Roboante comunicato per l’avvio di interventi sul Castello di Donnafaugata attesi da troppo tempo

Quando, per determinate opere pubbliche, necessarie e attese, da anni, si arriva all’avvio dei lavori, che, come sappiamo, è cosa ben diversa dalla consegna delle stesse e dalla ottimale fruizione, ci sarebbe poco da esaltare l’attività dell’amministrazione.
Perché dopo che è passato tanto tempo, molte cose diventano solamente dovute e c’è da scusarsi solo per gli enormi ritardi, non sempre provocati dalla burocrazia, quanto, piuttosto, dall’inadeguatezza di qualche amministratore.
Peraltro, in questo roboante comunicato, l’assessore ai lavori pubblici, Giuffrida, vanta la prima opera finanziata con i fondi del PNRR.
A parte il fatto che ci pare siano arrivate prima notizie di finanziamenti per interventi sul territorio comunale, sempre afferenti ai fondi del PNRR, non ci sembra esaltante, per l’operato dell’amministrazione, il fatto di avere sfruttato gli importanti e ingenti fondi del PNRR per una iniziativa, prevalentemente edonistica, non fruibile con continuità per l’ubicazione lontana dal centro abitato, quando con il PNRR si potevano ottenere fondi per edilizia scolastica, ambiente, sanità, digitalizzazione, Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, Infrastrutture per una mobilità sostenibile, Istruzione e ricerca, inclusione e coesione, come dettano le missioni della misura europea.
In questo mare di possibili interventi, noi ci trastulliamo con il Parco del Castello di Donnafugata, intervento atteso fin dal 2003, anno di apertura del Castello dopo l’acquisizione da parte del Comune.

Nel comunicato si legge ches ono stati aggiudicati alla Savatteri Costruzioni, in avvalimento con il Consorzio Stabile Opera s.c. a r.l, i lavori di completamento del restauro del Parco del Castello di Donnafugata per il prezzo di euro 1.111.833,86 compresi gli oneri di sicurezza, al netto del ribasso offerto del 29,59% sul prezzo a base di gara di euro 1.553.958,38.
“Si tratta – ha affermato l’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Giuffrida – della prima opera finanziata a Ragusa con i fondi del Pnrr. Nell’ambito della “Missione 1, Misura 2” dedicata a parchi e giardini storici abbiamo ottenuto il massimo finanziamento possibile, pari a 2 milioni di euro.
Tutte le procedure di aggiudicazione dei lavori sono state completate in linea coi tempi serrati del Pnrr e già stamani abbiamo eseguito un sopralluogo a Donnafugata con l’impresa aggiudicataria.
Ricordo che l’intervento prevede la realizzazione di un sistema di illuminazione del Parco così da poterlo visitare anche nelle ore serali, il ripristino filologico dell’apparato vegetativo, un nuovo sistema di irrigazione, copertura internet wi-fi, il ripristino della storica serra, il consolidamento statico delle grotte, il restauro del tempietto, delle fontane e dell’arredo, la sistemazione della pavimentazione, la creazione del database delle specie vegetali”.
Come spesso avviene all’interno della giunta Cassì, un intervento che dovrebbe essere di competenza del verde pubblico viene abbracciato da un altro settore.

Stupefacente, poi, l’intervento dell’assessore alla Cultura, Clorinda Arezzo, che con estrema enfasi, parla di “Uno straordinario avvicendamento di cantieri che ribolle da qualche mese a Donnafugata, frutto di una lungimirante visione strategica e di una progettazione sistemica e calibrata che coinvolge Sviluppo economico, Lavori Pubblici e Cultura.”

A sorpresa scopriamo che da tempo, senza adeguata comunicazione all’esterno, sono stati avviati restauri, al Castello, che, addirittura, sono in via di ultimazione, relativi alla misura 6.7.1. di Agenda Urbana (1.100.000,00 €), che interessano tetti, infissi, cortili da tempo inaccessibili al pubblico e torre quadrata, mentre, a breve, nuove attività si insedieranno negli spazi di caffetteria, bookshop e infopoint, recuperati tramite la misura 7.5. del Gal (292.000€).
Per inciso, dal momento che è stato tirato in ballo l’assessorato allo sviluppo economico, ci avrebbero potuto dire qualcosa a proposito del Museo del Prodotto Contadino. Se i tempi saranno pari a quelli per il book shop, caffetteria e infopoint, c’è poco da stare allegri.
L’assessore Arezzo parla di innegabile ed evidente fermento che pervade il Castello di Donnafugata, fin troppo evidente che si lavora per arrivare alle prossime elezioni comunali se non con le opera consegnate almeno con una serie di cantieri aperti dove i superstiti della giunta potranno allestire, con il sindaco ricandidato, gli spot elettorali.
Ma è ben poca cosa rispetto all’originario programma elettorale, il Castello non vale certo tutte queste smodate considerazioni e, soprattutto, è poco produttivo tentare di farne, come più volte specificato, il cuore del progetto culturale della città, escludendo e dimenticando il riconoscimento UNESCO che è la sola prerogativa importante di Ragusa in termini di beni culturali.
Fra l’altro, come disse qualcuno più importante di chi scrive, già non si mangia con la cultura, ci permettiamo di dire che si mangia ancor meno con il Castello di Donnafugata che nemmeno vede valorizzato in opportuna maniera, con adeguata promozione, il Museo del Costume, che non sarà la mirabilia che si vuole far apparire ma costituirebbe sempre elemento di attrattiva di un certo peso in termini economici.
In tutto questo fermento, inevitabile notare che mancano i due vulcani dell’amministrazione, l’assessore al turismo Barone e il Direttore del Museo del Costume, Nuccio Iacono, già, o ancora, manager del settore culturale, gli unici soggetti a disposizione del sindaco per poter fare vivere tutto il fermento e non lasciarlo solo a materiale lavico che si rigira nelle viscere della terra, aspettando la prima eruzione che potrebbe rivelarsi anche nefasta per gli effetti.

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