Ci perdiamo fra tavoli, consulte e comitati, ma siamo sempre all’anno zero

Apparentemente c’è un fermento che non conosce soluzione di continuità sulle emergenze del territorio, ma, a ben guardare siamo sempre all’anno zero. Se e quando si concretizza una iniziativa, molte sono sorpassate dai tempi e dalle nuove condizioni.
Sarebbe opportuno che, se proprio debbono esistere, se non se ne può fare a meno, tavoli, consulte e comitati si occupassero, almeno una volta di monitorare e valutare il proprio ruolo, di analizzare i risultati dell’attività e definire azioni concrete soprattutto nei confronti delle classi politiche e di governo.
Appare evidente che l’azione è sempre interlocutoria, attendista, mirata più alla contemplazione delle scelte superiori che non ad una effettiva soluzione delle problematiche a vantaggio dei territori.

Per limitarci a queste ore, leggiamo di un confronto fra i sindaci dell’area iblea, nella sede della CNA, per le ZES.
Vogliamo ricordare che le ZES furono sancite nel giungo 2020 e ancora dopo quasi due anni un consesso di importanti politici ci parla delle opportunità offerte dall’istituzione della Zona economica speciale della Sicilia orientale. Sembra di essere a Disneyland, in un paese senza tempo.
Si legge ancora che “Nel corso della riunione è emersa con forza l’esigenza di individuare un percorso comune al fine di utilizzare al massimo le grandi potenzialità prospettate dalla Zes e finalizzate alle possibilità di sviluppo dell’intero territorio.”
Tutte le aree della provincia di Ragusa inserite nella Zes della Sicilia orientale avrebbero caratteristiche di grande rilevanza e meritano attenzione al pari delle altre aree di investimento della nostra isola: il porto di Pozzallo e la sua area retroportuale che investe anche il territorio di Modica, l’aeroporto di Comiso, la zona artigianale di Ragusa e le aree del mercato ortofrutticolo e della zona artigianale di Vittoria rivendicano un ruolo di primissimo piano nel panorama siciliano, anche alla luce delle nuove opportunità che possono derivare dal Pnrr.
Peccato che tutte le zone citate, eccezion fatta per l’area artigianale di Ragusa, soffrano di croniche deficienze irrisolte da molto tempo.
L’incontro concluso con la solita richiesta di incontrare, urgentemente ma dopo due anni, l’assessore regionale.
Al termine dell’incontro, i sindaci si sono determinati nel chiedere, per il tramite della Cna, attraverso una nota firmata dal presidente territoriale di Ragusa Giuseppe Santocono, un incontro urgente all’assessore regionale alle Attività produttive e al commissario per le Zes della Sicilia orientale, al fine di attivare una prima concertazione sulla tematica affinché ogni singola realtà interessata possa esporre le reali esigenze delle imprese e dei Comuni.
Non una marcia su Palermo per contestare i gravissimi ritardi.

Poi c’è una consulta delle associazioni della provincia di Ragusa formata da Agci, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confapi Sicilia, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop e Sicindustria, coordinata da Gianni Gulino, il meglio delle associazioni datoriali del territorio che chiede una mobilitazione complessiva di tutte le associazioni di categoria, un fronte unico per rivedere le scelte sulla Camera di Commercio.
Dopo tanto tempo dalla scelta politica di sciogliere l’unione con la Camera di Catania, c’è ancora grande preoccupazione per quelle che potranno essere le dinamiche di crescita e di sviluppo del futuro legate al nostro territorio.
Esigenza di stare tutti uniti, ma nessuno dice chiaramente se stare con Catania era conveniente per il territorio, se non c’erano, come dicono molti, interessi solo legati alla maggioranza per la privatizzazione dell’aeroporto di Catania.
Ora ci hanno sciolto da Catania e aggregati alle camere della parte occidentale dell’isola ma si tocca con delicatezza lo scabroso argomento del tesoretto, della cassa della Camera di Commercio.
Tutto si risolverà, se va bene, con una pubblica iniziativa con la presenza di tutti gli attori interessati, sindaci e deputazione in testa, affinché gli stessi possano essere coinvolti ad affrontare con compiutezza questi delicati argomenti”.

Solo parole, nessuna richiesta di dimissioni per chi farnetica, sia esso sottosegretario di Stato o Presidente della Regione.
Qualcuno ci ha preso letteralmente e pubblicamente in giro nella riunione novembrina a Palazzo dell’Aquila, ma il Comitato per la Ragusa – Catania chiede un incontro con le stesse persone.
Nessuno chiede la rimozione del Commissario Straordinario, finora del tutto inutile con le sue prerogative particolari, si cincischia per la ricerca di nuove date, nessuno si pone il problema su cosa si è ottenuto dal 2003, nessuno si chiede se fosse opportuno mettersi da parte dopo 19 anni senza risultati, continuiamo con i tavoli.
La ripresa per il territorio arriverà con i tavoli, le consulte e i comitati.

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