Le opposizioni che esistono e agiscono come tali: regolare la mozione di sfiducia al Sindaco, a Chiaramonte Gulfi

Come si ricorderà, nelle settimane appena trascorse, il Consiglio comunale di Chiaramonte Gulfi ha votato una mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino, inoltrata alla civica assise con le firme necessarie di 8 consiglieri comunali che costituivano il quorum necessario per la presentazione e della mozione e la sua relativa votazione.
Votazione che ha visto, appunto, con 8 voti a favore, approvata la mozione di sfiducia al primo cittadino del comune montano.
È accaduto che, dopo la votazione, il Presidente del Consiglio Comunale ha rivolto un quesito al Segretario Generale, un parere tecnico giuridico non previsto dalle procedure, per assicurarsi che il quorum fosse quello valido per la sfiducia.
Il Segretario Comunale ha tirato fuori una interpretazione assai discussa, facendo leva su una circolare del 2012 che avrebbe, di fatto, reso nulli gli effetti di una legge successiva del 2016 che andava a modificare norme precedenti del 2011, secondo la quale il quorum necessario, per la sfiducia al Sindaco, nei comuni con meno di 15.000 abitanti, era di 4/5 e non di 2/3, in pratica sarebbero serviti 10 voti e non 8.
A seguito della mancata esecuzione dei voleri del civico consesso, 4 degli 8 consiglieri firmatari, Cutello, Ballato, Pavone e Presti, avevano occupato l’aula consiliare in attesa del parere della Regione

Parere che è finalmente arrivato, e che, a quanto si legge, vede la Regione, l’Ufficio 3, Coordinamento attività di vigilanza e controllo sugli Enti Locali, Ufficio Ispettivo, pronunciarsi a favore dei consiglieri, chiedendo al Segretario generale, Salvina Cirnigliaro, e alla Presidente del Consiglio comunale, Alessia Puglisi, di regolarizzare l’esito della seduta in ordine alla validità della mozione e alla sua approvazione.

Mozione regolare anche per una sentenza del TAR, emessa a maggio 2021, per analoga fattispecie.
Nella risposta della Regione “si richiama l’attenzione sul potenziale detrimento dell’erario in caso di impugnativa e si suggerisce di attivare, con l’urgenza che il caso impone, il procedimento di regolarizzazione della deliberazione del consiglio comunale, al fine di rimuovere ogni e qualsiasi irregolarità.”
E’ anche specificato che Segretario e Presidente del Consiglio possono inoltrare un “ricorso gerarchico”, entro trenta giorni al Dirigente Generale pro-tempore del dipartimento regionale delle autonomie locali dell’assessorato regionale o al TAR entro 60 giorni.
In ogni caso imbarazzante la posizione delle due che hanno intenzionalmente bloccato i voleri del civico consesso con una interpretazione azzardata delle norme, con l’evidente non condivisione della sfiducia al primo cittadino, alla luce del parere dell’Assessorato agli Enti Locali.
Il consigliere comunale Mario Cutello, che è anche segretario provinciale di Territorio e candidato sindaco alle prossime amministrative nel comune montano, promotore della mozione di sfiducia al primo cittadino, Iano Gurrieri, visibilmente soddisfatto per l’esito della vicenda, ha messo in guardia l’amministrazione per l’approvazione di atti che potrebbero può provocare un danno erariale all’ente, definendo il Sindaco un “abusivo che deve andare a casa”, preannunciando di inviare copia della nota dell’Assessorato agli Enti Locali al Prefetto e e a tutte le autorità competenti.
Si attendono le reazioni e le conseguenti mosse del primo cittadino.

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