Finisce a niente la riunione dei capigruppo del Consiglio Comunale che avevano chiesto una convocazione per un confronto con il sindaco sul caso Caravaggio.
Con nonchalance, con l’appoggio del Presidente del Consiglio, Ilardo e con il supporto del dirigente Lumiera, il sindaco ha evitato il confronto, è stato avanzato il fumus di illegittimità perché la conferenza dei capigruppo non avrebbe le competenze per discutere quanto in oggetto, il suo sarebbe solo un istituto per calendarizzare le sedute del civico consesso e per ascoltare le comunicazioni del Presidente.
A parte il fatto che è di tutta evidenza che la conferenza dei capigruppo non decide nulla, si è voluto evitare il confronto, perché nulla avrebbe potuto evitare una serena discussione sui fatti e sugli accadimenti relativi al caso.
Un disperato tentivo, anche con l’aiuto del dirigente, per proseguire nella strategia di diluire i tempi e cercare di far decantare il tutto, anche per le preoccupazioni, queste degli uffici, che la vicenda possa andare a finire in procura.
Come ha sottolineato, stamane, un ex amministratore, basterebbe, forse, una denuncia o una querela da parte di qualcuno degli esperti citati arbitrariamente nella proposta degli organizzatori, allegata agli atti del Comune, per far scattare indagini di reato dagli esiti imprevedibili.
Opposizioni del recente passato, a quest’ora, come si suol dire, avrebbero fatto “ballare i tavolini”.
Ci troviamo davanti alla summa dell’inadeguatezza di un raggruppamento di opposizione di fronte al quale il sindaco può dormire sonni tranquilli.
Basta leggere il comunicato, per comprendere la caratura di soggetti che, d’altra parte, fanno palesare ogni giorno il loro peso. Solo qualcuno ha fatto notare che la richiesta di confronto poteva servire all’amministrazione per togliere castagne dal fuoco.
Nella nota si legge: “Ci hanno detto”…”Ne prendiamo atto, anche se non condividiamo” … “attendiamo che il confronto si sposti nell’aula consiliare”. Una narrazione da libro ‘Cuore’.
All’incontro erano presenti sindaco, l’assessore Barone, il dirigente Lumiera, i capigruppo Chiavola, Firrincieli, Mirabella e Iurato. Significativa, e per certi versi assordante, l’assenza del capogruppo di maggioranza, l’avv. Tumino, guarda caso assente quando ci sono argomenti ‘delicati’ da trattare, come fu nel caso dell’atto relativo alla cooperativa Pagoda. Lo sostituiva la consigliera Raniolo.
Scrivono, addirittura, i consiglieri di opposizione nel loro comunicato: “Il punto si sarebbe potuto trattare come varie ed eventuali ma il sindaco ha voluto proseguire la sua linea. In ogni caso, noi delle opposizioni, in maniera responsabile, abbiamo ritenuto opportuno accogliere la richiesta.”
Si definiscono opposizione responsabile, sono solo all’acqua e sapone.
Parlano addirittura dell’esigenza di chiarimenti riguardo a “documenti che magari non sono consultabili attraverso il sito dell’ente di palazzo dell’Aquila”, dimenticando che è prerogativa di ogni consigliere comunale recarsi presso gli uffici, prendere visione di ogni documento e chiederne copia.
Da commedia all’italiana la conclusione del comunicato dei capigruppo di opposizione: “Tra l’altro, se non saremo convinti di quanto prodotto, anche a posteriori del simposio annunciato dagli organizzatori, ci riserveremo di proseguire con azioni politiche coerenti”.
“In passato le opposizioni avrebbero chiesto immediatamente le dimissioni del sindaco – aggiungono infine Firrincieli, Chiavola, Iurato e Mirabella – mentre noi, in maniera responsabile, avevamo cercato un confronto che si è voluto rinviare”.
Il sindaco e il suo cerchio magico saranno terrorizzati per le possibili ‘azioni politiche coerenti’.
