Passata la sbornia, torniamo alla realtà

Con gli ultimi botti dello spettacolo pirotecnico in onore del Santo Patrono della Città e della Diocesi, San Giovanni Battista, si può considerare chiusa la stagione delle ferie, delle vacanze.
C’è un altro appuntamento importante, che attirerà un sacco di giovani, alla Rotonda di Marina di Ragusa, con i The Kolors, ma è ascrivibile alla movida della frazione balneare che non chiude mai i battenti, un antipasto succulento dell’Addio all’Estate che coronerà la stagione.
È finita, comunque la sbornia, tutto è tornato come una volta, la processione a mare della Madonna, c’è stato anche l’intermezzo dell’Amerigo Vespucci, sia pure a vele piegate, e il gran finale dei festeggiamenti in onore di San Giovanni, con la consueta processione, le bancarelle e i fuochi finali.
Da oggi si torna alla vita quotidiana, e la convocazione del Consiglio comunale ne è la conferma, una quotidianità che per 25 giorni sarà caratterizzata dalla campagna elettorale doppia, per il Parlamento nazionale e per quello regionale.
In effetti, non sembra che la competizione elettorale turbi più di tanto i ragusani, ci sarà sempre una forte componente di astensionismo, contro la quale nessun partito e nessun candidato si attivano per ridurla, l’esito, del resto, appare scontato, anche gli ultimi sondaggi prefigurano il prossimo futuro.
Alle nazionali si intravede il successo della coalizione di centro destra, con Fratelli d’Italia che tira la carretta come primo partito, con il Partito Democratico che, da solo, sarà comunque il secondo partito della nazione.
Il farraginoso meccanismo della legge elettorale e la definizione dei collegi mantengono in posizione subalterna il nostro territorio, la nostra provincia, con molti candidati di altre province o, addirittura, calati da fuori regione.
Per l’uninominale alla Camera troviamo uno sparuto elenco di nomi iblei, Nino Minardo, della Lega, per il centro destra e Gigi Bellassai per il centro sinistra, outsiders, stando ai sondaggi, troviamo altri due iblei, Salvatore Liuzzo per Azione-Italia Viva, e Luigi Melilli per Italexit.
In ogni caso nessun candidato del capoluogo ragusano, anche per il plurinominale nessun capolista, qualche nome ibleo sempre intorno al terzo posto in lista, con poche possibilità di successo, nelle coalizioni maggiori.
Situazione peggiore per il Senato, dove troviamo solo il vittoriese Sallemi candidato all’uninominale per il centro destra, per restare alle formazioni che hanno chance di successo.
Cambia lo scenario per le regionali, dove i sondaggi assegnano il successo al candidato del centro destra ma dove le incognite per il risultato di alcuni candidati minori, De Luca e Di Paola, potrebbe stravolgere le previsioni, in uno scenario che vede contrapposti il candidato della destra, Schifani, non del tutto gradito fra i partiti che lo sostengono, e la Chinnici che mantiene la sua figura autorevole e unanimemente ricercata come leader del centro sinistra.
Da ricordare che due ragusani del capoluogo figurano nel listino dei rispettivi candidati Presidente, Peppe Calabrese, segretario cittadino del PD di Ragusa, e Stefania Campo, nel listino del pentastellato DiPaola.
Per quello che ci riguarda, dovrebbe essere scontata la conquista del seggio per i due partiti maggiori, Fratelli d’Italia e Partito Democratico, che presentano gli uscenti Giorgio Assenza e Nello Dipasquale.
Partita aperta per gli altri due seggi, l’uscente Stefania Campo, nel Movimento 5 Stelle, se la deve vedere con la concorrenza interna di Piero Gurrieri, di Vittoria, e deve fare i conti con il previsto calo di consensi per i grillini. Se i 5 Stelle confermeranno il seggio, la lotta è tutta per il quarto seggio, attualmente occupato da Orazio Ragusa della Lega.
Con lui, in competizione, nel suo stesso partito, l’autorevole figura del dott. Salvo Mallia, coordinatore provinciale del partito, che potrebbe minacciare la riconferma di Ragusa.
Per il resto non si intravedono candidature in grado di raccogliere grandi numeri di consensi, all’inizio si faceva un gran parlare della candidatura dell’ex sindaco di Modica, Abbate, candidatura alquanto appannata dopo il passaggio dalla lista dell’UDC, annunciata con enfasi e presenza dei vertici nazionali del partito, a quella della formazione politica di Totò Cuffaro.
Nemmeno in grado di impressionare la candidatura di un’altra transfuga dell’UDC, partito già prima di tutti questi esodi, ridotto ai minimi termini, l’attuale assessore regionale all’ambiente e ai rifiuti, Baglieri.
L’ormai inesistente, a Ragusa, partito di Berlusconi, assente come uomini e come struttura, almeno sul capoluogo, pesca in casa di altri partiti per presentare un nome autorevole, ma sceglie la protagonista formale delle fallimentari politiche per i rifiuti del governo Musumeci, che proprio Forza Italia ha voluto estromettere dalla scena politica siciliana.

In questo scenario, Ragusa capoluogo si avvicina alle comunali del prossimo giugno, l’amministrazione non sembra voler essere particolarmente coinvolta per queste elezioni, anche considerando che il sindaco, e quindi la maggioranza che lo sostiene, disdegnano rapporti di ogni tipo con i partiti tradizionali.
Forse è un bene, perché a solo nove mesi dalle comunali, può sfruttare il tempo che rimane per concretizzare qualcosa del suo programma.
Nella ormai totale assenza delle opposizioni, si dovrà mettere mano ai progetti annunciati ma che attendono ancora di essere concretizzati, Canalotti a Punta Braccetto, parcheggio interrato di Ibla, area ex scalo merci, vallata santa domenica, polo fieristico, ex cinema Marino, collettori per le acque piovane di via Di Vittorio,
lavori al Castello di Donnafugata e al Parco, Museo del prodotto contadino, senza dire che ci sono questioni ancora scandalosamente irrisolte, una fra tutte la mancata apertura del City che era stata preannunciata, dall’assessore competente, per la ricorrenza di San Giovanni e di cui non si sa nulla.
Ma si attendono pure, per restare in tema di competenze dell’assessore Licitra, gli esiti dell’affidamento dei locali dell’ex macello a San Paolo, a Ibla, e quelli dei locali di via del Mercato, sempre a Ibla.

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