Una nota di un comitato cittadino riporta all’attenzione dell’opinione pubblica i ritardi per l’apertura del reparto di pediatria al 0’Giovanni Paolo II’ di Ragusa.
In un precedente incontro, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale, erano state date assicurazioni, dal Direttore generale dell’ASP, sul fatto che si stava lavorando per l’allestimento del reparto, addirittura, dall’esterno, era ben visibile l’area giochi esterna allestita in funzione di una più confortante degenza per i giovanissimi pazienti.
Non è che si possa pensare che un Direttore Generale o una Direzione Strategica possano non volere il reparto, ma si conoscono i tempi della burocrazia e delle sanità regionale che si muove secondo priorità tutte sue.
Per far funzionare un reparto ci vuole un primario, dei medici, il personale infermieristico e non tutto è semplice come può sembrare. Poi, c’è l’emergenza covid che ha imposto di trasferire la medicina nel nuovo reparto che doveva essere destinato alla pediatria.
In sintesi, da fonti attendibili, ci vorranno tre o quattro mesi per liberare i locali attualmente occupati dalla medicina, ci saranno anche le procedure per la selezione del primario, i candidati, pare, debbano inviare le candidature entro il prossimo 20 marzo; quindi, i tre o quattro mesi di ulteriore attesa sono verosimili.
Ma i problemi al ‘Giovanni Paolo II’ non sono solo quelli della pediatria, due sentenze del TAR, successive, imporrebbero l’apertura del reparto di neurologia e della stroke unit, e non se ne sa nulla.
In piena emergenza covid erano state stanziate somme per il potenziamento dei reparti di terapia intensiva e di subintensiva, anche di questo non si sa nulla.
La storia del ‘Giovanni Paolo II’, comunque, è destinata a occupare le pagine dei giornali, ancora per molti anni. Non dimentichiamo che sono in itinere i lavori di progettazione per l’ampliamento del nosocomio, secondo l’originario progetto complessivo.
E le incombenze per la Direzione Generale non si esauriscono con il nuovo ospedale, ci sarà da trovare una sistemazione per i locali abbandonati del ‘Civile’, in pieno centro città, questo per parlare solo del capoluogo, perché ci sono anche problemi negli altri ospedali della provincia, soprattutto in termini di personale, medico e infermieristico.
Problemi, quelli attinenti la sanità, che sembrano non riguardare la politica che se ne ricorda solo per fare passerella, quando vengono gli esponenti del governo regionale sarebbe meglio parlare di più di questi problemi e meno di piste ciclabili e recupero di vecchi edifici storici
