Partita bella, non bellissima, che, in ogni caso la città non merita come non merita la serie A femminile, vedere il PalaMinardi con più posti vuoti di quelli occupati è la cartina al tornasole della sportività del pubblico ragusano. Non si può vivere solo di playoff e inutili sono gli sforzi dei dirigenti, come avviene anche per il calcio, di mantenere basso il prezzo del biglietto.
Dicevamo di una partita bella, con le ex, Attura fra le biancoverdi, Santucci e Kujer fra le ospiti, che sono state le protagoniste della serata, con prestazioni di livello. Anche Dotto ha dominato nella seconda parte della gara, trainando la squadra al pareggio e in vantaggio, mantenendola sempre attaccata a Venezia, fino alla sirena finale.
Venezia non ha fatto vedere nulla di particolare, da segnalare la prestazione importante della Shepard e di una Villa maestosa.
Del tutto assente, fra le file ragusane, Romeo, che ha messo a segno i suoi primi e unici 2 punti della partita solo su tiri liberi, alla fine dei primi 20 minuti di gioco. Per il resto totalmente inesistente, senza nessun contributo per la squadra.
Buona prestazione delle americane, Anigwe 20 punti, Vitola 12, Hampton 9 punti ma sempre presente nei momenti topici, ottima presenza di Ostarello con realizzazioni importanti.
È stato il primo impegno ufficiale dove si è potuto vedere di che pasta è fatta la formazione di questa stagione: c’è ancora da lavorare, servono calma e concentrazione nei momenti decisivi della partita, indispensabili per sopperire al deficit tecnico e di esperienza.
I sei punti di svantaggio all’intervallo lungo ci dicono di un impegno forse superiore alle reali possibilità, considerate anche le basse percentuali della prima parte dell’incontro, con un solo tiro da tre nei primi 20 minuti. Molti errori al tiro e difficoltà di penetrare la difesa avversaria, forse dovuta a un gioco poco fluido.
Anche Ragusa, in difesa, ha fatto cose buone, ma caricandosi eccessivamente di falli.
In fondo, Venezia non è mai andata oltre i 10punti di vantaggio, solo un momentaneo + 11 sul 17-28 e un + 12 sul 15-27.
11-20 il primo parziale, 30-36 all’intervallo lungo.
Al rientro Ragusa sembra avere carattere e ambizione per ribaltare il risultato, Anigwe mette dentro con decisione 4 punti importanti ma prima Villa, con un libero, e Shepard, tengono Venezia a distanza, ma sul 34-39 Ragusa piazza un parziale di 5 a 0 e arriva alla parità.
Ci aspettavamo e ci sarebbe piaciuto un time out chiamato da Diamanti, dopo la corsa e lo sforzo mentale che avevano portato al pareggio, invece un momentaneo, naturale, giustificato momento di calo ha consentito a Venezia di non soffrire la botta, 2 punti della solita Villa e una tripla di Kuier riportavano la partita sul binario della prima parte, poi Anigwe e Vitola mettevano dentro due canestri, quindi saliva in cattedra Dotto che con una tripla e un’altra realizzazione da 2 punti riportava la sua squadra al pareggio, 48-48.
A 1 minuto e 25 dalla penultima sirena la Passalacqua passa in vantaggio, 50-48, dopo un parziale di 9 a 0.
È il momento migliore della squadra di casa che non è stato capitalizzato, Venezia pareggia ma Hampton chiude sul 52-50.
A questo punto Ragusa ha dimostrato di avere poco o nulla da invidiare a Venezia, forse sarebbe bastata una serata normale di Romeo e qualche sprazzo della solita classe della Consolini, per annientare le avversarie.
Hampton e Ostarello portano Ragusa a + 5, 57-52 ma Venezia non demorde, Ragusa sembra di non poter dare di più, si riporta sul 63-60 ma Santucci, vivace nel gioco, come sempre, piazza la tripla e riagguanta per l’ennesima volta le avversarie, 63-63.
Ancora un colpo delle padrone di casa, a 1 e 51 dalla fine dell’incontro, 66-65 ma ci pensa ancora Santucci a piazzare la tripla che consente di avviare Venezia alla vittoria finale per 68-71.
Per ora, possiamo dire che siamo, a pieno titolo, nel quartetto di vertice, ma con il 18% di percentuale sui tiri da tre non si va lontano.
Questo il commento del dopopartita di Mirco Diamanti: “Abbiamo fatto troppi errori difensivi nella prima parte di gara, non si possono concedere tutti quegli uno contro uno che abbiamo concesso, e che ci hanno fatto partire con un grande handicap, abbiamo inoltre avuto qualche problema di falli con Anigwe.
Insomma, non è stata una partita semplice. Piano piano poi ci siamo un po’ assestati, e l’abbiamo rigirata.
Lì pensavo che avessimo potuto vedere il sole, ma nel finale ci sono stati episodi sfavorevoli. Non sono soddisfatto perché non si può subire quello che abbiamo subito”
