C’era un tempo nel quale le agenzie di viaggio facevano affari d’oro con le istituzioni che giravano l’Italia, e il mondo, per manifestazioni fieristiche, prevalentemente le borse del turismo, poi si fece strada anche l’esposizione a carattere agroalimentare.
Fra i nostri politici del passato c’erano professionisti della gita fieristica, siamo andati dovunque, anche in altri continenti, mai abbiamo saputo dei riscontri, in termini di ritorni turistici e di ritorni commerciali per i prodotti esposti e presentati all’estero.
Resiste ancora qualche cariatide della vecchia politica che non ha dimenticato il fascino della gita fuori porta e trascina nuovi amministratori attraverso l’immagine fieristica che ha sempre il suo fascino.
Attualmente, dopo il fermo pandemico, c’è anche voglia di ritornare ai vecchi ritmi, ed ecco allora che il Comune di Ragusa, in qualità di capoluogo della provincia, sosterrà la partecipazione, dal 22 al 26 settembre prossimo al Salone del Gusto Terra Madre a Torino, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, di Slow Food Ragusa e dei 3 Consorzi di Tutela, per valorizzare a livello internazionale i prodotti di eccellenza del territorio Ibleo.
L’iniziativa è stata voluta dall’assessore allo Sviluppo Economico Giovanna Licitra.
Certo, capire il sostegno del nostro comune per dei prodotti che, per il territorio di pertinenza, sono solo marginali o inesistenti, è difficile, forse si vuole sostenere la produzione e la commercializzazione del caciocavallo, più precisamente il ragusano dop, rappresentato dal consorzio di tutela, perché le produzioni di olio sono in parti marginali del territorio comunale, quasi inesistenti i vigneti, altri prodotti sono esclusivi i altri territori, la cipolla di Giarratana, il sesamo e la carota di Ispica, la fava cottoia e il cioccolato di Modica.
Il territorio comunale può altresì considerarsi interessato per l’asino ragusano e la bovina modicana che rappresentano due razze autoctone dell’area iblea.
A essere coinvolti sono il Consorzio dell’olio d’oliva EVO Dop Monti Iblei, con le tre interessanti cultivar Tonda Iblea, Moresca e Verdese presenti in diverse zone della provincia, il Consorzio del formaggio Ragusano DOP, prodotto con latte di vacca modicana (Presidio Slow Food) e il Consorzio di tutela Cerasuolo di Vittoria Docg che si occupa della promozione e valorizzazione della Docg Cerasuolo di Vittoria e Cerasuolo di Vittoria Classico. Quest’ultimo consorzio rappresenta la gran parte dei produttori delle province di Ragusa, Catania e Caltanissetta. Nella provincia iblea, le aree di produzione ricadono nei Comuni di Ragusa, Vittoria, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi e, Santa Croce Camerina.
Al Salone del Gusto sarà presente la Comunità Slow Food di Modica per la tradizione del pane di casa.
C’è da dire, per onestà intellettuale, che il contributo del Comune pare sia esiguo, ma questo non fa che peggiorare la situazione perché quando si tratta di promozione e di pubblicità, siano esse del territorio, delle peculiarità agroalimentari e della biodoversità, dei prodotti nello specifico, secondo principi che, in America, studiano nelle Università, o si spendono cifre adeguate agli obiettivi che si vogliono raggiungere o, in caso di somme al di sotto di quello che sarebbe necessario, si tratta di soldi buttati, che non garantiscono il minimo ritorno.
Ma vallo a dire agli interessati, c’è il rischio che salta la gita.
