Il Presidente della Regione Musumeci parla di attesa della Ragusa Catania da trent’anni, non ricorda che già nel 1973, quando era completata la 514 da contrada Castiglione a Ragusa fino a Vizzini, si auspicava il completamento dell’arteria. Il prossimo anno, non molto lontano saranno 50 anni di attesa, di chiacchere e di false promesse, come l’ultima che ci propinò lo stesso Musumeci, a Ragusa, nel novembre dello scorso anno, quando disse che entro la prima decade o quindicina del mese di dicembre avremmo avuto il progetto definitivo.
Degno compagno del suo amico, forse antagonista per la prossima competizione per Palazzo d’Orleans, Cancelleri che aveva comunque assicurato che entro la fine del 2021 l’opera sarebbe andata in gara.
Ad oggi, fine marzo 2022, Musumeci ci dice che ha chiesto all’ANAS di essere stazione appaltante, dobbiamo intuire dalla pubblicazione del bando di gara che la risposta è stata positiva
Se tutto va bene, si preoccupa di specifica il Presidente della Regione Siciliana, nonché commissario straordinario dell’opera che sarà costruita con fondi dello Stato e della Regione, in estate dovremmo conoscere i nomi delle imprese che lavoreranno ai quattro lotti, per poter vedere i cantieri aperti entro la fine dell’anno in corso.
Del bando non si sa nulla, né Musumeci ci dice se è possibile consultarlo, conclude il suo post con: È la Sicilia che cambia!
E qui comincia la seconda parte della serie cinquantennale, facendo intravedere, oltre a qualche barlume di avanzamento dell’iter per la realizzazione dell’opera, che sarà sempre meglio toccare con mano piuttosto che annunciare, l’inizio delle rivendicazioni dei meriti per la Ragusa-Catania.
Non è difficile intravedere nella comunicazione del presidente Musumeci la rivendicazione del merito di questo, al momento supposto, avvio dei cantieri entro la fine dell’anno.
Nessun cenno all’impegno costante di altre parti politiche per l’avanzamento e lo sblocco dell’iter, che pure qualche merito avranno accumulato negli anni.
Come accade per tanti amministratori, anche a livello locale, si trovano sul tavolo opere che sono giunte solo al termine dell’iter progettuale, una torta uscita dal forno dove devi mettere solo lo zucchero a velo per iniziare a gustarla, e si fa capire come l’impasto lo avessero curato loro stessi.
Anche se Musumeci fosse confermato nella carica di Presidente della Regione, anche fra altri 5 anni, è azzardato pensare che possa dare il primo morso alla torta, che possa essere il primo a percorrerla sull’auto blu della presidenza. Significherebbe che entro il 2028 l’opera sarebbe completa.
A farsi interprete dello sdegno per la mancata riconoscenza nei confronti di quanti, negli anni, hanno lavorato per la Ragusa-Catania è l’onorevole Nello Dipasquale che, nonostante tutto quello che possono dire gli avversari politici, è, di certo, uno dei padri della Ragusa-Catania, che ne ha seguito con particolare dedizione la difficilissima gestazione.
Questa la sua prima reazione all’annuncio di Musumeci:
“Ma che sfacciataggine!
Invece di riconoscere i meriti a chi ha fatto di tutto per fare arrivare l’opera fino al CIPE, compreso il suo predecessore, cerca di accaparrarli per sé, senza aver mosso un dito, sol per che è stato nominato dal Governo nazionale Commissario per appaltare l’opera.
Dimenticare o negare l’azione propulsiva del Partito Democratico in questa vicenda è vergognoso.
Ormai non gli credono più neanche i suoi stessi alleati, fa quasi tenerezza… Confuso e abbandonato.”
