Anche Gianni Iurato si fa vedere nella questione Pediatria e lancia la proposta di un preventivo confronto con l’ASP

L’ASP di Ragusa è diventata, ormai, un caso per le sue tante stranezze.
Intanto, partito il Direttore Generale per altri lidi, alla scadenza del suo mandato, si è verificata una situazione assai strana, almeno sotto il profilo dell’opportunità.
Il Direttore Sanitario, Elia, nella sua qualità di direttore generale facente funzioni, ha adottato una delibera di conferma delle figure di Direttore Sanitario e di Direttore Amministrativo: tutto regolare e legittimo, ma, di fatto, il Direttore Sanitario si è autonominato Direttore Generale, gli tocca per la maggiore anzianità.
Ora si attende la validazione della Regione, che potrebbe avallare la procedura adottata e confermare successivamente Commissario il dr Elia, oppure nominare un altro Commissario, come avvenuto, del resto, in tutte le altre province, per le Aziende Sanitarie e Ospedaliere.
A tutto questo si aggiunge la alquanto strana partenza del Direttore Generale Aliquò che non ha sentito l’esigenza di tracciare un pubblico bilancio della sua attività a Ragusa, come capo dell’ASP.
Uno scenario che complica la delicata situazione dell’ASP di Ragusa, afflitta da poche ma importanti problematiche.
Fra queste, quella della chiusura del reparto di Pediatria era cosa nota, in effetti non si è mai capito perché, dopo l’emergenza covid e il rimescolamento dei reparti, Pediatria non ha riaperto i battenti, come avvenuto per altri reparti: dove sono andati a finire medici e infermieri?
Oggi, Pediatria diventa tigre da cavalcare per piccoli politici locali in cerca di visibilità, che si versano addosso fiumi di parole, senza andare al cuore della questione.
Cercare tavoli di confronto, sedute aperte del Consiglio comunale, serve solo per mettere la firma nel registro d’onore della questione.
Come è noto, i vertici dell’ASP possono solo riportare a Palermo le richieste del territorio, peraltro le croniche e credibilissime carenze di personale specializzato rendono difficile aprire e mantenere in vita un reparto, inspiegabilmente smantellato.
Questo bisognerebbe chiedere, tanto vale chiederlo direttamente all’assessore regionale e al suo protettore, il Presidente Musumeci, e lo dovrebbe fare, anzi lo avrebbe dovuto fare da tempo, il Sindaco.
Oggi si parla solo di Pediatria, ma, come accenna Gianni Iurato, ci sono tante altre criticità che vanno affrontate: alcune irrisolvibili localmente, carenza di personale specializzato per terapia intensiva e pronto soccorso, ma si attende invano l’apertura della neurologia e della stroke unit a Ragusa, (sentenza del TAR del 2019), c’è la questione dell’elisoccorso notturno e delle liste di attesa.
Aggiungiamo noi il finanziato potenziamento della Terapia Intensiva, di cui nessuno si occupa, la necessità di accelerare i tempi per il completamento del progetto di ampliamento del nosocomio che già risulta insufficiente in molte sue parti. Basti pensare alla farmacia i cui utenti debbono attendere l’ingresso in una angusta stanzetta che è via di fuga, in fila nel vano della scala di emergenza. Oppure gli ambulatori di ortopedia dove non passano i letti e i pazienti debbono essere spostati sulle barelle, con sale di attesa anguste e affollatissime.
Ora, farebbe bene Iurato a non perdere tempo per la passerella dei politici locali fra tavoli di confronto e sedute aperte del Consiglio Comunale, si rivolga agli onorevoli che ci rappresentano a Palermo e a Roma, perché è ampiamente dimostrato che in città non c’è l’intenzione, non lo vuole fare nemmeno Iurato, di alzare la voce e sbattere i pugni sul tavolo, senza dire che, proprio nell’imminenza delle elezioni regionali si potrebbero avanzare forme di civile protesta assai convincenti.

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