Ragusa, l’iniziativa privata surclassa i programmi dell’amministrazione

Il successo della Festa in viale dei Platani dimostra la grandiosità di una idea che travalica gli stretti ambiti di una festa parrocchiale o di quartiere e diventa festa di comunità.
Una partecipazione numericamente di rilievo e massiccia, anche da parte dei commercianti della zona che si sono tutti impegnati per la miglior riuscita dell’evento.
Un plauso e un ringraziamento vanno al parroco della Chiesa del Sacro Cuore, don Marco Diaria e a tutto il suo team di giovani eccezionali che lo hanno coadiuvato nell’organizzazione della manifestazione.
Ma il successo dell’iniziativa, ancorché colta al volo dal poliedrico assessore Barone, in grande spolvero, per ora, fra Caravaggio, Miss Italia, A Tutto Volume, e altri eventi di rilievo in città, il vero protagonista di questa giunta che boccheggia in qualche suo componente, non può non evidenziare i grossi limiti di una amministrazione che vive non solo su iniziative e opere pubbliche ereditate dal passato o finanziate dai grandi interventi pubblici del momento, ma anche in tema di eventi sopravvive per le iniziative del privato, in una sorta di immobile attesa di quello che può arrivare.
Dov’è l’idea, l’inventiva, il colpo d’ala dell’iniziativa di successo che dovrebbe scaturire da una schiera di qualificati e competenti assessori?
L’evento di viale dei Platani ha coinvolto sviluppo economico, perché ha fatto vivere e apprezzare tante attività della via a molti, fino ad ora poco conosciute da ragusani di altri quartieri, spettacolo e intrattenimento, cultura, tutto per merito di iniziative esterne all’amministrazione ancorché da essa intelligentemente supportate, ma non certo adeguatamente alla valenza che ne è venuta fuori.
A Ibla abbiamo avuto in queste ore l’importante evento collegato all’Istituto del Dramma antico di Siracusa, organizzato, come sempre mirabilmente dalle sorelle Diquattro, ma non abbiamo visto la comunicazione di Palazzo nemmeno sfiorare l’evento.
Ci trastulliamo fra eterni annunci di opere pubbliche che vedremo chissà quando, e per una semplice ed economica passerella sugli scogli del lungomare Bisani, al servizio anche di un ipovedente residente nella zona, si è dovuto ricorrere all’intervento economico di un imprenditore del posto che ha messo a disposizione del Comune la somma necessaria per la realizzazione dell’opera.
L’attuale fase amministrative merita, forse, più attente riflessioni, da parte di tutte le forze politiche.
In un quartiere di Ragusa c’è stata una lectio magistralis di come si organizza un evento che attira grande partecipazione, un segnale netto che non c’è una visione sinergica delle esigenze della città.
Di contro, per il ventennale del riconoscimento UNESCO è stata organizzato un modesto incontro, farcito con annullo filatelico e invito ai sedicenti esperti siracusani del sudest, dai quali, anche questa volta, Cassì si è fatto espropriare ogni minima voce in capitolo, con la considerazione finale che in vent’anni si è fatto poco e si doveva costituire una rete: non ci voleva l’incontro per arrivarci, né altri quattro anni dopo i primi sedici.

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