Giornate FAI di Primavera: Ragusa la grande assente

Un appuntamento di grande risonanza, che attira, ogni anno di più un folto pubblico interessato a riscoprire tesori del patrimonio artistico-architettonico e monumentale del paese.
Tesori spesso nascosti, poco conosciuti anche alla gente stessa dei luoghi, una manifestazione sempre ben organizzata che ha visto crescere consenso, seguito di pubblico e risonanza mediatica.
Trenta edizioni, 14.000 siti aperti al pubblico, 11 milioni di visitatori, anche per il 2022 le Giornate FAI di primavera costituiscono un evento atteso e ricercato.
In Sicilia, 56 luoghi da visitare, scorrendo l’elenco sul sito del FAI si gusta già l’atmosfera che si potrà respirare nei giorni 26 e 27 marzo prossimi.
Ad Agrigento, il Circolo Empedocleo, il Giardino Botanico, il Giardino della Kolymbethra, il Tempio di Vulcano, a Favara, la Biblioteca, Il volto di Sofia e Palazzo Miccichè.
A Caltanissetta i Giardini e la Masseria Santa Barbara, a Gela passeggiata fra gli alberi, l’Orto, la città.
A Enna il quartiere di San Michele e le sue Chiese, a Regalbuto l’Organo del Duomo e la Cripta di San Rocco, la Chiesa dell’Itria di Piazza Armerina, a Messina il Castello di Milazzo, a Siracusa l’Artemision, la scala greca e la Torre di Targetta, ad Augusta la Chiesa e il Convento di San Francesco di Paola.
A Trapani, il Castello della Colombaia, i giardini del Kaggera ad Alcamo, a Castelvetrano il percorso del Feudo Delia, a Marsala l’area archeologica di Lilibeo, il Giardino Pantesco Donnafugata, a Pantelleria.
A Palermo si potranno visitare il Circolo Unione, il Grand’hotel delle Palme, l’Oratorio san Filippo Neri, l’Oratorio Santa Caterina di Alessandria, il villino Ida Basile, la Chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella, a Caccamo il Castello, a Carini il bosco di Santa Venera, a Corleone il canyon delle due rocche. A Isnello il percorso geologico urbano e le trame e i sentieri del paese.
A Catania l’esplosione degli eventi, con visite di altro livello culturale, il percorso verghiano, con visite alla Casa di Verga, alla Chiesa e al Monastero di Santa Chiara, alla Fondazione Verga, al Monastero dei Benedettini, alle Ciminiere, visite ad Acireale alla Biblioteca Zelantea, al Palazzo Vescovile, al Parco delle Terme di Santa Venera, ad AciCastello alla Casa del Nespolo, al Castello, al Cantiere Navale Rodolico, alla Provvidenza di Villa Fortuna, alla Mostra Verghiana, un percorso verghiano a Bronte, a Caltagirone visite alla Galleria Sturzo, alla Chiesa e al Convento di San Bonaventura, al Museo Regionale della Ceramica.
Resta Ragusa e il suo territorio, dove poter trovare archeologia, barocco inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, musei, chiese, palazzi, monumenti e Castelli che, più o meno meritano questo nome, un enorme bacino naturalistico ambientale, la grande tradizione rurale, di allevamenti e di produzioni.
Evidentemente, i responsabili del FAI a Ragusa e in provincia non riescono a fare di meglio che organizzare solo una visita, nelle Giornate FAI di primavera 2022, ad una dimora privata del centro storico superiore, il Palazzo Antoci, di recente venuto fuori nelle cronache della città per alcuni eventi organizzati al suo interno.
Non è dato sapere quali tesori e quali opere d’arte siano contenuti all’interno del Palazzo, né la sua storia né quella della famiglia. Sui libri di storia locale, da sempre, sono assenti il Palazzo e la famiglia.
In ogni caso, senza nulla togliere al Palazzo Antoci, è comunque quasi inesistente l’offerta della città per l’evento FAI, una occasione che è anche turismo oltre che cultura.
Occorrerebbe far luce sulle cause che hanno determinato la marginale presenza della nostra città, se addebitabili agli organizzatori delle Giornate FAI o quali sono i motivi che non hanno potuto determinare un coinvolgimento del Comune, e anche della Curia, in ogni caso, salvo comprovate motivazioni, grave l’assenza delle istituzioni e il silenzio dei cosiddetti uomini di cultura che abbondano in città.

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