La politica, a Ragusa, sembra vivere un momento di incantesimo, il Sindaco ci racconta di cose fantastiche, le opposizioni non esistono più, i maggiori partiti politici sono scevri da ogni attività, ad eccezione del Partito Democratico, sempre attivo e operativo, nessuna notizia dell’attività, nemmeno di una sede, del Movimento 5 Stelle, della Lega, di Forza Italia, come di tutte le liste civiche che si risveglieranno per la campagna elettorale, compresa la lista del sindaco che, in ogni caso, esprime la maggioranza, sia pure risicatissima, in consiglio comunale.
Le uniche diatribe politiche, sale della democrazia, che hanno per protagonista la politica comunale, provocate da qualche movimento o associazione che cercano un angolo di visibilità in questo scenario ‘da favola.
Certo parlare di politica, in molti di questi casi, è una forzatura bella e buona, spesso di tratta di amenità, come quella odierna del Comibleo, un comitato di residenti di Ibla che esce fuori con la solita nota come sempre intrisa di verità assolute e incontrovertibili, di competenza assoluta e indiscutibili qualità politiche.
In questo comitato ci sono competenze assolute in materia di viabilità, segnaletica, lavori pubblici, restauri, identità storica, sviluppo economico, turismo per non parlare poi della cultura dove si raggiunge l’apice.
La nota odierna è un trattato di storia delle colture arboree della villa di Ibla, casualmente in coincidenza con l’annuncio del progetto di riqualificazione del Giardino Ibleo, voluto dall’assessore Giovanni Iacono che ne ha dettagliato i particolari, già nel corso di una conferenza stampa sui progetti per il PNRR e, in seguito, ai responsabili del Comitato Vivibla, di cui fa parte il dott. Giannone, da sempre in prima fila per la tutela e la valorizzazione del quartiere barocco.
Nella nota si vuole tracciare un quadro dissociato delle specie arboree non più presenti nel giardino, sottintendendo di fatto la necessità di un ripristino dell’originaria configurazione della villa.
Una ipotesi balzana, quasi a ripercorrere decenni di scelte amministrative, contestabili finché si vuole, ma legittime e difficilmente ripercorribili al contrario. Il tutto, come per altre idee balzane che sono venute fuori nel corso di questa sindacatura, a carico dell’amministrazione Cassì che, sempre come per incanto, dovrebbe provvedere, con un colpo di bacchetta magica a tutto quanto non va, accumulato negli anni.
Non si sa a che titolo e con quali competenze specifiche, il comitato avrebbe consegnato al sindaco Cassì uno studio specifico sulla villa di Ibla, e ora si inoltra un elenco delle piante mancanti:
28 palme lungo il viale centrale, 5 intorno all’area della vasca, 3 lungo la scarpata dell’ex pineta, 12 eucalipti lungo il viale intitolato al Capitano Cascone, 1 all’inizio del viale intitolato a Pamela Canzonieri.
Dodici “gesso di carta” mancanti lungo il viale Canzonieri e 40 acacia rosa mancanti lungo il secondo viale. Lillà: 5 piantine di vario colore a ridosso della chiesa di Sant’Agata.
Rose rampicanti: si trovavano lungo tutto il secondo viale tra una acacia e l’altra, ne rimane solo una.
Bosso: nella parte del Giardino Ibleo che delimita l’area interna tra il Monumento ai Caduti e i cedri del Libano, era stato trapiantato nel 1961 estirpando gli asparagi da siepe di cui rimangono ancora due bulbi; ora è stato maldestramente potato per cui è necessario estirpare e rassodare la terra e successivamente ripiantare per talea con i rami della potatura dopo la luna piena di gennaio.
Ma la lectio magistrlis non è finita: nelle altre aiuole occorre sostituire le piante essiccate; è necessario piantare il bosso nell’aiuola a ridosso della chiesa di Sant’Agata estirpato durante i restauri del 2016. Poi c’è il discorso legato all’ex boschetto della Rimembranza piantumato negli anni Trenta: era formato da circa 230 pini.
Negli anni Sessanta, per realizzare il laghetto che avrebbe dovuto raffigurare la Sicilia, molti residenti reduci sono riusciti a bloccare i lavori di abbattimento dei pini, atteso che storicamente ogni albero rappresentava un caduto delle guerre: ne sono stati abbattuti 18, ridimensionando la forma del laghetto che doveva essere molto più grande; negli anni Settanta è stato realizzato il parco giochi tra gli alberi; nel frattempo, a seguito della mancata periodica manutenzione dello scarico di fondo della vasca, è cominciato l’impaludamento del sottosuolo di cui soffrono i pini che hanno cominciato ad atrofizzarsi ed essiccarsi; negli anni ’90 sono state realizzate le altre quattro vasche e il parco giochi abbattendo oltre i 2/3 degli alberi ma uno dei componenti il Comibleo, Franco Mallia, era riuscito a bloccare i lavori di abbattimento totale: ne erano rimasti oltre 50, oggi ce ne sono appena 16.
