Lunghi, ampollosi e articolati gli interventi dei consiglieri di opposizioni nella seduta ispettiva dedicata ai chiarimenti da richiedere al sindaco per la questione autenticità del quadro esposto alla mostra della Badia.
Lunghi, ampollosi e articolati, quanto inutili, perché c’era solo da chiedere, alla luce delle dichiarazioni di un critico d’arte: “il quadro è di Caravaggio?”
Alla luce della risposta fornita in aula dal primo cittadino, in anticipo rispetto agli interventi dei consiglieri di opposizione – “Nessuno di noi è in grado di dare giudizi (definitivi NdR)”, c’era solo da esigere una perizia qualificata sul quadro, a qualsiasi costo, tramite il Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri o tramite il Ministero dei Beni Culturali e, in mancanza di autorizzazione dell’organizzatore, o della proprietà dell’opera, c’era e ci sarebbe da fare un esposto alle Forze dell’Ordine per arrivare a capo della situazione e scongiurare una ipotesi di frode che sarebbe frode non agli amministratori o alla città.
Tutto il resto sono chiacchere.
Singolari le posizioni emerse dagli interventi: il consigliere Iurato ha esordito affermando che non gli interessa sapere se il quadro è o meno originale. Incentra, invece la sua attenzione sui requisiti attraverso i quali gli amministratori hanno valutato la proposta, attende, con interesse, gli esiti della campagna diagnostica sull’opera, e le conclusioni, e conclude chiedendo quali saranno le iniziative legittime che si pensa di intraprendere.
Giorgio Mirabella consiglia di chiudere la mostra, non avendo certezze, per evitare di continuare a fa pagare il biglietto per una mostra che non è di un quadro di Caravaggio.
Fa seguire una serie di interrogativi, per i quali vorrebbe risposte, perché l’assessore alla cultura, assente nella seduta della delibera, non ha espresso i suoi pareri, finora? Perché il quadro sarebbe arrivato come un normale pacco? Perché non c’è partecipazione del Ministero o del competente assessorato regionale per la mostra?
Conclude Mirabella: “Poco importa aver congelato il contributo, se la mostra resta ancora aperta, aspettiamo il simposio per appurare chi ha detto bugie. In ogni caso una situazione critica, dell’amministrazione, in molti settori, il sindaco, uomo di sport, in politica ha già perso.”
Interminabile l’intervento del consigliere Firrincieli che tocca anche alcuni aspetti dell’organizzazione forse non di competenza degli amministratori: perché non c’è partecipazione della Regione? su quali assicurazioni ha contato l’amministrazione? Qual è è il rapporto con l’Opera Pia in relazione alla mostra? quali controlli sulla categoria merceologica della ditta proponente? Quali eventi ha organizzato questa ditta? C’è una adeguata assicurazione? Chi è il proprietario del quadro? Quali adempimenti per le necessarie certificazioni di sicurezza?
Tutta una serie di domande, alcune delle quali hanno trovato risposta nell’intervento dell’assessore Barone, altre forse non afferenti al Comune ma solo all’organizzatore per il suo evento, al termine delle quali, senza adeguate risposte, chiede le dimissioni del sindaco non prima del ritiro della delega agli assessori Barone e Arezzo
Mario Chiavola, capogruppo PD, passa prima in rassegna una lunga serie di criticità in città, tutte irrisolte, per poi esigere chiarezza alla luce delle dichiarazioni di Sgarbi che non è certo l’ultimo arrivato “Aver congelato il contributo non risolve la questione, conclude Chiavola.
Per la cronaca, pubblichiamo, appresso una nota inviata dal capogruppo 5 Stelle, Firrincieli, a sintesi del suo intervento in aula:
Avevamo chiesto al sindaco, durante la conferenza dei capigruppo nel corso della quale avevamo sollecitato una sua partecipazione, di fornirci alcuni documenti che, al di là delle delibere e delle determine pubblicate, noi non conosciamo.
Questo non è stato possibile in quella sede perché ci è stato chiarito che non era il luogo opportuno.
Bene, in aula, dove il primo cittadino ci ha comunicato che congelerà il contributo del Comune sino a quando non sarà accertata la veridicità del quadro, abbiamo cercato di introdurre una serie di elementi che possono essere utili al dibattito per comprendere se questo quadro è vero oppure no, se stanno sbagliando alcuni critici d’arte oppure se sindaco e assessore stanno perseverando nel difendere l’indifendibile mettendo a rischio, circostanza più grave, la reputazione dell’intera città”.
“Intanto – ha spiegato l’esponente dei Cinque Stelle – è stato un po’ dubbio vedere arrivare un Caravaggio con un furgone normalissimo che speriamo vivamente non sia di un privato dato che sappiamo che questo tipo di trasporto viene curato da aziende specializzate in questo campo.
Ci siamo stupiti, poi, del fatto di vedere alla Badia ospitare un Caravaggio senza un servizio di vigilanza opportuno, a parte i classici sensori di movimento e le telecamere a infrarossi. Ci saranno pure le telecamere ma non c’è nessuno che vigila costantemente l’opera e che impedisce di danneggiare la tela.
Altro elemento. Abbiamo chiesto, inoltre, alla Soprintendenza di Ragusa se fosse stata resa partecipe di questa mostra così importante. Ci ha risposto che è arrivato soltanto un invito formale all’inaugurazione e che non si è registrato alcun altro tipo di coinvolgimento.
