La repubblica di Paperino, ‘scurdammoce o passatu’ e ripresentiamo l’atto

Un amico, autorevole e colto, anche politicamente, l’ha definita una ‘pagliacciata’ e non è andato lontano, anche alla luce del nuovo intervento sulla questione della proposta di riconoscimento per i diplomati dell’ultimo anno scolastico, del consigliere Firrincieli che, bravo come il sindaco nel ballo, si fa protagonista dell’ennesimo ‘pirulè’, termine familiare per i patiti della quadriglia.
Dopo aver reagito con soddisfazione, sempre sui social, canale prediletto del sindaco e del capogruppo grillino, al pentimento del sindaco, pentimento così improvviso tanto da non potere essere stato comunicato tempestivamente al quotidiano locale, Firrincieli fa una giravolta, appunto il pirulè, e ritiene opportuno aggiungere alla scena delle valutazioni politiche.
Dopo le belle parole, di soddisfazione per i nostri giovani, sulla opposizione costruttiva vicina ai cittadini, sulla mission non ispirata a logiche di contrapposizione, sulle buone idee che sono solo dalla parte dei cittadini e svincolate da logiche politiche, Firrincieli ci ripensa e pretende di fare valutazioni politiche.
Il motivo è presto detto, si affretta a rientrare in scena e preannuncia di ripresentare l’atto “perché abbia una piena approvazione da parte del Consiglio comunale al quale facciamo sempre riferimento perché l’iniziativa ritorni di nuovo da dove era partita con al centro il civico consesso, i consiglieri comunali sia di maggioranza e soprattutto di opposizione. È questo il modo di fare politica che mi piace, sempre dalla parte della gente”.
In pratica se ne sbatte dell’offerta di disponibilità alla sua collaborazione del sindaco e si preoccupa di far mantenere all’iniziativa la sua paternità.
Se il sindaco ha detto di pensare ad una iniziativa per Natale, fra l’altro con l’autorevole e adeguata collaborazione di Consulta Giovanile e settore delle politiche giovanili, che motivo c’è di ripresentare l’atto che rischierebbe, veramente, di trasformare il tutto in una pagliacciata per il consiglio comunale, ove venisse approvato dopo essere stato bocciato?
La politica, anche quella locale, per quanto sbrindellata, non è fatta per dispettucci e rivalse da donnette, non è una gara alla conquista della medaglietta, i grillini ci hanno abituato a cose inimmaginabili, ma questo è davvero troppo.
La gente manda in consiglio comunale i suoi candidati preferiti per assolvere un ruolo che dovrebbe essere serio, di verifica e di controllo degli atti, nel caso dei consiglieri di opposizione, di minoranza.
L’esito del mandato sta tutto qui, le considerazioni sulle ingerenze del sindaco andavano fatte in tempi non sospetti, come quelle del giudizio sulla maggioranza, i cui componenti ancora tacciono sulla delicata questione.
Tutto quello che è avvenuto, rappresenterebbe, per Firrincieli, un gravissimo vulnus per la democrazia, parole grosse per mascherare una scarsa voglia di infierire sull’avversario politico.
Perché Firrincilei dimentica che il Sindaco è avversario politico, di altra parte politica, peraltro il candidato che è salito a Palazzo dell’Aquila sconfiggendo proprio il candidato del Movimento 5 Stelle, rifuggendo, poi, per sua stessa ammissione, dal luogo comune dei vincitori, “sarò il sindaco di tutti”.
Una vera e propria amenità quando il capogruppo grillino sottolinea che il sindaco avrebbe agito “per tornaconto politico e suo personale”, amenità farcita da considerazioni sull’atteggiamento che dovrebbe tenere il primo cittadino di fronte alle proposte dell’opposizione.
Se la questione non è di legittimità, se, cioè, il sindaco può influenzare o meno il voto della sua maggioranza, lo è di certo, di opportunità politica.
La legittimità va cercata e chiarita nella scelta del sindaco di riprendere un atto che il consiglio comunale ha bocciato. E di questo, il grillino non si sogna nemmeno di sollevare la questione, forse per tornaconto politico e suo personale.
Firrincieli avrebbe solo dovuto dire, molto prima: “L’atto è stato bocciato, chiudiamola qua”, solo in questo caso avrebbe potuto rivendicare la sua azione politica. D’ora in poi sarà solo una pagliacciata, se l’atto verrà veramente ripresentato, e dallo stesso primo proponente, a Palazzo dell’Aquila verrà la troupe di Striscia la Notizia.

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