La conclamata inutilità delle residue opposizioni alla amministrazione Cassì insiste su temi consueti, senza, peraltro, ottenere, riscontri in termini di immagine e di risultati. Ma non solo, ha anche perso il conto degli annunci di Cassì e soci che, ormai, vanno a ruota libera, liberi di affermare tutto e il contrario di tutti, sicuri di non trovare contrasti, sia pure solo verbali, minimamente accettabili.
Verrebbe da chiedersi chi scrive i comunicati, summa delle castronerie più assurde, ci devono essere spin doctor di grande livello, leggendo delle coperture in cartone con immagini del barocco per coprire gli ammassi di rifiuti in città, o ‘ascoltando il “grido di dolore che si leva dai residenti di San Giacomo per la crisi idrica’. Momenti di pura poesia che fanno andare in estasi i componenti stessi delle minoranze che dimenticano quello di cui si dovrebbero occupare.
A qualcuno è scappato che, a marzo del 2021, nel contesto del finanziamento, da parte della Regione, nell’ambito della graduatoria definitiva del Po Fesr Sicilia 2014/2020, per la tutela della biodiversità terrestre e marina e la valorizzazione del paesaggio rurale, fu ammesso a finanziamento, assieme ad altri per il territorio ibleo, uno al Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa 680.388,63 euro per “Rinaturalizzazione e ricomposizione di habitat in aree ricadenti nella ZSC ITA 080003 Vallata del fiume Ippari (Pineta di Vi7oria) – R.N.O. Pino d’Aleppo, un altro al Servizio per il Territorio di Ragusa – Regione Siciliana – Dipartimento dello Sviluppo Rurale e territoriale, 874.279,42 euro per Diradamento di specie alloctone arboree ed impianto di specie autoctone attraverso azioni di latifogliamento e rinaturalizzazione dell’area SIC ITA080002 “Alto Corso del Fiume Irminio”, il progetto del Comune di Ragusa, per una somma di euro1.700.000,00 euro per il progetto Accessibilità, riqualificazione e fruizione del “Parco costiero” dei Canalotti> (Progetto pilota per la riqualificazione e la fruizione sostenibile di ambito costiero ad elevata valenza naturalistica.
Un vanto per il sindaco che vedeva confermata la valenza delle capacità progettuali dell’ente, a beneficio di una straordinaria area naturale da salvaguardare.
Un progetto pilota che pone al centro la tutela dell’habitat naturale, la ricomposizione della macchia originaria e il rimboschimento con specie autoctone.
Come ricordava l’assessore ai lavori pubblici, si dovrebbe ripristinare la genuinità dell’area con la rimozione delle specie infestanti, la sostituzione della linea elettrica palificata con una interrata, la demolizione di ruderi e pista carrabile, la riconfigurazione della scivola.
Al tempo stesso si lavorerà al recupero dell’habitat con la piantumazione di specie autoctone nelle aree ormai desertificate, la difesa idrogeologica dei tratti dunali, l’installazione di tabellonistica informativa.
Al centro del progetto la fruizione sostenibile del Parco tramite percorsi pedonali con passerelle sopraelevate, utili a vivere questo luogo straordinario senza calpestare l’habitat ma anzi innescando la crescita della vegetazione, necessaria a proteggere il sito da fenomeni erosivi.
Altro mirabolante progetto quello che avrebbe ottenuto il finanziamento per riqualificazione della prima pista ciclabile di Marina di Ragusa.
Un importante finanziamento statale, tramite fondi PAC per la Sicilia, di ben 5 milioni e trecentomila euro per la riqualificazione del tratto del lungomare Bisani, a Marina di Ragusa, nel tratto interessato dalla pista ciclabile che va dalla pizza dello Scalo Trapanese a Punta di Mola.
