In occasione del 77° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo il PD di Comiso presenta una mozione in Consiglio Comunale per intitolare una via e incidere il nome del Partigiano Comisano Angelo Adamo fucilato dai nazisti il 9 aprile 1945. Per non dimenticare gli eroi partigiani della nostra città.
In occasione della celebrazione del 25 aprile, 77° anniversario della liberazione dal Nazifascismo, i consiglieri del Partito Democratico Gigi Bellassai, Fabio Fianchino e Filippo Spataro hanno presentato una mozione consiliare per intitolare una via cittadina e procedere con l’incisione del nome in un blocco di pietra del Monumento alla Resistenza in memoria del concittadino Tenente Angelo Adamo appartenente alla formazione partigiana Garibaldi del nord Italia, che fu condannato a morte, appena trentenne, dal Tribunale speciale tedesco del Litorale adriatico il 14 marzo 1945 assieme ad altri 36 partigiani detenuti nelle carceri di Udine e alle cinque del mattino del 9 aprile 1945, unitamente ad altri 28 giovani partigiani, venne condotto nel cortile della prigione di Via Spalato e fucilato da un plotone composto da militi delle SS, comandato da due ufficiali della polizia segreta tedesca (SD-SIPO, acronimo di Sicherheit Dienst-Sicherheits Polizei).
I condannati furono uccisi con raffiche di mitraglia e chi era rimasto ancor in vita, finito a colpi di pistola. Dalle testimonianze è emerso, inoltre, che i giovani partigiani furono privati anche dei conforti religiosi.
È necessario coltivare la memoria degli eroi e martiri partigiani come Angelo Adamo, che si immolò lottando per i valori della libertà della democrazia del nostro Paese, per rafforzare la memoria collettiva anche nella nostra città.
In questo senso è opportuno avviare anche un percorso di formazione e informazione, in raccordo con le scuole, per approfondire la conoscenza e la storia degli eroi della nostra città che si sono battuti per un’Italia libera e antifascista, per rafforzare la nostra identità di comunità nazionale e locale nata dalla Resistenza e perché senza memoria non c’è futuro.
