Chiaramonte Gulfi: per i consiglieri Cutello, Presti e Pavone, Sindaco spregiudicato

I consiglieri comunali di Chiaramonte Gulfi, Cutello, Presti e Pavone hanno diramato la seguente nota in relazione alla scelta del primo cittadino di andare avanti nel suo mandato, nonostante la diffida del Dipartimento Regionale Autonomie Locali a rettificare il contenuto della delibera inerente la sfiducia al Sindaco:

Nonostante il chiarimento offerto dal Dipartimento Regionale alle Autonomie Locali e l’invito a provvedere alla rettifica della deliberazione consiliare del 10/01/2022 (si allega copia della nota inoltrata dal Dipartimento al Comune di Chiaramonte) da cui emerge, a chiare lettere l’errore macroscopico commesso dal Segretario Generale e dal Presidente del Consiglio comunale, il Sindaco sceglie – come se nulla fosse successo – di andare avanti. Assumendosi la responsabilità di compiere atti viziati.
La delibera, nella parte in cui ha proclamato il non accoglimento della mozione di sfiducia è illegittima.
Il Segretario Generale dell’Ente e il Presidente, infatti, hanno ritenuto applicabile una disposizione abrogata nell’ordinamento regionale dalla L.R. 17/2016 ai sensi della quale è sufficiente, nei comuni con meno di 15.000 abitanti, che la mozione sia approvata dai 2/3 dei consiglieri assegnati.
“Siamo al paradosso. Il Sindaco – dichiarano i consiglieri Cutello, Presti e Pavone – nonostante la chiarezza della norma vigente, si trincera dietro motivazioni assurde sino a sostenere l’applicabilità di una norma oramai abrogata dall’Ordinamento giuridico siciliano. Circostanza, quest’ultima, confermata dalla nota dell’Assessorato Regionale alle autonomie locali”.
“Ci aspettavamo, quantomeno dal Presidente del Consiglio – proseguono i consiglieri comunali – un sussulto di dignità. Così non è stato”.
Nonostante abbiano sempre predicato a parole il rispetto delle regole, non perdono occasione per agire in modo difforme alla legge. Una condotta insostenibile assunta in danno dei cittadini chiaramontani.
Per queste ragioni – concludono i consiglieri – abbiamo deciso di adire il TAR proponendo ricorso per l’annullamento della delibera nella parte in cui erroneamente proclama il rigetto della mozione di sfiducia affinché gli uffici competenti diano seguito agli adempimenti conseguenti alla approvazione della sfiducia. Inoltre, abbiamo anche trasmesso gli atti alla Procura della Corte dei Conti poiché ogni atto assunto darà vita ad una responsabilità erariale di cui dovranno rispondere personalmente anche i componenti della Giunta. Ciò che ci spaventa sono i danni che questa situazione – a causa della irresponsabilità del Sindaco e della sua spregiudicatezza – provocherà ai cittadini. Ma stiano tranquilli. Manca poco oramai alla liberazione.

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