Dopo quattro anni di amministrazione, la corda sembra, ormai troppo tesa, il continuo ricorso a presentazioni in grande stile non convince più nessuno, il malcontento si fa strada, anche perché, si deve rilevare, molti progetti non sembra faranno storia.
Il dissenso, la disapprovazione, vengono fuori anche dai commenti sui social, che fanno trapelare, dai toni, una insoddisfazione di fondo sui metodi, sui progetti e per i risultati che tardano ad arrivare.
Addirittura, c’è chi si spinge a pensare che sia tutta una strategia per arrivare alle prossime elezioni in condizioni di chiedere nuovamente fiducia per il rinnovo del mandato e questa cosa non è certo gradita all’elettore che si sente preso in giro.
Sfiducia nei progetti presentati viene espressa anche dall’autorevole comitato di cittadini “Ragusa al Centro”, sintomo di una insoddisfazione che pervade ampi strati della città. E nella nota che pubblichiamo appresso, trapela, già all’inizio la delusione per il mancato coinvolgimento dei cittadini, edel comitato in particolare, nelle scelte dell’amministrazione.
Ma questa è storia vecchia, in giunta si gestisce la cosa pubblica come una azienda privata, le strategie e le scelte di sindaco e assessori non sono preventivamente condivise, la storia è anche all’origine delle fibrillazioni interne a giunta e a maggioranza, sono molti, per primi, i consiglieri comunali che lamentano assenza del benché minimo coinvolgimento nelle scelte. E se questo non avviene nemmeno all’interno della maggioranza, figurarsi se c’è voglia di coinvolgere i semplici cittadini.
Quanto ai progetti attuali, si è detto che sono stati contattati cittadini e commercianti, ma nulla si è saputo, si diffondono comunicati anche per i bisogni fisiologici delle mosche, ma di questi incontri, di questi contatti, non si è saputo nulla.
C’è anche il timore che sia unilaterale anche la scelta delle persone eventualmente contattate: in via Roma è importante l’opinione dei commercianti, come a Ibla può essere determinante il parere di residenti e operatori della ristorazione, ma la città è di 70.000 abitanti, che sono poi quelli che vanno a Ibla e dovrebbero andare in via Roma. Occorre, quindi, una consultazione diffusa, non solo limitata ai diretti interessati, altrimenti, verrebbe da dire, sbrigatevela da soli.
Questa la nota del comitato ‘Ragusa al Centro”:
Siamo certi dei risultati?
“Indubbiamente non si può non accogliere con attenzione lo sforzo dell’amministrazione per rilanciare il tratto di via Roma fra il corso Italia e il Ponte Nuovo, ma restiamo delusi per il mancato coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che, peraltro, non mostrano chiari obiettivi di rilancio del centro storico”
È il Presidente del comitato ‘Ragusa al Centro’, Turi Iudice, ad esprimere perplessità dopo aver letto della conferenza stampa sulla riqualificazione della via Roma.
“Non è che mettendo un vestitino nuovo alla via che aveva subito un processo di ringiovanimento, si può sperare che torni adolescente, riflette Turi Iudice e aggiunge: “Incontestabile l’impegno dell’assessore Barone per far tornare a vivere la via Roma, ma il tentativo di imbellettare la via con nuove panchine per dissuadere la lunga sosta, con una nuova illuminazione, con l’eliminazione degli alberi dalla attuale posizione, con una nuova sistemazione del verde, non ci sembrano le idee risolutive per far tornare la gente in centro.”
Aggiunge ancora il Presidente di ‘Ragusa al centro’: “Desideriamo tutti che la via Roma torni ad essere il cuore pulsante del centro e della città, ma come ogni organismo ha bisogno di altri apparati per vivere: improcrastinabile un rilancio delle attività economiche, allargato alle vie Sant’Anna, corso Vittorio Veneto e corso Italia, senza la cui vitalità via Roma non ha quasi motivo di esistere, ci devono essere incentivi concreti per le giovani coppie a vivere in centro storico, agevolazioni, facilitazioni, occorre studiare iniziative atte a rendere attrattiva la via.
Non solo questi aspetti non emergono, ma sembra che la città sia pervasa solo da una trance progettuale inarrestabile, ma per attuare i progetti ci vogliono anni e la città e i cittadini non sono disposti ad aspettare ulteriormente”
Sintomo di questa fase ormai quasi ipnotica dell’amministrazione, che non cerca neppure il confronto su temi riguardanti tutti, è l’altro progetto di copertura del ponte nuovo: ma se la copertura, ancorché azzardata, poteva essere giustificata dall’idea di un salotto cittadino, il progetto presentato appare solo come una soluzione estiva per difendersi dal sole, dagli obiettivi e dai risultati tutti da scoprire.
Senza dire che si chiude al traffico quella piccolissima parte di via Roma che, consentendo un comodo parcheggio sul ponte nuovo, creava occasione per andare sulla via, comodamente.”
Conclude Turi Iudice: “E se queste idee, se questi progetti, non funzionassero, come non ha funzionato la nuova via Roma o tanti altri cambiamenti in città? Avremo speso soldi, tralasciando di occuparci delle emergenze del centro storico. La città si attendeva molto di più dal sindaco del cambiamento, finora ci sono stati solo tentativi di cambiamento, non era quello che voleva la gente”
