Il primo step importante della campagna elettorale è andato in archivio, ma non le tensioni all’interno delle opposte coalizioni.
Per la coalizione di centro destra la scelta di Schifani come candidato alla presidenza della Regione, in un certo senso ha colto di sorpresa, un outsider, un nome forse inserito solo per completare una rosa, per dare un apparente contentino agli avversari interni di Miccichè, è stata la carta che ha giocato Fratelli d’Italia per contenere le pretese che altri candidati avrebbero potuto avanzare nelle trattative di coalizione, oltre che utile a recuperare quella corrente di Forza Italia che altri candidati avrebbero, forse, estromesso dalla spartizione della torta. Anche La Lega, ottimi i rapporti pregressi di Schifani con il segretario regionale Minardo, plaude alla scelta.
Ma aleggia un certo nervosismo, il candidato presidente non appare come invincibile, se non con la pioggia di consensi che dovrebbe avere Fratelli d’Italia, come a livello nazionale.
In pratica, una partita tutta da giocare, anche per la presenza del terzo polo di Calenda e Renzi che ha candidato alla Presidente l’attuale vicepresidente e assessore al bilancio Gaetano Armao.
Al centro sinistra appare rafforzata la posizione della coalizione, ma, come è tipico della sinistra, qualcuno vuole escogitare qualcosa per non vincere. Sembra di essere tornati ai tempi della vittoria del PD, con Bersani, quando un meme recitava: “Allora una cosa è certa, noi abbiamo vinto, voi avete perso, adesso sediamoci, calmiamoci, vediamo come uscire da questa situazione”
I 5 Stelle, miracolati per questa alleanza senza la quale rischiavano di scomparire, in linea con il calo verticale dei consensi, scalpitano, non hanno digerito che il PD ha ignorato la richiesta di non mettere il nome della Chinnici nel simbolo del PD, vedono un alleato più allineato sulle posizioni nazionali che non dedicato all’alleanza siciliana.
Si attendono, poi, le risposte ai punti programmatici irrinunciabili, proposti alla candidata Presidente, non sono escluse soprese prima del 26, data di presentazione delle liste e di possibili candidature.
Anche il rappresentante delle sinistre, Fava, sta per elaborare le richieste da avanzare alla Chinnici, che esorta, intanto, ad una campagna elettorale più impegnata.
“La ritrovata unità del centrodestra mi sembra più di facciata che di sostanza, Schifani è il candidato più debole, scelto dopo avere scartato tutti gli altri che avevano qualche chance in più, in aggiunta c’è l’assessore al Bilancio di Forza Italia che molla la scialuppa che affonda e si candida con il terzo polo” dichiara Fava che aggiunge: “Chinnici cominci la campagna elettorale, non mi preoccupa tanto che il nome della Chinnici sia sul simbolo del Partito Democratico, quello che mi interessa e preme è che vorrei sentire la Chinnici molto più in campagna elettorale. Mi auguro che abbia intenzione e capacità di recuperare rapidamente”
Sempre attento, e da tempo in campagna elettorale, l’on.le Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico, tiene a fare delle precisazioni sulle dichiarazioni di Fava: “Ho letto le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’on. Claudio Fava e tengo a precisare che sia il nostro comune candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, l’on. Caterina Chinnici, sia il Partito Democratico nella sua interezza, sono in campagna elettorale.
La sfida è ormai alle porte e mi permetto di ricordare che il nostro comune e unico avversario è il centrodestra.
Sono certo che, al più presto, anche l’on. Fava scenderà in campo a sostegno di Caterina Chinnici per consentire alla Sicilia di cambiare passo con una reale svolta per il futuro”.