Inoltre, l’assessore Iacono non ha ancora provveduto al taglio degli alberi spontanei dall’ingresso laterale della palestra della scuola di Ibla, segnalati numerose volte da oltre un anno.
“Questa è la situazione – conclude Comibleo – di cui occorre tenere conto. Così nel corso dei decenni è stato ridotto il Giardino ibleo, vera e propria memoria storica dell’antica città di Ibla.
Comibleo, con riferimento ai fondi previsti per il restauro del Giardino ibleo, aggiunge che è necessario che questi progetti possano avvalersi del riconoscimento di “parco storico”, come tra l’altro affermato dal sindaco Cassì in una recente intervista televisiva, senza di cui, a quanto sembra, non sarà possibile attingere alle risorse previste”.
Alla fine della dotta disquisizione non si può che auspicare la presenza di queste qualificate competenze nel civico consesso, al fine di completare, per intanto, la ricostituzione dell’originaria conformazione della villa, con lo stesso numero e tipologie di specie arboree, opera che, di certo, questa amministrazione non porterà a termine, per poi dedicare le competenze indiscusse al servizio della città tutta.
Per intanto, l’assessore Iacono replica alla nota, ma il suo scritto non diverte perché fa parte della nouvelle vague della politica, quella del bon ton e non quella del vaffanculo, quella del rispetto politico invece delle espressioni nude e crude, alla Ciccio Aiello e alla De Luca, salernitano o messinese che sia.
Questa la nota dell’assessore Iacono:
“Sono rimasto letteralmente esterrefatto dopo aver letto il comunicato stampa del Comibleo riguardante il Giardino Ibleo”.
Ad affermarlo è l’assessore al verde pubblico Giovanni Iacono che aggiunge:
“La nota inviata alla stampa dal Comibleo è la manifestazione, eccessivamente indispettita, del suo rappresentante Paolo Ucchino che non ha gradito che ci sia stato un incontro nei giorni scorsi del sottoscritto con il rappresentante del Comitato Vivibla ai quali è stato illustrato l’intervento di restauro del Giardino Ibleo per una spesa complessiva di due milioni di euro.
Mi dispiace molto di questa reazione e sono, ovviamente, disponibile, ad incontrare chiunque persegua l’interesse generale di miglioramento del patrimonio della nostra città .
Voglio ricordare che l’intervento di riqualificazione e di restauro del Giardino Ibleo era già stato annunciato nel corso di una conferenza stampa dell’8 marzo scorso presieduta dal sindaco Peppe Cassì.
Nella stessa conferenza stampa l’Amministrazione comunale aveva presentato alcuni dei progetti per i quali ha chiesto finanziamenti partecipando ai bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Nella stessa conferenza stampa, sempre il sindaco Cassì, ha spiegato che l’Amministrazione comunale, con l’Assessorato al verde pubblico, si è adoperata per ottenere il riconoscimento di giardino storico proprio per il Giardino Ibleo, cosa che nessuno fino ad oggi aveva mai pensato di fare.
Questa Amministrazione comunale sta facendo una forte attività per attuare un importante intervento complessivo all’interno del nostro “giardino storico” di Ragusa Ibla e con interventi che non riguardano solo il PNRR; ha effettuato con gli Agronomi una mappatura analitica dell’intero patrimonio vegetale ed arboreo e le sperimentazioni sulle aiuole sono state operate in collaborazione con gli Agronomi stessi.
Nella nota di ripicca del Comitato si fa una cronistoria, di parte, peraltro, che parte dal 1961 con ‘l’asportazione degli asparagi da siepe’ e poi gli ‘anni ’70, gli anni ’90 fino al “bosso estirpato durante i restauri del 2016’ .
Una ricostruzione sui discutibili, a parere del Comitato, interventi portati avanti per decenni dalle precedenti amministrazioni che hanno comportato la riduzione delle essenze arboree presenti all’interno del Giardino Ibleo.
Quello che conta oggi, per la città, è comunque che l’Amministrazione comunale ha proposto un progetto per il restauro complessivo del Giardino, oggi, e solo oggi, dichiarato “storico”, di Ragusa Ibla, per il quale intende sfruttare le possibilità offerte dai bandi del PNRR ottenendo il finanziamento di due milioni di euro per avviare un intervento che fino ad oggi nessuno aveva mai programmato “
