La conferenza stampa del PD: cosa hanno detto Peppe Calabrese e Nello Dipasquale

Un vespaio di polemiche che si sommano alla confusione dell’emergenza, riteniamo opportuno dopo i commenti esaminare analiticamente cosa hanno detto il segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese, e l’on.le Nello Dipasquale
Il segretario ha esordito rivendicando l’obbligo del ruolo per denunciare quello che sta accadendo, frutto delle fallimentari politiche del governo regionale che, da cinque anni a questa parte tenta, senza successo, di impostare politiche per i rifiuti.
Incapacità per imporre i termovalorizzatori, per trovare siti idonei per il conferimento, per incentivare una differenziata spinta.
“Come partito, abbiamo avanzato proposte a Palermo, ma tutto è stato inutile, io vedo la città in una situazione imbarazzante, paghiamo senza l’ombra del minimo risparmio, avevamo sperato che la conferenza dei sindaci riuscisse a trovare soluzioni, purtroppo, da qualche anno, è tutto fermo – ha detto Calabrese, aggiungendo – non posso che addebitare a molti dei sindaci e ha chi ha presieduto ultimamente la SRR, la responsabilità della grave situazione, il nostro sindaco Cassì che continua sfornare notizie che vuole fare apparire positive e considera i problemi comunque risolvibili.”
Così ha continuato il segretario PD: “Anche Legambiente ha sancito che i territori di Ragusa e di Vittoria hanno dato in termini ambientali per le discariche, faccia valere Cassì l’autorevolezza del suo ruolo e si impegni a trovare il sito idoneo, come del resto era dovere del suo mandato.
L’emergenza di Ragusa ha una paternità, le scelte del passato volute e imposte da Giovanni Iacono, ora i cittadini, per la situazione attuale, si troveranno a pagare costi notevolmente aumentati, la Regione ha assicurato i rimborsi ai Comuni per i costi aggiuntivi del trasferimento fuori dalla Sicilia, ma è solo una mossa propagandistica elettorale, presto tutto sarà a carico degli utenti.”

L’on.le Dipasquale ha parlato di vicenda drammatica per il territorio, della quale, più volte, si è occupato in passato.
“Sì – ha detto – toglieranno l’immondizia dalle strade, troveranno le risorse per farlo, c’è la campagna elettorale, il problema sarà quando arriveranno le bollette della TARI, perché conferire fuori costa e assai.
Da 120/140 euro a tonnellata si arriverà a 400/500 euro a tonnellata e forse di più, prima che vengano attuate soluzioni strutturali, passeranno anni.
L’incapacità per trovare soluzioni ha determinato questa situazione a livello regionale, ora occorrerà identificare almeno una struttura per ogni provincia, ci vorrà tempo, ma, intanto, c’è la campagna elettorale e tutto viene smussato, ovattato, nell’immediato.”
Ha aggiunto il deputato regionale ibleo: “Enormi le responsabilità dei sindaci che non hanno ottemperato al mandato della Regione per identificare un sito per la discarica, fallimentare l’azione del governo che ha nominato i commissari ma non li ha obbligati a risolvere la questione. Comprendo come sia difficile per un sindaco dire o accettare di fare la discarica a casa propria, ma la debolezza o le amicizie politiche hanno creato questa emergenza. Quello di cui si discute oggi nelle SRR sono solo favole.”
“Posso vantarmi di essere stato l’ultimo sindaco ad aver pensato per il bene del territorio, l’ultima vasca è una mia iniziativa, avevo anche cercato di mettere al sicuro la città e il comprensorio, avevo previsto non solo l’ampliamento della discarica, una scelta sbagliata di Giovanni Iacono, un errore, ha vanificato tutto.” Afferma Nello Dipasquale, aggiungendo: “Avevo guardato alla nostra condizione nel breve, medio e lungo termine, certo, dopo l’eliminazione del progetto di quarta vasca hanno lavorato per altre strutture e progetti, ma resta il fatto che abbiamo la spazzatura per strada. Comprendo le difficoltà dei sindaci, ma non tutti si chiamano Dipasquale. Cassì perde troppo tempo a difendere, a tutti i costi, Musumeci, e il suo assessore che per eliminare qualcosa che si poteva fare ha dovuto ricorrere ad un emendamento: se un progetto è illegittimo o vietato dalle norme, non può essere inserito in un Paiano Triennale delle Opere Pubbliche.”
“Sono bugie quelle di Giovanni Iacono, per giustificare una scelta discutibile, e Cassì si lascia trascinare, adducendo sciocchezze nel disperato tentativo di difesa del suo assessore”

Cosi si è conclusa la conferenza stampa del Partito Democratico, a ben rivedere quello che è stato detto non vediamo i termini di una polemica estrema, c’è più lo sfondo di una atavica rivalità politica che non reali responsabilità per una situazione che molti, cadendo in errore, non considerano nella sua interezza per le gravi inadempienze di un governo regionale causa del disastro generalizzato.

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