di Cesare Pluchino
La giornata di lunedì 24 novembre interamente dominata all’opportunità fornita dalla Cassa Depositi e Prestiti
La Cassa Depositi e Prestiti ha rilasciato, nei giorni scorsi, una circolare per gli enti locali nella quale si davano disposizioni per aderire ad un’offerta di rinegoziazione dei mutui in essere, per i Comuni che hanno necessità di avere disponibilità di cassa.
Il tutto da espletare in tempi brevissimi, entro il 26 novembre 2014. L’amministrazione comunale di Ragusa ha inteso cogliere al volo l’opportunità che permette di rinegoziare diversi mutui, nelle scelte della Giunta tutti superiori alla cifra di 300.000 euro.
L’intendimento dell’amministrazione è quello di ottenere un risparmio nelle annualità che potrà consentire di destinare le somme ad investimenti, in particolare è intendimento quello di estinguere una pluralità di mutui per cifre inferiori ai 100.000 euro, il cui tasso d’interesse è giudicato abbastanza elevato.
Per definire l’atto in tempi brevi c’è stata una giornata di sofferenza, di nervosismo, con la maggioranza impegnata, o quasi, ad assolvere il compitino assegnato dall’assessore Martorana e la solita opposizione dedicata ad attenti rilievi sull’atto, già in commissione.
In effetti, non c’era molto da contestare, trattandosi, sostanzialmente, di una diversa visione strategica.
La maggioranza ha voluto approfittare dell’opportunità per avere disponibilità di cassa e, come detto, con l’intenzione di azzerare molti piccoli mutui ritenuti costosi.
Dirimente è stato al riguardo l’intervento qualificato di Massimo Agosta che, da esperto funzionario di banca e nella qualità di Presidente della Commissione Risorse, ha minimizzarti i rilievi delle opposizioni, esaltando la scelta oculata dell’amministrazione per una procedura assai diffusa per rinegoziare, con innegabili vantaggi, un mutuo.
Ma i consiglieri Maurizio Tumino e Giuseppe Lo Destro non hanno mancato di eccepire qualcosa, soffermandosi sulla necessità di vincolare il risparmio per investimenti, cosa che non era espressamente citata in delibera.
Anche Sonia Migliore ha sollevato non pochi dubbi sulla destinazione dei fondi risparmiati e sull’opportunità di pagare ulteriori interessi per l’estensione del periodo di pagamento.
Le opposizioni si sono soffermate anche sugli interventi dei revisori che non sono stati giudicati decisi nell’imporre la destinazione delle somme risparmiate, considerando anche precedenti episodi in cui l’amministrazione avrebbe tenuto in scarsa considerazione le raccomandazioni del collegio dei revisori.
In generale, hanno eccepito fretta eccessiva dell’amministrazione nell’esitare l’atto che, in commissione, non ha ricevuto parere favorevole.
In serata, in Consiglio Comunale, si temuto il peggio, con la mancanza del numero legale alla prima chiamata che ha messo in evidenza lo scollamento fra amministrazione e gruppo consiliare che, anche dopo l’ora canonica di rinvio, solo agli ultimissimi secondi ha prodotto il numero sufficiente per iniziare la seduta.
Tempestiva, alla prima chiamata, la mossa delle opposizioni che hanno abbandonato l’aula per mettere in evidenza la superficialità di una maggioranza che non riesce a supportare, come si deve, l’amministrazione.
Il dibattito ha visto riprodurre, a larghe linee, quello della mattinata, in commissione, sempre Tumino, Lo Destro e la Migliore a tenere banco, ma con sempre maggiore scarsa convinzione, per la solita ‘crociata’ dall’esito scontato, in un’atmosfera stanca, in cui le figure dell’opposizione scomparivano, evanescenti, ad una ad una.
L’ennesima scena di un’amministrazione che adotta le scelte ritenute, a torto o a ragione, più giuste, forte di una maggioranza apparentemente sicura, che vuole governare secondo linee d’intervento proprie, fronteggiata, con i risultati che possono scaturire dai numeri di maggioranza e di minoranza, da un’opposizione costretta a mostrare, ogni giorno di più, i limiti naturali, sempre più affidata agli elementi più qualificati che riescono a vivisezionare ogni argomento, sfruttando elementi d’irregolarità o illegittimità come forma di contrasto, ma non in condizioni di destabilizzare concretamente, almeno fino ad ora, il fortino del governo.
Sintomatica della situazione e delle modalità che si vivono al Comune, la diffusione di un comunicato stampa sul provvedimento, diffuso ancora prima dell’inizio della seduta del civico consesso, che riportiamo integralmente:
“Progressiva estinzione dei mutui d’importo inferiore ai 300.000 euro e sblocco dei pagamenti per i lavori pubblici già ultimati. E’ questo il duplice obiettivo della rinegoziazione, elaborata dal Comune di Ragusa ed approvata dalla Giunta Municipale con provvedimento n. 470 del 17 novembre scorso, relativa ai mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti per il periodo compreso tra il 2001 e il 2008.
«Per il Comune di Ragusa – dichiara l’Assessore alle Risorse Economiche e Patrimoniali, Stefano Martorana – si tratta di una diminuzione delle rate da pagare per oltre 275.000 euro complessivi su base annuale. Attraverso tale strumento, di conseguenza, sarà possibile ridurre i tempi di pagamento in favore delle ditte che hanno già realizzato una serie di lavori per il Comune, le quali, a causa dei vincoli fissati dal Patto di Stabilità, attendono ancora il saldo delle spettanze dovute.
A questo si aggiungono analoghi e concreti benefici riguardanti le nuove possibilità d’investimento per opere pubbliche o per l’estinzione anticipata dei mutui esistenti da parte del Comune.
Il provvedimento, elaborato dalla giunta comunale ed all’esame del Consiglio Comunale nella seduta odierna, riguarderà esclusivamente i mutui superiori a 300.000 euro, ossia i più gravosi, dal punto di vista economico, per le casse dell’Ente. Il Comune è costretto a fare i conti con un debito residuo per mutui accesi tra il 2001 e il 2009 di oltre 30 milioni di euro complessivi. Questo costringe le casse comunali a far fronte ad uno sforzo economico di quasi 4 milioni di euro l’anno per il pagamento delle rate, tra interessi e quota capitale, fin troppo oneroso anche per un Comune come il nostro, che ha già avviato un profondo risanamento economico e finanziario.
Il provvedimento in questione, quindi, s’inserisce pienamente nel già avviato percorso di riduzione progressiva dell’esposizione finanziaria dell’Ente, tesa ad assicurare risorse aggiuntive per il bilancio comunale che al momento assorbite interamente dal pagamento di rate e interessi, e potrebbero essere piuttosto destinate, ad esempio, ai servizi ed alle manutenzioni”.
