Ilardo cavalca la tigre della Pediatria senza medici

Propaganda pura quella del Presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, che torna a cavalcare la tigre della Pediatria al Giovanni Paolo II. Lo aveva già fatto una prima volta accompagnando le mamme di un comitato apposito per un incontro con l’ormai ex manager Aliquò.
Un interessamento ignorato totalmente da Aliquò, al quale è seguito il silenzio sulla questione.
Un intervento, quello odierno, che appare singolare per più di un elemento: intanto il Presidente coglie al volo l’occasione per ‘infilarsi’ di nuovo nella problematica, singolare, poi, che le nuove sollecitazioni, dopo tanto tempo di silenzio, arrivino quando Aliquò ha fatto le valige.
Ancora più singolare che il Presidente, di solito restio alle richieste di sedute aperte del civico consesso, ostenti, ora, la possibilità del Consiglio Comunale aperto per una questione che, in un certo senso, esula anche dalle competenze della civica assise.
La mossa, conoscendo anche la stretta, se non esagerata e poco opportuna per un Presidente del Consiglio, vicinanza di Ilardo a Cassì e alla sua amministrazione, ha tutto il sapore di una strategia elettorale, il tentativo di accaparrarsi la medaglietta da ostentare fra pochi mesi per presentarsi agli elettori come risolutori delle questioni emergenti.
Interessamento per la pediatria, ma, in passato, poche volte da Palazzo dell’Aquila c’è stato impegno per le questioni sanitarie locali: pronto soccorso in evidente carenza di personale, postazione del 118 a Ibla, arrivata dopo anni di sollecitazioni, nessuna sollecitazione per le destinazioni d’uso del Civile e del Maria Paternò Arezzo, il disinteresse più totale per il finanziato potenziamento della terapia intensiva al Giovanni Paolo II, l’assoluto silenzio per il rispetto della sentenza del TAR che impone l’apertura della neurologia e della stroke unit a Ragusa.
Singolare che si è tenuta la voce bassa con il Direttore Generale, fino alla sua partenza, per poi uscire direttamente con la seduta aperta del Consiglio Comunale.
E non è che l’ormai ex manager dell’ASP fosse il tipo da incutere particolare rispetto per non potergli sollecitare il minimo dovuto; non si trattava, del resto, di proporgli l’apertura di neurochirurgia o di un centro di chirurgia plastica.
Aliquò non ha brillato di molti lampi di luce, più uomo da salotto che direttore generale interventista da ricordare negli anni a venire, peraltro, come tutti gli altri Direttori del sistema sanitario regionale, nominati dall’assessore previa consultazione e confronto con le parti politiche, quindi non personaggi del tutto indipendenti e autonomi.
Se poi, a personaggi di questa categoria manca anche il minimo di autorevolezza per far capire la gravità di certi problemi, si comprende perché importanti argomenti vengono elusi per anni.
A fare da contraltare a questa situazione che tutti conoscono, le minime, se non inesistenti competenze di una amministrazione comunale, di un sindaco, ancor meno di un Presidente del Consiglio comunale, per influire su fatti di sanità e, ancor meno, di organizzazione ospedaliera.
Sullo sfondo, inevitabile comprendere come è difficile trovare pediatri specializzati, specialisti che vanno quasi a scomparire, assieme ad altri colleghi di branche della medicina che non sono ritenute ideali professionalmente.
Invece di fare facile propaganda, conoscendo il sistema, si deve andare al bersaglio grosso, bisogna essere realisti, si deve alzare la voce con il Presidente della Regione e con l’assessore regionale alla sanità per ottenere le attenzioni necessarie, con interventi concreti.
Serve sfruttare anche il periodo elettorale per accelerare gli interventi, serve sollecitare i deputati regionali di maggioranza per ottenere, anche da loro, posizioni nette sugli argomenti sul tappeto.
Occorre non farsi vedere con l’assise aperta ma serve catechizzare la gente per far capire quali forze politiche, quali esponenti di governo, quali deputati che appoggiano il governo hanno attenzioni per la nostra città e per il nostro territorio.
Non ultimo sollecitare scelte adeguate per la scelta del Commissario che deve guidare l’Azienda Sanitaria fino al dopo elezioni, quando il nuovo governo regionale provvederà a nominare i nuovi Direttori.

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