Ragusa, Palazzo dell’Aquila, giovedì 22 settembre, ore 16 circa, si accede all’androne e si può godere di ogni tipo di spettacolo.
Un enorme furgone deve scaricare carta per fotocopie, sarà facile verificare, dalla bolla di consegna, della detta fornitura, giorno e ora.
More solito, l’autista che deve anche scaricare, pensa bene di accedere a retromarcia fino alla porta che introduce all’ascensore. Il furgone è così grande che impedisce l’accesso anche alle persone normodotate, ci sono le fioriere che impediscono del tutto il passaggio, se non con notevoli acrobazie che in ogni caso non sarebbero possibili per un diversamente abile.
Siamo in orario dell’apertura pomeridiana degli uffici, è ostruito, solo per dirne una, l’accesso agli uffici dove si richiede la carta di identità, nonché quello per accedere all’ascensore.
Candidamente l’autista risponde a chi protesta “ho fatto sempre così” e che non vede come potrebbe scaricare altrimenti.
Naturalmente la crisi delle vocazioni, pardon, delle assunzioni, è causa delle assenze di un agente della polizia municipale come piantone, come è stato per anni, un tempo c’era addirittura una guardiola dove ora c’è il servizio per i diversamente abili.
Di obbligare i corrieri, e chi comunque deve consegnare merci, di munirsi di mezzi di dimensioni adatte al centro storico è cosa sconosciuta al Comune di Ragusa, come pure sovraintendere alle consegne, come nel caso citato, pura utopia.
Nello stesso momento, si può riscontrare un altro spettacolo: all’ingresso del Palazzo, sulla destra l’Ufficio anagrafe, sulla sinistra l’Ufficio elettorale, in queste ore assai frequentato, e il bancomat, il tutto a sinistra senza accessibilità per i diversamente abili, ma questa, per il Comune, e diffusamente a Ragusa, è storia di ordinaria follia.
A Ragusa, come si sa, c’è la tragedia dei contenitori per l’indifferenziata, previsti, in maniera del tutto improvvida, dal piano dell’appalto rifiuti, voluto fortemente dagli ambientalisti e accettato dai grillini del tempo, senza eccessive preoccupazioni per quelli che potevano essere gli aspetti da attenzionare e migliorare.
Proprio davanti alla postazione bancomat fanno bella mostra due contenitori giganti per la carta, coperchio blu, due per la plastica, coperchio giallo, uno più piccolo per l’umido. Ci si può chiedere cosa ci fa il contenitore dell’umido al Comune, oppure come mai non c’è contenitore per il vetro, ma ci addentreremmo, forse in questioni che attengono solo alle competenze dei piani altri.
Non ci si può esimere, invece, dal notare come proprio a Palazzo dell’Aquila, da dove partono tutti i messaggi del Sindaco per una buona differenziata, per la qualità del rifiuto, per gli orari di conferimento, ci si muove con la massima disinvoltura al riguardo.
Contenitore stracolmo ma sono stati abbandonati accanto al contenitore tre enormi sacchi trasparenti dai quali si intravede una quantità enorme di carta, c’è un piatto di plastica, (orrore in un a città plastic free NdR), stagnola che andrebbe nell’umido, se sporca, nella plastica se pulita, l’incarto di un Kinder Ferrero che dovrebbe andare nella plastica, bicchieri che sembrano compostabili, forse quelli della macchinetta del caffè, e tanti altri tipi di rifiuti, di tutti i generi.
Non si da dove cominciare: non era certo orario per il conferimento, che ci pare decorra dalle ore 19, quando si trova un contenitore stracolmo si tiene il rifiuto dentro le stanze e si aspetta il turno della settimana successiva, così hanno tentato di insegnarci, perché secondo il sindaco io dovrei separare l’etichetta di carta dal vetro o dalla plastica mentre a Palazzo si butta tutto in un sacco per l’indifferenziato?
Perché sotto la scrivania di casa mia dovrei tenere un cestino per la carta, uno per il vetro, della gassosa o della bibita, uno per la plastica, bottiglietta o blister delle pile, dopo averlo naturalmente separato dalla parte in cartoncino, quello dell’umido se devo buttare la merendina che non mi piace e quello per l’indifferenziato se devo buttare la cartuccia della stampante, quando proprio nel Palazzo dove ha sede l’ufficio del primo cittadino non si fa nulla di tutto questo che ci viene propinato come regola ?
Non vorremmo che le regole fossero cambiate e non lo sappiamo.