Un altro legittimo vanto per il sindaco Cassì, che vedeva come su un totale di 20 milioni di euro per la Sicilia, solo a Ragusa ne fossero stati concessi 5,3 – Ragusa in settima posizione su 90 progetti, grazie all’importante lavoro progettuale che è stato sviluppato un progetto originario del 2008, sindaco Nello Dipasquale, rimodulato e adattato, soprattutto, alle nuove normative riguardanti il PUDM e il PUMS, che ha ricevuto tutte le autorizzazioni, in particolare quella della Soprintendenza.
Il progetto definitivo dell’opera prevede un allargamento e una riqualificazione della parte di lungomare che si affaccia sul mare, connotato dalla presenza della pista ciclabile.
La stessa manterrà la sua conformazione, la fascia di colore giallo, destinata ai pedoni, e l’antico muretto che delimitava la carreggiata saranno sostituiti da una fascia alberata con panchine e illuminazione pubblica, mentre la zona pedonale sarà realizzata con una struttura smontabile in acciaio, a sbalzo sulla scogliera, della larghezza di 2,5 metri.
Un progetto che, per i dettami del finanziamento, dovrà essere completato entro il 2023.
Dopo la delusione per il mancato finanziamento di un altro grande progetto, che ci era stato propinato come cosa fatta, quello dei 41 milioni di euro per la riqualificazione dell’ex quartiere a luci rosse della città, per il quale siamo solo in graduatoria, legittimo chiedersi come vanno avanti le cose e se c’è il pericolo di perdere qualche finanziamento.
Di questo si dovrebbero preoccupare le minoranze, per il loro ruolo elettivo e per la concomitante opportunità di appartenere a partiti di governo che potrebbero accelerare determinate procedure.
Certo, questo è pensabile per le opposizioni del Partito Democratico, un po’ meno, forse, per quelle del Movimento 5 Stelle che hanno rapporti quasi inesistenti con i vertici nazionali del Movimento, della serie “Ma tu chi sei?”
Nello stesso contesto, ci si potrebbe chiedere come va per i tre consistenti finanziamenti del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, nell’ambito della misura “Rigenerazione Urbana”, alimentata con fondi del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza, europeo, che vuole favorire la ripresa post pandemica.
Anche in questo caso, legittimo soddisfazione del sindaco Cassì che vede premiato il lavoro dell’ufficio tecnico che ha sviluppato, da anni, la progettualità per alcune opere pubbliche ritenute di importanza prioritaria.
Opere e progetti ideati sotto altre amministrazioni, ma a caval donato non si guarda in bocca: dovrebbero arrivare 20 milioni, così suddivisi, 6,5 milioni per il restauro di Villa Moltisanti; 6,5 milioni per la riqualificazione della Vallata Santa Domenica; 7 milioni per trasformare il Foro Boario in polo fieristico polifunzionale. Opere che, per il PNRR dovrebbero essere completate entro il 2026
I particolari sono ancora da mettere a fuoco, si sapeva che le opere finanziate con i fondi del PNRR dovevano essere completate entro il 2026.
Se non ricordiamo male, se problemi potrebbero non esserci per Villa Moltisanti e per la vallata Santa Domenica, entrambi progetti avviati dalla passata amministrazione 5 Stelle del sindaco Federico Piccitto, per stessa ammissione del sindaco Cassì, si deve ancora dare incarico per la progettazione del Polo fieristico al Foro Boario, essendo stato attribuito il finanziamento sulla base di un preliminare che ora va sviluppato prima di potere andare in gara.
Ci sarebbe da ricordare, in ultimo, che sarebbe in essere, al netto delle croniche inefficienze dello Sviluppo Economico, il progetto per il Foro Boario, di 690.000 euro già finanziato con fondi FSC (Fondo per lo sviluppo e la coesione) che prevede tra l’altro la sostituzione della attuale copertura in cemento-amianto delle stalle e la sistemazione delle aree destinate a parcheggio.
Ma tutto sembra essere fermo e, cosa più grave, viene meno una delle funzioni essenziali delle opposizioni, evidentemente in tutt’altre faccende affaccendate, quella di controllo sull’attività amministrativa.
