Quando la politica ha esaurito gli argomenti per fare opposizione, ci si rifugia sugli argomenti ad effetto, e, come accade da sempre in politica, tutto rimane immutato
Una recente indagine nazionale mette in risalto i costi eccessivi che sosterebbe il nostro comune per energia elettrica e dispersione idrica.
Di quest’ultimo aspetto si fa carico il segretario cittadino del partito democratico che attacca l’amministrazione Cassì, che sarebbe troppo concentrata sull’apparire più che sul fare.
Sottolinea Peppe Calabrese come l’indagine ADN Kronos riporta, per Ragusa, una dispersione dell’acqua nella rete idrica che raggiunge il 55%3: cosa starebbe facendo l’amministrazione per far fronte alla problematica, causa delle persistenti crisi idriche in città?
Fermandoci alle perdite, è noto che l’amministrazione Piccitto aveva provveduto al rinnovo della rete idrica in buona parte del centro storico, l’attuale assessore al ramo ha minimizzato l’intervento come non risolutivo perché la maggiore pressione sulle tubazioni integre va a danno delle diramazioni periferiche che soffrono e causano ulteriori perdite.
Ma, in effetti, l’assessore Giuffrida, naturalmente tranquillo e apparentemente non allarmato da molte criticità, in prevalenza rassegnato di fronte all’esistente, pur affermando questa problematica non ha messo in atto interventi per arginare il fenomeno negativo.
Riteniamo che debba essere l’opposizione a sollecitare interventi generali sulla rete idrica, a chiedere quali progetti ci sono in merito e se si è pronti di fronte alle attuali opportunità di fondi europei per il settore.
Tutti assistono, invece, felici e contenti, ai sopralluoghi per le piste ciclabili, per i sentieri storici, per il piedino di una delle statue dello scalone principale del Castello, per l’installazione per farsi i selfie in via Roma.
Nessuno delle opposizioni propone variazioni in bilancio per spostare soldi dalla cultura o dallo spettacolo per le problematiche importanti.
Ne accenna appena Calabrese, ma non va a fondo, se ne riparlerà alla prossima perdita o alla prossima mancanza d’acqua, anche l’opposizione si limita all’apparire più che alla vera e propria protesta drastica.
Anche il capogruppo 5 Stelle, Firrincieli, prende spunto dalla indagine nazionale per puntare l’indice sull’eccessivo costo della bolletta elettrica.
I 5 Stelle sono pratici in materia: ricordiamo l’assessore al bilancio della giunta Piccitto che aveva trovato dieci milioni di bollette non pagate, ricordiamo che la stessa amministrazione utilizzò i fondi per la riqualificazione della piazza Libertà, elargiti dalle società che ricercavano idrocarburi sul territorio, per il relamping, con la sostituzione di circa 1.500 corpi luminosi della pubblica illuminazione per consentire adeguati risparmi.
Solo che, come avviene di solito in questi casi, grande propaganda per l’azione tesa a risparmiare, ma non si è saputo mai quanto si è risparmiato: abbiamo solo le strade al buio, condizioni di luce da secolo scorso.
Per l’indagine, e per Firrincieli, troppi 6 milioni e passa di bollette di luce, occorre una inversione di tendenza.
Ma se vengono proposti termovalorizzatori o pali eolici per generare energia, tutti si allarmano, all’estero con i rifiuti forniscono di energia elettrica intere città, da noi ci sono gli ambientalisti e i 5 Stelle diventati ambientalisti che si preoccupano anche se si cercano di sfruttare gli idrocarburi abbondanti nel sottosuolo del nostro territorio.
Si può solo agire con la solerzia del buon padre di famiglia, svitare qualche lampadina, convocare i consigli comunali alle dieci del mattino per evitare le luci in aula consiliare, limitare gli allenamenti serali negli impianti sportivi.
Firrincilei conclude con la commedia dell’assurdo, perché auspica di portare la bolletta di 6 milioni e 300 mila euro a seicentomila euro, così da destinare il risparmio di 5 milioni ad investimenti per servizi, manutenzioni e varie, come dovrebbe fare un buon padre di famiglia.
Questa è l’opposizione che abbiamo e questa ci dobbiamo tenere.
Al di là delle considerazioni di Firrincieli, tra il serio e il faceto, è cosa nota l’alto costo dell’energia elettrica che serve per pompare l’acqua dalle falde sotterranee all’altezza della città, solo per questo se ne va il 60% e oltre dei costi, poi c’è una estensione notevole del territorio e, come è normale, la pubblica illuminazione ha notevole peso sul bilancio energetico del Comune.
Questo lo aveva sottolineato, in mattinata, l’assessore al bilancio Iacono, lo ha ribadito, in una nota pomeridiana, il sindaco Cassì che ha parlato anche lui di relamping che si potrebbe attuare grazie a finanziamenti ottenuti, oltre 1.700.000 euro (fondi regionali da royalties) per il terzo stralcio dell’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, e 7.000.000 euro (fondi da agenda urbana) per il completamento di questo intervento che prevede la sostituzione dei corpi illuminanti tradizionali con luci a led.
Certo è che se Firrincieli sa come portare la bolletta da 6 milioni e trecentomila a seicentomila, c’è da auspicare solo una sua candidatura a sindaco o, almeno, la nomina di assessore al bilancio.
