L’ANCE lancia un grido di allarme per la situazione estremamente critica per l’aumento spropositato del costo dei materiali e per quello incombente dei combustibili per autotrazione che mettono ulteriormente in crisi le aziende.
Del profondo disagio, nei confronti del quale risalta l’inadeguatezza della classe politica, in tutt’altre faccende affaccendata, si fa interprete il Presidente di ANCE Sicilia, Cutrone:
Palermo, 11 marzo 2022 – “Il caro-carburanti, gas ed energia, i prezzi alle stelle delle materie prime, la difficoltà a reperirle e la chiusura degli impianti di produzione strozzati dal caro-bollette rendono impossibile proseguire le attività dei cantieri e costringono le imprese edili siciliane a sospendere tutto e a porre il personale in cassa integrazione per difficoltà di approvvigionamento dei materiali. E’ a rischio la sopravvivenza dell’intero comparto”.
Lo annuncia Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, che aggiunge: “Cominceranno le imprese del settore dei lavori stradali, a causa dell’aumento del 600% del costo dell’asfalto, che non rende più sostenibile l’esecuzione di interventi ai prezzi fissati all’atto dell’aggiudicazione dell’appalto.
Seguiranno le imprese impegnate nei cantieri del ‘Superbonus 110%’ e del ‘Bonus facciate’ e, quindi, quelle interessate dalle infrastrutture strategiche e dagli appalti finanziati dal ‘Pnrr’.
E’ persino a rischio la possibilità di completare le opere del ‘Pnrr’ entro le scadenze concordate con l’Ue”.
“Servono misure vere di emergenza – è il grido d’allarme del presidente dei costruttori siciliani – per salvare dal disastro il settore che più di tutti ha garantito la ripresa del Paese e della Sicilia. Non possiamo più attendere: i prezzi di bitume, acciaio e alluminio sono inarrivabili, tutti gli altri materiali scarseggiano e sono troppo cari; in più, la volatilità delle tariffe di elettricità, gas e carburanti rende insostenibile l’economia dei cantieri e i trasporti”.
Cutrone rivolge un appello al governatore Nello Musumeci, al governo regionale, ai deputati dell’Ars e ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia, affinché tutti insieme pressino sul governo nazionale e su Camera e Senato perché “siano adottate tutte le necessarie misure per calmierare i prezzi e per compensare adeguatamente gli aumenti intervenuti in fase di avanzamento dei lavori. Non ci bastano le misure varate finora in modo surrettizio e figurativo. Ed è anche necessaria una proroga dei termini del Superbonus 110%: in queste condizioni di difficoltà sarà impossibile completare entro il prossimo mese di giugno il 30% dei lavori nel caso di villette ed edifici unifamiliari”.
“Bisogna aiutare le imprese – conclude Cutrone – ad affrontare i maggiori costi. Il mercato peggiora di giorno in giorno, ormai è fuori controllo. Per questo occorre che le stazioni appaltanti applichino un adeguamento automatico dei prezzi delle forniture e dei materiali ai valori correnti di mercato”.
A Cutrone fa eco Firrincieli, Presidente di ANCE Ragusa, con u a sua nota:
Situazione ormai fuori controllo per le opere in corso. Costi alle stelle, produzioni rallentate e materiali irreperibili. I NOSTRE cantieri stanno chiudendo.
“Le nostre imprese faticano nell’approvvigionamento dei materiali a causa anche della chiusura degli impianti di produzione. Questo stato di fatto si riverbera nei prezzi sempre più alti e, nei fatti, incontrollabili, che inducono alla sempre più prossima chiusura dei cantieri”.
Questo è il grido di allarme del Presidente di ANCE Ragusa, Giorgio Firrincieli, che rilancia quello del Presidente di Ance nazionale, Gabriele Buia, alla luce del peggioramento delle condizioni del mercato delle costruzioni delle ultime settimane.
“I nostri associati incessantemente ci fanno partecipi di una situazione ormai fuori controllo, e riteniamo che le misure varate dal Governo finora non risolutive del problema.
Negli ultimi giorni, infatti, i prezzi dei materiali delle costruzioni che già erano pressoché raddoppiati nell’ultimo anno sono ulteriormente schizzati.
In particolare, risultano ormai praticamente irreperibili, se non a costi insostenibili bitume, acciaio e alluminio e tanti altri ancora. A peggiorare ulteriormente le cose il macroscopico rialzo di gas e carburante che sta mettendo in ulteriore seria difficoltà il trasporto dei mezzi e la gestione delle consegne.
Parecchi associati ci hanno comunicato il loro intendimento di fermarsi e chiudere i cantieri, mentre altri li stanno già chiudendo. Così non si va da nessuna parte e le opere del PNRR non potranno essere realizzate entro le stingenti date di scadenza.
“Occorrono contromisure efficaci come l’adeguamento automatico dei prezzi obbligatorio per tutte le stazioni appaltanti e misure reali di compensazione degli aumenti subiti”, conclude Firrincieli.
“Il grido di allarme lanciano da ANCE a tutti i livelli, nazionale, regionale e territoriale, non può essere ignorato e merita risposte concrete e immediate”
