Comune di Ragusa: torna il rito del bilancio preventivo

Due sedute del Consiglio Comunale per l’approvazione del bilancio preventivo, dicitura dell’atto all’Ordine del Giorno, come voluto dalle ultime norme, pomposa: APPROVAZIONE DELLA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2022/2024 E DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2022-2024 (Deliberazione di G.M. N.674 del 27.12.2021) – (proposta di deliberazione per il C.C. n.177 del 28.12.2021).
Due sedute, una il giorno 1° febbraio, alle ore 17.30, per la discussione generale, il giorno 3 febbraio, alle ore 10, per l’esame degli emendamenti e le votazioni.
Come al solito, si preannuncia una prima seduta breve, per la discussione generale, poi il rito, quasi del tutto inutile della discussione degli emendamenti.
Come al solito, saranno tutti, o quasi, prevalentemente delle opposizioni, in gran parte degli esponenti che, ancora, vogliono dare l’impressione di esistere come minoranze agguerrite, che vogliono tentare di dare l’impressione di voler mettere in imbarazzo maggioranza e amministrazione.
Come al solito, la maggioranza boccerà tutti gli emendamenti, non consentirà la benché minima variazione sullo schema predisposto dall’amministrazione, ci sarà qualcuno che cercherà di trascinare la seduta fino a tarda sera, c’è di buono, per la maggioranza, notoriamente maldisposta alle ore piccole, che non ci sono opposizioni in grado di portare alle lunghe una seduta di bilancio.
Il numero degli emendamenti sarà esiguo, non spaventerà nessuno, fra l’altro non ci sono termini perentori per l’approvazione e non ci sono tutti i componenti delle minoranze disposti a utilizzare tutti i tempi a disposizione per allungare la seduta.
A dispetto dell’importanza che si vorrà riservare all’evento, si tratterà della solita presa in giro fra amministrazione e minoranze, con la solita schiera di sacerdoti osservanti della maggioranza che bocceranno prima ogni proposta di modifica e, successivamente, approveranno quanto stabilito in giunta.
Non ci sono possibilità, come sempre, di capire come saranno utilizzati i soldi, se non per grandi linee e, in tutti i casi, con i margini che sono propri di ogni amministrazione per effettuare variazioni in corso d’opera.
Il meccanismo del bilancio preventivo non consente di capire come saranno destinati i fondi a disposizione, si potrà capire qualcosa solo dopo l’approvazione dei PEG di ogni assessorato.
In pratica, è impossibile, capire quanti soldi ha a disposizione il turismo o la cultura, quanti soldi sono riservati al verde pubblico o allo sport. Del tutto impossibile determinare quale parte dei fondi del turismo potrà essere destinata alla promozione o al potenziamento degli uffici turistici, quali fondi saranno destinati agli spettacoli e agli eventi culturali, quali alla cura dei beni culturali.
Né i consiglieri di minoranza sono andati mai al sodo: nessuno ha chiesto mai ad un assessore quanti soldi avrà a disposizione e come intende utilizzarli.
Non si potrà capire se saranno privilegiati il turismo o il welfare, la cultura o lo sport, i decoro cittadino o lo sviluppo economico.
I problemi di fondo resteranno sul tappeto, solo materiale per i periodici comunicati stampa: nessuno chiederà se si renderà autosufficiente il settore del verde pubblico per le reali esigenze, nessuno si preoccuperà di capire se sono stati stanziati i fondi per mantenere efficienti e aperti i servizi pubblici.
Nessuno si preoccuperà di chiedere se sono stanziati i fondi per la manutenzione degli impianti sportivi.
Stranamente questo è il Comune dove si rimanda di aggiustare le pompe della piscina, perché non ci sono fondi disponibili, non si effettuano manutenzioni necessarie per lo stesso motivo, ma, al momento di lanciare spettacoli, eventi culturali o manifestazioni varie non è mai capitato di sentire che non ci sono fondi.
Nel contesto del DUP e del Bilancio preventivo, sono poi inglobati atti importanti come il Piano Triennale delle Opere Pubbliche o il piano di utilizzo della Tassa di soggiorno che sono presentati già impacchettati dalla giunta e sono, peraltro, trattati in maniera solitamente superficiale dalle minoranze che, in effetti, non hanno poi reale contezza degli atti, possono solo fare appello alla disponibilità dei dirigenti per capire come proporre minimi spostamenti di somme.
A tutto si aggiunga che tutti gli emendamenti sono, spesso, poco chiari, soprattutto per capire da dove si tolgono soldi per altre destinazioni, emendamenti spesso scritti a mano, poco chiari, che non permettono una visione globale che forse non hanno gli stessi consiglieri e che nessuno potrà dare ai cittadini che volessero informarsi.
Ma forse questo è quello che vogliono tutti, meno si sa meglio è.

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