo candidato sindaco di Santa Croce Camerina”, che si “interrompe il cantiere del centro destra”.
Si spera solo che le esternazioni siano solo serie e affidabili, non determinate dalla stizza del momento, per la credibilità della Lega iblea, ma viene da chiedersi, dov’era questo tavolo provinciale, questo cantiere del centro destra?
Capire di centro destra in una provincia dove Forza Italia esiste solo nel cuore di qualche nostalgico berlusconiano della prima ora e dove il coordinatore provinciale dell’UDC ondeggia spaventosamente dalla colazione di centro destra di Musumeci, dal quale è stato designato Presidente del Consenso Universitario, al tavolo del centro sinistra di Scicli, è alquanto difficile.
Se si aggiunge che l’immagine della Lega è affidata, localmente, alla notorietà di Salvo Mallia e alle isolate opinabili riunioni di regime organizzate sul territorio sotto la regia dell’on.le Minardo, evidente capire che, per ogni fuga in avanti di Fratelli d’Italia, si comprende che il centro destra, nel ragusano, è quasi inesistente.
Silenzio a Scicli, casino a Santa Croce Camerina, sconfitta sonora a Vittoria, appoggio di Fratelli d’Italia al candidato sindaco segretario cittadino di Territorio, in altri comuni non c’è comunque una presenza che potrebbe fare presagire protagonismi per elezioni vicine o lontane.
Considerando, poi, il capoluogo come riferimento provinciale, a Ragusa non c’è nemmeno una presenza minima di Forza Italia, attività quasi nulla della Lega, qualche frizione interna limita una azione comune di Fratelli d’Italia, con una componente non in perfetta sintonia con quella di Vittoria, inesistente Diventerà Bellissima, non pervenuta l’UDC, in molti casi le persone messe a capo, tutte di indicazione dei vertici, senza adeguato coinvolgimento della base, lasciano trapelare inadeguatezza alla leadership, con conseguente inevitabile nocumento per le sorti locali dei rispettivi partiti che, spesso, come consensi, sono in controtendenza con il trend nazionale.

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