Paghiamo un consulente per la comunicazione che, ancorché portavoce del sindaco, per incarico, interferisce, questa non è la sede adatta per spiegare cosa fa, anche con la comunicazione degli assessori.
E appena qualcuno parla a braccio, c’è lo scivolone.
Avevamo già noi giudicato surreali i particolari forniti dall’assessore Giuffrida sulle criticità del potabilizzatore di Camemi che si scopre obsoleto, non collaudato in opera, con “grandi magagne progettuali” non meglio specificate, impianto progettato male, con grosse criticità.
Affermazioni che, in parte, potranno essere vere, ma particolari che non possono venire fuori dopo 4 anni di ritardi: quando si veniva a scoprire di queste magagne, si rendevano pubbliche, se non altro per giustificare i ritardi biblici.
Affermazioni che, almeno il giorno successivo, avrebbero dovuto suscitare forti interrogativi sulla natura di quanto detto, soprattutto per le “magagne progettuali” che sarebbero infinite.
Con calma clericale ci arriva, per chiedere lumi, il capogruppo 5 Stelle Firrincieli, che la butta subito sul tragico chiedendo di interessare la procura, additando l’assessore, in caso contrario, di ‘connivenza.
Prima di passare al comunicato di Firrincieli, riteniamo opportuna una precisazione: il termine ‘magagna’ indica, specificatamente per la materia in tema, un difetto, una imperfezione, in un manufatto, che ne può alterare la qualità.
Ed è quello che bene ha espresso l’assessore, per una apparecchiatura obsoleta, non collaudata in opera, progettata male. Affermazioni gravi, perché di soldi pubblici si tratta, ma da qui a dover coinvolgere la procura ce ne passa. Se per tutte le anomalie nei lavori pubblici, di Ragusa e di altre parti d’Italia, dovessero essere coinvolte le procure, queste lavorerebbero solo per questo settore. Si deve dire anche che, nel linguaggio comune popolare, la magagna è intesa come qualcosa di illegale, di losco, che afferisce all’imbroglio, ma di certo quando parla un assessore non si può pensare che utilizzi un gergo popolare ma si deve credere che utilizzi i termini con padronanza della lingua e del vero significato dei termini.
Il problema è che dopo 4 anni di ritardi non si possono tirare fuori ‘magagne progettuali’ per giustificazione, dopo che si è enfatizzata, peraltro, la messa in funzione dell’impianto
Cosa scrive, allora, Firrincieli:
“Torniamo a parlare del potabilizzatore di Camemi. E lo torniamo a fare dopo che l’assessore ai Lavori pubblici, rispondendo a una nostra sollecitazione, ha chiaramente detto che se l’impianto non avesse dovuto fare i conti con una serie di grandi magagne progettuali, sarebbe già entrato in funzione molto tempo prima”.
“Da qualche tempo, purtroppo, l’assessore Giuffrida sembra essere entrato nel mood di chi sostiene che tutto quello che non ha fatto lui non va bene e che, dopo quattro anni e mezzo di amministrazione, è lui ad essere arrivato per salvare Ragusa dal disastro.
Diciamo questo perché riteniamo che, naturalmente, non abbia forse compreso come la politica fornisca un indirizzo, politico appunto, e che poi a realizzare le opere siano i tecnici, le ditte chiamate allo scopo.
Se, comunque, l’assessore, da ingegnere, ritiene che possano esserci state addirittura delle magagne sia progettuali oppure amministrative, ha l’obbligo di denunciarlo e se non lo fa è passibile anche lui di denuncia per avere eventualmente coperto queste magagne.
Noi, per il momento, abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti, firmata dal sottoscritto, per potere esaminare il documento di collaudo di questo potabilizzatore così da comprendere chi sono stati i tecnici che hanno realizzato l’intervento.
Giuffrida asserisce che il collaudo non è stato fatto dalla precedente amministrazione. Ecco perché, quindi, lo invitiamo ad essere immediatamente conseguenziale in quanto, purtroppo, le parole hanno un peso e quelle dette pubblicamente dall’assessore ai Lavori pubblici non possono essere pronunciate così come se nulla fosse.
Si parla di lavori pubblici, si parla di soldi dei ragusani. Se ci sono delle magagne, si attivi subito la Procura della Repubblica e si individuino gli eventuali responsabili cosicché chi ha sbagliato possa pagarne le conseguenze. Siamo certi che l’assessore non vorrà rendersi complice di quelle che lui stesso definisce magagne”.
