Con le assenze forzate degli studenti risultati positivi ai test per il covid, è venuto a galla un problema non di poco conto, che riguarda il servizio di trasporto extraurbano degli studenti nel periodo di emergenza pandemica, servizio che il Comune effettua, da moltissimi anni, senza alcun onere per le famiglie,
Un problema sollevato dal Presidente di Territorio di Marina di Ragusa, La Porta, ma che riguarda tutto il servizio in generale, con le diverse autolinee.
Un problema che fa emergere alcune perplessità in merito al servizio, al netto del disservizio creatori per le assenze forzate per il covid.
Il Presidente di Territorio recita a meraviglia il ruolo di esponente di una forza politica di opposizione, anche se, come spesso accade, nel mirino sono sempre il Sindaco e l’assessore di turno, con, a corredo dei comunicati, tutto il bagaglio di accuse di essere distanti dalle problematiche dei cittadini, di non riuscire ad ascoltare le istanze dei genitori, di flop dell’amministrazione quando questa recepisce la problematica e vi pone rimedio.
Ma, per onestà intellettuale, occorrerebbe rendersi conto che gli amministratori sono solo responsabili delle scelte politiche (concedere il trasporto gratuito agli studenti), per il resto sono gli uffici, e i dirigenti che li coordinano, a dover far funzionare la macchina al meglio.
Come al solito, facili accuse per sindaco e assessore, ancorché non esenti da alcune sottolineature, nessun cenno agli uffici per scelte arbitrarie che, fino a prova contraria non possono essere addebitate agli amministratori.
È sempre la macchina amministrativa che è complicata, farraginosa, contorta e, come vedremo, sotto certi aspetti, assurda.
Ci abbiamo messo tempo per capire il contenuto dei comunicati di La Porta, fuorviati dalla presenza della parola ‘rimborso’ alle famiglie e da un secondo comunicato tutto improntato alle critiche per l’amministrazione Cassì, facendo solo un minimo cenno alla problematica risolta, ma senza spiegare cosa era accaduto realmente e come si è posto rimedio.
In pratica il Comune anticipa alle aziende di trasporto il costo relativo agli studenti pendolari che fanno richiesta specifica all’inizio dell’anno scolastico. Le famiglie nulla spendono e come tali non hanno diritto a nessun rimborso. Si tratta solo di validità dell’abbonamento.
Il costo, che pare, ma non è certo, sia scontato rispetto al costo normale del biglietto, viene considerato per tutti i giorni in cui si svolge l’attività scolastica, quindi 20 giorni al mese.
Nei contratti non sono contemplati sistemi per monitorare i giorni di assenza, anche perché non c’è controllo se uno studente usufruisce del servizio, sale per esempio a Ragusa da Marina, ma non va a scuola.
Questo è il primo dato che desta perplessità: oggi i moderni sistemi permetterebbero, come per i buoni pasto, il caricamento di una tessera elettronica, quando finalmente arrivano i dati delle assenze degli studenti, il numero di giorni di assenza viene defalcato dalla successiva ricarica.
Un sistema semplice che forse non è preso in considerazione per non essere troppo fiscali con le famiglie e di larga mano con le aziende di trasporto.
Si dirà, come è stato detto, che si è fatto sempre così, riemerge la constatazione che se sindaco del cambiamento doveva essere, questi sono i cambiamenti da attuare per ottimizzare la gestione della cosa pubblica.
Invece, non solo tutto scorre inesorabilmente come sempre, ma gli uffici ci mettono la ciliegina sulla torta: informati, ma il mese successivo, dalle scuole, dei giorni di assenza di alcuni studenti pendolari, non si sa se specificando la motivazione di isolamento o quarantena da covid19, qualcuno pensa bene di bloccare gli abbonamenti, per recuperare i giorni pagati ma non utilizzati dagli studenti costretti a casa.
In pratica, le famiglie, gli studenti, vengono privati del trasporto per ripagare il Comune dei giorni in cui il servizio non poteva esser sfruttato per causa di forza maggiore.
Un assurdo, dal momento che, casomai, tocca di meno all’azienda di trasporto, nell’anticipazione del mese successivo. Più facile scaricare, invece, la cosa sulle famiglie. E, in ogni caso, per dieci giorni non puoi bloccare un abbonamento per tutto il mese.
Una chicca la foto della comunicazione dell’Ufficio scolastico al dirigente, con tanto di mittente nascosto, particolari fra guerra fredda e la commedia, dove si ammette, senza spiegare le motivazioni, che si ripristinano gli abbonamenti che erano stati sospesi.
In definitiva, legittima l’azione di Territorio nella segnalazione di una incongruenza che tale si rileva per la rapidità di soluzione, eccessivo vantare la risposta per la denuncia, dal momento che della questione erano stati investiti sia gli uffici, sia lo staff del sindaco… e forse la cosa si è risolta proprio per il consueto efficace intervento dello staff del sindaco.
