Una famiglia di imprenditori di alto livello mel panorama dell’economia iblea le cui fortune nascono dalle capacità e dalle intuizioni di un grande ragusano del passato, uno di quelli che con il lavoro ha creato le basi, nel dopoguerra, di quel modello Ragusa che, per molti anni, ha costituito un riferimento preciso in tutta l’isola.
E l’amministrazione comunale di Ragusa, con apposito provvedimento di Giunta, ha accolto la richiesta dei figli di Carmelo Digrandi, Salvatore e Giuseppe, di onorare la memoria del proprio padre autorizzando l’apposizione di una targa nella piazzetta della città limitrofa alla residenza del nostro illustre concittadino.
Certo ci saranno stati motivi per limitarsi alla apposizione di una targa e non dedicare l’intestazione dello slargo di via Palermo, quello che guarda alla curva che cinge la Villa Margherita, nelle immediate vicinanze, peraltro, di quella che fu la residenza dell’illuminato imprenditore.
Di certo, Carmelo Digrandi avrebbe meritato ancora di più, e molto prima, dalla sua città, per la sua storia imprenditoriale che, presto, conosceremo meglio attraverso una pubblicazione curata dai discendenti, “La famiglia”, un volume per ricordare e celebrare i fasti di momenti imprenditoriali indimenticabili per Ragusa.
A Carmelo Di Grandi si deve la creazione, nel 1937, del ‘Caffè Italia’ di piazza San Giovanni, nelle logge sottostanti il sagrato della Cattedrale, al tempo uno dei più grandi locali pubblici della Sicilia, che era anche sala da ballo. Una felice intuizione per una iniziativa che ancora resiste, attraverso altre proprietà, dopo 85 anni.
Nell’ immediato dopoguerra, 1946, Carmelo Digrandi, assieme ai nipoti, figli di Rosario Tumino e Maria Digrandi, fonda a Marina di Ragusa, sul lungomare Andrea Doria, un’industria di lavorazione e conservazione del pesce denominata “La Mediterranea”, anche questo punto di riferimento anche fuori dai confini siciliani, ancora attiva fino a pochi decenni orsono nel cuore di Marina di Ragusa, fra il ristorante Imperial, ex Hotel Belsoggiorno, e il Miramare.
La consacrazione dei Digrandi come imprenditori o, meglio ancora come industriali, arriva prima con la creazione di un’azienda per la distribuzione all’ingrosso in tutta la provincia di Ragusa di prodotti alimentari denominata SIAD.
L’espansione dell’azienda e la dotazione di un grande capannone industriale che fungeva da deposito per le sempre crescenti esigenze, portò all’avvio di una attività industriale per la produzione di biscotti, lievitati e panettoni, questi ultimi assai apprezzati, al livello dei migliori prodotti del settore.
Attività tutte che hanno avuto, sempre, notevoli riflessi sui livelli occupazionali in città.
La breve cerimonia di scoperta della targa è stata molto partecipata e sentita, sono intervenuti, oltre al Sindaco Cassì e al Presidente del Consiglio Ilardo, anche il viceprefetto vicario, la dott.ssa Cettina Pennisi, ufficiali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, a sancire l’importanza del riconoscimento, oltre alla presenza significativa di alcuni lavoratori dell’azienda che hanno voluto esprimere, ancora dopo tanti anni, i sensi della più viva gratitudine nei confronti della famiglia Digrandi.
A ringraziare per le attestazioni di stima sono stati i figli di Carmelo Digrandi, Salvatore e Giuseppe, i veri artefici del boom industriale delle attività.
All’unisono hanno rievocato i momenti salienti dell’attività paterna e ne hanno esaltato, con legittimo orgoglio, le grandi qualità ancora oggi riconosciute, soprattutto dai dipendenti.
È stato uno dei discendenti di ultima generazione, Sergio Digrandi, figlio di Salvatore, a lasciare il messaggio più pregante, esprimendo, da nipote, l’apprezzamento peri severi principi imprenditoriali del nonno, anche questi insegnamenti di vita, molto importanti, ma, soprattutto, per la grande affettuosa vicinanza sempre destinata ai nipoti che si sono sentiti sempre tutelati e seguiti nella loro vita di ogni giorno, dal punto di vista affettivo e formativo.
