Come è cambiata la politica

Certo, per scrive, passano gli anni, sono lontani i tempi delle passeggiate a Ragusa di politici del calibro di Andreotti o di altri notabili della Democrazia Cristiana, un tempo arrivavano a Ragusa i grossi calibri del Partito Comunista e del Partito Socialista, erano visite di cortesia, normali tour elettorali, ognuno per le sue simpatie e le sue ideologie si sentiva partecipe della politica.
E grande ruolo rivestivano, in queste occasioni, i referenti politici locali, i parlamentari, i segretari di partito, che, accogliendo i vertici, facevano sentire la vicinanza dei vertici alla base.
Nel tempo i cortei, i raduni oceanici a Villa Dipasquale o alla sala 318 sono andati scomparendo, ancora più lontani i tempi quando il percorso attraversato dagli ospiti era coperto da piccole locandine di benvenuto affisse sui muri.
Gli ultimi grandi incontri per Cuffaro, Presidente della Regione, quelli di Forza Italia a Modica, gli incontri del PD che ancora resistono per importanza degli ospiti e per numero di convenuti.
Per tutto il resto, la politica è cambiata, oggi i politici preferiscono i salotti televisivi per fare campagna elettorale, sono privilegiati i social, la lettera a casa, i 6×3, la pubblicità esterna, i mezzi che, oggi, sono ritenuti infallibili.
Certo, è difficile contestare che in tutto questo c’è qualcosa di negativo. L’esempio è dato da due appuntamenti politici del fine settimana, a Ragusa e in provincia, passati, quasi, sotto silenzio.
Può essere che gli stessi ospiti hanno voluto mantenere un profilo basso per la visita, più probabile l’inconsistenza dei referenti locali, comune ai due appuntamenti una quasi certa carenza di partecipazione di iscritti, che forse nemmeno ci sono, e di simpatizzanti.
Chi vive nel mondo della comunicazione, sa che ad una foto con un bagno di folla, o, quanto meno con una sala piena di almeno un centinaio di persone, nessuno rinuncia, nella più sperduta ipotesi si pubblica sui social.
Invece, silenzio mediatico, solo il quotidiano locale cartaceo riferisce degli appuntamenti dei quali a stento si aveva conoscenza.
Se per l’UDC la consistenza attuale del partito, in tutto il territorio, non poteva certo garantire grande partecipazione, c’era sempre un assessore regionale, fra l’altro originaria del territorio, e un responsabile regionale.
Dai quali, oltre alle solite dichiarazioni di rito, poco si è potuto apprendere sugli sviluppi della politica regionale e locale.
Unico cenno di rilievo la presenza di qualche cariatide politica evidentemente in cerca di qualche incarico futuro, per il resto il nulla.
Più eclatante il silenzio sulla venuta a Ragusa del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, solo post su facebook per l’incontro serale in un ristorante di Donnalucata, l’apertura di una sede di Forza Italia a Modica, con la contestuale indicazione dall’alto di un coordinatore cittadino, sconosciuto ai più come politico di Forza Italia.
Per il leader regionale di Forza Italia, pupillo di Berlusconi, protagonista da sempre, maggiormente nell’attuale momento, della politica siciliana, un po’ troppo poco.
Non è una critica, tantomeno per l’ospite, anzi, ma i simpatizzanti avrebbero gradito qualche novità, per esempio un nome qualificato come responsabile cittadino a Ragusa, qualche parole sull’attuale situazione politica regionale, qualche cenno alla situazione politica in provincia, in vista delle prossime comunali, un cenno sulla situazione politica nel capoluogo che, ormai, per Forza Italia, e per il suo coordinatore provinciale, sembra inesistente sulla carta geografica, o, forse, è inesistente Forza Italia per i ragusani.
Miccicchè è sempre il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, è sempre un protagonista della politica, è, comunque, il pezzo più grosso di Forza Italia in Sicilia, lecito attendersi qualcosa di più, anche solo in termini di presenza mediatica.
Comprendibile che in loco non ci siano personaggi e professionalità adeguate ma per chi è stato il padre della comunicazione politica nell’isola ci sarà qualche collaboratore al seguito che, come intelligentemente è stato fatto in passato, per lo stesso Miccichè e nella stessa cittadina, avrebbe potuto, almeno, preventivamente, derubricare gli appuntamenti a visita privata.

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