Da quale pulpito viene la predica: ci vuole coraggio a fare certe ordinanze

Emanata un’ordinanza sulla disciplina della manutenzione dei suoli agricoli, aree verdi e la combustione di materiali derivanti da sfalci, potature e ripuliture

Il Settore V – Politiche ambientali – Energetiche e del verde pubblico rende noto che con Ordinanza Sindacale numero 597 del 1/06/2022, si dispone la manutenzione dei suoli agricoli ed aree verdi anche all’interno dell’abitato.
La predetta ordinanza prevede che entro il 15 giugno 2022 le persone fisiche e giuridiche che detengono, a qualsiasi titolo terreni pubblici e privati in tutto il territorio comunale, procedano a mantenere in perfetto stato di pulizia suoli, giardini ed arie verdi ovunque ubicati, anche all’interno dell’abitato cittadino, mediante interventi idonei a mantenerli sgombri da vegetazione secca e residui legnosi con l’obbligo, entro la stessa data, di provvedere al decespugliamento ed alla ripulitura e messa a nudo dei soprasuoli, nonché alla rimozione dei residui vegetali, sterpaglie, foglie secche, tronchi, rami e materiale legnosi in genere, prodotti dai lavori di cui trattasi, nel rispetto della vigente normativa sullo smaltimento dei rifiuti”.
Nell’ordinanza (allegata) sono indicate nel dettaglio gli interventi da operare.

Riteniamo che sia semplicemente offensiva nei confronti dei cittadini questa ordinanza che, chiaramente, viene emanata solo per mettersi al sicuro, in caso di incendi di sterpaglie.
La cura dei terreni privati nel centro abitato non è stata mai controllata, i terreni dovrebbero essere recintati, basta vedere i terreni adiacenti al viale Colajanni, per rendersi conto di come i proprietari dei terreni ridono solo di queste ordinanze.
Per non parlare della vegetazione secca e dei residui legnosi che si ritrovano, alla vista di tutti, nelle aree esterne di qualche impianto sportivo, vedi il maneggio di contrada Selvaggio, più volte segnalato.
Che un Comune emani ordinanze di questo tipo, quando ci sono aree centrali e frequentate del tutto abbandonate e dimenticate, fornisce l’immagine di una città amministrata male, che avrà Caravaggio ed Ecomuseo, programmi culturali e gestione sana e virtuosa, ma ha anche tanto da fare per trasformare il paese da paese in città, e questo significa il cambiamento tanto atteso.
Basta solo osservare le foto che si riferiscono a due aree centrali della città. I parcheggi esterni del PalaMinardi, del tutto abbandonati, con ogni genere di sterpaglie e il marciapiede a monte di viale Colaianni.
Mentre il marciapiede che costeggia la ferrovia è oggetto dei lavori di allargamento, lavori interminabili che vanno avanti, a rilento, da mesi, ma questo, a Ragusa, per le opere pubbliche è ormai ordinaria amministrazione, l’altro marciapiede, che costeggia, fra l’altro, appunto un’area privata del tutto lasciata in abbandono, senza pulizia, senza decespugliamento e senza recinzione, è invaso da erbe alla base degli alberi che ostruiscono, del tutto il passaggio dei pedoni. Per il passaggio di carrozzelle per bambini e per disabili manco a parlarne.
Motivo per cui, leggendo una ordinanza come quella citata, si può solo sorridere.

Interventi di manutenzione

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