Eppure, il massimo organismo di tutela delle belle arti sul nostro territorio in casi del genere dovrebbe essere tenuto in adeguata considerazione. Lo stesso dicasi per l’assessorato regionale ai Beni culturali e per la presidenza della Regione.
Un altro elemento di novità che vogliamo portare alla discussione, considerando il fatto che tre esperti che erano stati citati come autenticatori del quadro dagli organizzatori si sono tirati fuori, circostanza che basterebbe per dire come si sia operato con la massima leggerezza, riguarda il fatto che un quadro di questa portata, un Caravaggio, il cui valore è inestimabile, deve presuppore il fatto che l’organizzazione produca al prestatore un Facility report, il documento tecnico che elenca le misure di sicurezza e conservazione dello spazio espositivo o della struttura museale ospitante la mostra e che si realizza sei mesi prima che si tiene la mostra, mentre nel nostro caso è stato affermato dall’assessore che in un mese e mezzo si è riuscito a fare tutto (quindi non si comprende come i tempi possano combaciare).
In più, l’assessore ha anche affermato che questo documento è stato redatto dal nostro dirigente dell’Urbanistica. Questo, per noi, risulta essere ancora di più una anomalia in quanto i nostri uffici non devono redigere documenti per altri soggetti, men che meno agli organizzatori di un evento che, a parte riflessi positivi sull’economia e sul turismo del territorio, non porta introiti.
C’è poi da produrre un Condition report, che tutela il prestatore nella movimentazione e permanenza del quadro in trasferta, quindi un documento che fotografa lo stato di conservazione di un’opera d’arte prima che la stessa sia esposta in mostra per fare in modo che possa conservare le analoghe condizioni al suo ritorno nella sede originaria”.
“Inoltre – ha aggiunto Firrincieli – il Comune, l’amministrazione comunale, hanno assunto certezze sul fatto che questo quadro sia assicurato per il vero valore che avrebbe? Quanto copre l’assicurazione? Sino a che valore lo copre? La polizza prevede dei massimali o delle franchigie?
Nel malaugurato caso che la tela dovesse rovinarsi, o peggio andare distrutta, il responsabile del posto che lo ospita, in questo caso il presidente dell’Opera Pia, sa a quali rischi va incontro dal punto di vista del concorso alle spese eventualmente da risarcire?
A questo punto, ci sarebbe da augurarsi che la tela non sia del Caravaggio perché perlomeno avrebbe un valore di molto inferiore e una eventuale responsabilità nonché risarcimento non ricadrebbe sulle sette generazioni successive a quella del presidente dell’Opera Pia.
Inoltre, per opere di un certo livello, e questa ci è stata presentata come tale, quando si espone all’estero, e così l’Italia può essere considerata rispetto alla provenienza dell’opera che arriva da Malta, è previsto un deposito cauzionale del 10 per cento rispetto al valore della tela. Tutto ciò sempre a tutela del prestatore.
E’ stato fatto? Non è stato fatto? L’amministrazione comunale ha accertato che tutti questi adempimenti siano stati espletati prima di organizzare la mostra? Basterebbe questo a stabilire il valore del quadro e della mostra tutta”.
“Altro appunto – dice ancora Firrincieli – è il seguente: viste le prese di distanza degli esperti citati nel catalogo, cioè Vodret, Falcucci e Papi, in attesa del simposio e che sia appurata la verità sulla tela, il sindaco, lo ribadisco, ci ha spiegato che in autotutela è stato sospeso il contributo di seimila euro alla Happee Place, la società organizzatrice.
Riteniamo che per lo stesso motivo debba essere o chiusa la mostra oppure non fatto pagare il biglietto. Il motivo? Nel caso che la tela sia riconosciuta come non appartenente al Caravaggio, chi risarcirà le già oltre mille persone che hanno pagato il biglietto per qualcosa che non meritava quel prezzo?”.
“Altro aspetto che merita di essere posto sotto attenzione in quanto non ci convince – continua Firrincieli – riguarda la convenzione che il Comune ha stipulato con l’organizzazione per agevolare le presenze favorendo le visite alla mostra anche di chi si reca al castello di Donnafugata.
Non abbiamo ben capito se chi paga il biglietto per entrare al castello devolverà comunque il cinquanta per cento di quanto speso alla mostra sul Caravaggio. Infatti, in un passaggio della delibera, l’ultimo, si parla di biglietto cumulativo mentre nei passaggi prima di biglietto ridotto”.
Firrincieli, inoltre, ha chiesto che al simposio proposto dagli organizzatori per il 3 giugno, per il quale si spera che l’ente di palazzo dell’Aquila non sborsi neanche un euro, siano invitati un curatore di mostre del Caravaggio che abbia esposto a Londra o a New York; un graduato del comando regionale dei carabinieri che si occupano della tutela del patrimonio culturale e un alto funzionario del ministero dei Beni culturali.
“Le riteniamo richieste di certo dettate dal buon senso – ha spiegato – e che puntano, esclusivamente, a fare chiarezza in modo che possa essere tutelata, il più possibile, l’onorabilità della nostra città.
Abbiamo, inoltre, chiesto al sindaco di ritirare le deleghe ai due assessori e di rassegnare le dimissioni se non saranno presenti al simposio le tre personalità richieste o se queste dovessero esprimersi non in linea con quanto affermato da chi ha organizzato la mostra e successivamente dal primo cittadino”.
